C’è un tizio che spara fuori da palazzo Chigi

(Live blogging. Potrei dire cose di cui domani mi pentirò. O forse no.)

Sia chiaro: è il solito evento drammatico su cui non si dovrebbe scherzare e bla bla bla. Tuttavia: trovo sempre straordinario che un giornalista ritenga indispensabile farci partecipi del fatto che “il viso di Letta ha cambiato espressione” (cit.) quando Franceschini lo ha informato della sparatoria. Ehi: qui fuori c’è un tizio che spara. Tu che fai, giornalista del Tg1, stringi le spalle e tiri dritto?

Detto ciò: vai Enrico, è il tuo momento. Peccato non ci sia scappato il morto, altrimenti avresti potuto, da qui a fine legislatura, fare tutto ciò che ti viene in mente. Nel tuo esecutivo hai persone che sono professionisti, nel capitalizzare queste situazioni.

Ed i media di ogni livello, riformisti o conservatori, ti daranno una mano. Sono già pronti, anzi, ne sono sicuro: “le famiglie portavano a spasso i bambini”, quando il “terrorista che vuole riportare in auge il clima da Anni di piombo” ha esploso i suoi “cinque, sei o forse otto colpi”.

Chi ben comincia è a metà dell’opera.

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