Parallele

Stamattina ho pensato a Daniele Luttazzi.

Era tanto tempo che non ci pensavo; i nostri rapporti, in effetti, si erano interrotti all’epoca di quella brutta storia dei suoi “omaggi” a grandi stand up comedian americani. Cioè, quando si è scoperto che copiava, parliamoci senza mezzi termini.

Non è che da allora l’ho odiato, chiariamoci. Certo, non rientrerà mai più nel mio per altro vastissimo Pantheon, di cui una volta costituiva una delle divinità più importanti, ma non per questo smetterò di guardare con interesse a tutto quanto ha detto e fatto (sono perfettamente d’accordo con gli Wu Ming, a questo proposito); e poi, il loro crepuscolo rende gli idoli ancora più interessanti.

Aggiungiamo pure che, sì, Luttazzi copiava, ma copiava con gusto. Copiava Bill Hicks, George Carlin, Chris Rock, Lenny Bruce; non gli è mai passato per la testa di copiare Pino & gli anticorpi, per dire. E te lo diceva, che li avrebbe copiati. O, meglio, ti invitava a scassargli il giochetto, voleva farsi beccare con le mani nel vaso della marmellata: e non per quella storia della caccia al tesoro, che pare abbia inventato a posteriori (e sarò io, ma quando uno usa la parola attanziale, mi viene il sospetto che abbia la coscienza sporca) .

No: è che Luttazzi ha sempre invitato a conoscere approfonditamente quegli autori che avrebbe saccheggiato; “ascoltate Bruce, ascoltate Hicks, ascoltate Carlin”, diceva. Ti punzecchiava per andarti a far scoprire quello di cui li aveva derubati. Scommetto che gli psicanalisti andrebbero in brodo di giuggiole, facendo ipotesi sul perché.

Ma non è per questo che stamattina ho pensato a Luttazzi; no, ci ho pensato perché stamattina ho trovato una Parallela simmetrica. Spiego: chiamasi “Parallela simmetrica” uno degli esercizi che si potevano fare nella Palestra che Lutazzi aveva aperto sul suo blog; una Palestra, ovviamente, di satira, in cui tutti potevano inviare le loro battute, che erano poi vagliate dal personal trainer e, se giudicate divertenti, pubblicate (ne è stato ricavato anche un libro, questo. Benché una volta abbia presenziato nella Palestra, qui non ci sono. Peccato).

Tra i vari “esercizi” che si potevano svolgere, c’erano appunto le Parallele simmetriche, che funzionavano così: si prendeva un titolo di giornale, una dichiarazione pubblica di qualche politico, un’uscita infelice di qualche cantante, gli si associava una qualche altra frase presente in qualche altro testo (di qualunque altro genere), e ci si godeva il deflagrante effetto comico. Esempio:

  1. la Repubblica, Politica: “Mara Carfagna ha ricavato un libro dal suo primo anno di esperienza da Ministro”;
  2. la Repubblica, Scienza: “Ricavata cellulosa da spermatozoi”

(di Davide Candeli, dall’Almanacco)

Ecco, io stamattina ho trovato una di queste. Una bella grande, però, che coinvolge un intero articolo comparso su Valigia blu, e tutta una sezione della varia spazzatura che accompagna il servizio di provider di posta elettronica di Libero (di cui, purtroppo, continuo a servirmi). D’altronde, se si chiama come quel famoso giornale (o se il famoso giornale si chiama come lui, è lo stesso) ci sarà un motivo.

Ecco adesso io metto i link, e voi mi dite se fa a voi lo stesso effetto che ha fatto a me. Un effetto che potrei utilizzare molti, affranti aggettivi per definire; nessuno di questi è comico.

  1. Valigia blu;
  2. Libero.
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