Tempi grami per…

…no, non per la poesia. Cioè, sì, mica i tempi sono facili, per la poesia, ma lo erano già ai tempi di Bertolt Brecht; le cose sono solo un poco peggiorate, quando qualcuno ha preteso di cominciare a chiamare “poesia” l’andare a capo di tanto in tanto, lamentandosi del brutto tempo atmosferico, o chiacchierando di altre simili amenità, tipo l’amore romantico, inventate insieme agli ascensori per riempire gli imbarazzanti silenzi nei medesimi.

Ma son tempi grami per tutti, no? Sta la crisi, dice, e quindi tocca tagliare i posti e licenziare, ed a casa senza poter pagare il mutuo, e quest’anno le vacanze a Santa Marinella che, guarda, forse mi mettono in cassa integrazione e mio figlio non posso mandarlo all’asilo ma, cioè, almeno l’anno scorso son potuto andare almeno a Lignano Sabbiadoro e quest’anno, invece, Santa Marinella? No, mi sa che metto una bomba ad Equitalia. Scusa, ma che c’entra Equitalia? Niente, ma mica posso andare a mettere una bomba ai Monopoli di Stato, che ogni anno fatturano venticinque miliardi, tassando la nostra speranza (cit.)? Magari prima o poi mi stampano un Grattevinci che mi fa diventare miliardario. Ma farò tanta beneficienza, lo giuro.

E certo, i metalmeccanici, e gli operatori del callcenter, ed i trasportatori, e l’Isola dei Cassintegrati, e il Sulcis, e gli esodati, tutto quello che volete. Ma alle altre categorie, ci pensa veramente qualcuno? Le categorie giovani, dinamiche, proiettate verso il futuro? Quelli che stanno sentendo più la crisi, i cittadini di blocco A (cit.): qualcuno li rappresenta? La risposta è no. Poi dice che la sinistra perde consensi (non che la sinistra rappresenti metalmeccanici, operatori di callcenter e via discorrendo, c’è il rischio che al circolo del curling qualcuno si schifi).

Prendiamo gli adescatori di innocui navigatori di Internet, per dire; quelli che cercano di convincerci che i rivenditori d’auto, i dietologi, i medici in genere, e, soprattutto, le puttane che pretendono di farsi pagare, e magari pure di emettere fattura, non sono altro che incarnazioni di quella ka$ta onnipervasiva che tutto ingloba. Sì, avete capito: quelli che vi mandano le pubblicità zozze che finiscono nello spam.

La situazione di questa categoria lavorativa è disperata. Leggete un po’ questa mail che ho appena ricevuto:

Ciao questo � Erika, non � sicuro ti ricordi di me. Abbiamo parlato un po ‘indietro! O forse mi ricordo male.Comunque, volevo entrare in contatto come mi � stato un p� annoiato ultimamente. Vado con le mie foto e ho caricato un po ‘di caldo / divertente quelli.[omissis] ti permette di fare tutto questo gratis. Non ho potuto usare normali siti sociali perch� non consentono nudo! E ‘cos� che ho perso il mio account FB, foto viziosa troppi!
[omissis]
La mia ragazza Christine mi ha parlato di questo sito per adulti sociale dove tutti sono amici di tutti. Amici con benefici � quello che in realt� voleva dire hahaha:)In ogni caso, venire a controllare fuori. Voglio la chat tutto il giorno e notte, � la cosa che preferisco fare!
[omissis]
Il mio nome del profilo ï¿ [omissis]. E avete indovinato, sono 29.Conferma la mia richiesta di amicizia e parliamone!
ERIKA
Non ho aggiunto né tolto niente, a parte dei nomi, ed un paio di link di dubbia moralità. Dico: perché non mantengono le donne nude, belle e disponibili che promettono.
Vi rendete conto? Una bieca traduzione fatta con Google Translate. Neanche rivista da uno straccio di correttore di bozze. Un’industria un tempo fiorente, con migliaia di impiegati che tentavano di riuscire nell’impossibile impresa di rendere appetibili ragazze inesistenti, e non di rado ci riuscivano, finita sul lastrico, e costretta a riciclare gli annunci prodotti in qualche sperduta località dell’America (di sicuro nei pressi di Palo Alto), dopo solo una rapida passata di traduttore automatico. Uno scenario apocalittico ed insopportabile.
Chiediamo con forza, quindi, al signor Bersani, mentre consulta nel suo incarico consultivo che è seguito alle consultazioni, di fare qualcosa: non lasciamo morire questo motore pulsante dell’Italia.
Che di fargli proposte un po’ più serie, per qualche strano motivo, non abbiamo più la forza.
(C’entrerà mica quel link al sito d’Internazionale citato poc’anzi? Chissà).
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