Scrivere per spiegare il declino*

Questi sono i risultati delle elezioni.

Forse so cosa state pensando: arrivi tardi, li abbiamo già visti tutti ed ognuno di noi ha già avuto le sue reazioni. Gioia, rassegnazione, disperazione, euforia, rabbia. Cosa diavolo ce li linki di nuovo?

Calma. C’è un motivo, anzi, due:

  1. ognuno, su questi risultati elettorali, può pensarla come vuole; d’altro canto, sarebbe il caso di ragionare sui numeri, e non su quelli che uno pensa forse che sì diciamo che potrebbero essere i numeri. Quindi, sempre meglio avere dei dati sotto mano;
  2. su una cosa, però, dovremmo essere tutti d’accordo: a leggere quei risultati, non si può, ancora oggi, a dieci giorni dalla loro pubblicazione, che essere colti da un genuino sense of wonder.

Ehi, forse è per questo che di elezioni non ho ancora scritto: senso di inadeguatezza. Per scrivere di certe cose, infatti, non basta il talento, per altro modesto, di un “amichevole blogger di quartiere” (cit.) come me, per altro neofita; e, forse, non è sufficiente neppure quello di professionisti più dotati e di lungo corso. No, qua ci vuole uno scrittore di fantascienza. E non di quelli scarsi, tutti poppe, sangue e pistole laser: anche perché sono anni che, pistole laser a parte, questi si sono insediati nelle redazioni dei giornali (e c’è da scommettersi: continueranno, a dispetto del nuovo che avanza), ma le prime pagine del 26 marzo ce lo confermano: pure loro sono frastornati.

No, qua ci vuole qualcuno dei nomi grossi. Ma grossi davvero. Ecco, tanto per fare un esempio, secondo me sarebbe bene mandare:

  1. un Isaac Asimov a questi qua. Che le leggi della robotica sono meglio del regolamento dei parlamentari**;
  2. un Philip Dick a spiegare un paio di cosette sulla pubblicità e sulla credulità al popolo che, di nuovo, ha consentito a Silvio Berlusconi di raggiungere un ragguardevole 29% delle preferenze (faccio il conto su tutta la coalizione, che è chiaro che senza questo mirabile homo novus la caciarona macchina da fango non sarebbe andata da nessuna parte);
  3. un Jack Vance a… no, scusatemi, non posso farcela. Non voglio ancora pensare che una grande ideologia come quella della sinistra sia ridotta come la Terra Morente descritta dal grande narratore americano. Ma è una pia illusione: i giaguari da smacchiare ed i tappeti rossi da srotolare davanti a Marchionne dimostrano che, in realtà, è messa ben peggio.

*sì, in effetti il titolo non significa poi molto;

**tempo fa, emerse una diatriba a proposito dei follower di Beppe Grillo su Twitter, che sarebbero stati, per il 54%, Bot. A distanza di tempo, possiamo dire che le paure erano corrette, ma mal indirizzate: è ovvio, ormai, che sostenitori e seguaci di Grillo (compresi quelli eletti) sono bot in percentuale significativamente superiore a quanto riportato.

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