A proposito di vacanze

Tanto lo sanno tutti, di ‘sti giornalisti non ti puoi fidare.Cioè, ancora ancora quelli della televisione, che se non era per loro, mica lo sapevamo che quel figlio di puttana razzista di un americano aveva fatto morire quella povera bambina… ma tutti gli altri, puah, non mi fa’ parlà. Sono sicuro che li pagano miliardi per andarsene a zonzo per il mondo, e quelli manco fanno bene il loro lavoro, cioè, s’inventano le cose, proprio. E tanto li pagano lo stesso, no? Mica come a me, che se mio padre non lavora, o lavora male, che secondo te glieli danno lo stesso, i soldi?

Mo’, prendi ‘sta storia dell’Egitto: e la rivolta, e i Fratelli musulmani, e l’esercito, e le stragi, e la democrazia, e che palle, dico io, già gente come noi c’ha abbastanza problemi ogni giorno (la macchina che non funziona co’ tutto quello che l’hai pagata, guarda lasciamo perde’ che mi girano i coglioni al massimo!). E poi ci dobbiamo pure vede’ i cadaveri di ‘sti qua che si ammazzano tra di loro? Cioè, io non sono razzista, però oh, saranno fatti loro, al limite si ammazzano tutti e amen! Dovete proprio aggiornarmi ogni giorno? No, grazie, dico io, quando torno a casa la sera voglio solo svagarmi un po’ la testa specialmente se qualche professore m’ha fatto incazzare durante la giornata. Minchia, mio padre paga tanto la scuola, e tu mi pure rompi le palle? Ma vaffanculo! Vuoi sapere la mia opinione? Non c’è più l’etica del lavoro, ecco la verità.

È perciò che ti dicevo dei giornalisti. Sì, perché tutta quella tragedia che ci raccontano non è vera manco per un cazzo. Dice, e tu come fai a saperlo? Oh, io in Egitto ci sono stato. Due volte, e l’ultima tipo la settimana scorsa. E non sta a succede proprio niente.

Intanto, li dovresti vede’ sti egiziani, so’ tutti “Sì, signore”, “Certo, signore”, gli manca la forza di prendere un fucile e mettersi a fare rivolta; so’ troppo servizievoli e sottomessi. E vorrei pure vedere, co’ tutti i soldi che li paghi, pure a loro.

E poi in Egitto si sta tranquilli, pure adesso. Prima di partì Clara m’ha fatto due palle che non ti dico (sì, so’ andato co’ Clara:  è ‘na puttana, però oh, certe nottate…), e c’ho paura, e non partiamo, e chissà che stanno a combinà… e io appunto gli ho detto: senti, tu sei morta di fame e in Egitto non ci sei stata mai, io li conosco questi qua, non stanno a fà proprio un bel niente. Non c’hanno proprio la cultura. Mica so’ come noi italiani che appena appena ci fai un po’ incazzare… no, quelli so’ sempre stati sotto e staranno sempre sotto. Come alle donne.

E infatti, alla fine della vacanza, c’avevo ragione io. Stavamo là, a Sharm El Sheikh, proprio belli tranquilli, non abbiamo sentito non dico uno sparo, un mortaretto, ma manco una persona che alzava un po’ la voce. Mare, sole, spiaggia, un bar co’ certi cocktail, un sacco di brava gente come a noi che a tutte ‘ste cazzate non ci crede. Ti pare possibile che noi stavamo là a mangià, bere, scopà, e a pochi chilometri si sparano addosso? Non è possibile, no?

Poi ci s’è messa pure l’ambasciata! Hai sentito quella cosa su Twitter: non lasciate gli alberghi, rispettate il coprifuoco, non fate le escursioni. Oh, io so’ venuto qua per stà sveglio fino alle cinque, e l’ultimo giorno c’avevo ‘na visita guidata al Cairo, prima di ripartire (Clara è ignorante e co’ ‘ste cose culturali ci vuole sembrà un po’ meno). Che, so’ venuto qua a regalà soldi? Nossignore, marsch, verso Il Cairo! Non vorranno mica sparà addosso a chi gli sta a dà da mangià, ho detto a Clara (che tanto nessuno glielo metteva nella testa, che non si stavano affatto a sparà).

E secondo te c’avevo torto? No che non ce l’avevo! Ci siamo fatti il nostro bel giretto, non è successo proprio niente. Cioè, a un certo punto abbiamo cominciato a sentire pim pum pam, la gente che correva, le macchine incendiate, e tutti a dire Oh Signore che paura!, e tutto il resto. Questi passano tutta la vita a ciecarsi sui libri, mica come a noi che tutte le domeniche facciamo softair, e non sanno manco distinguere una pallottola vera da una finta.

Io, che avevo capito, stavo là e guardavo: doveva esse la ricostruzione di qualche battaglia, una cosa per noi turisti, no? Click, pum!, e uno cascava per terra, faceva finta d’esse morto. E devo dì che so’ stati quasi bravi: almeno due ore di rappresentazione, hanno fatto, e quelli a terra immobili, non muovevano manco gli occhi, manco quando gli altri che facevano finta di ritirarsi gli passavano addosso. Peccato che parlavano arabo e non c’ho capito niente di niente, però quasi se li so’ guadagnati, tutti i soldi che m’è costato ‘sto viaggio!

P.S.: triste aggiornamento del giorno dopo.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s