Aspettando il Santo

-E così io gli ho detto…

-Scusi se la interrompo, signora.

-No, no, dica pure, signorina.

-Ma passerà di qua il Santo?

-E certo che passerà di qua, che stiamo a fare sennò?

-E dai, non essere scortese, la signorina faceva per chiedere. La scusi tanto, è che sa, siamo qui dalle tre di questa mattina, alla nostra età, e allora…

-Capisco benissimo, sa anch’io sono arrivata qua presto. Poco dopo di voi visto che sto proprio qua dietro, no?

-E io che ne so, può anche darsi che lei si sia fatta spazio a gomitate per arrivare qua davanti… sia detto senza offesa, eh!, ma sa ci sono pure tanti maleducati a queste Udienze del Santo. Io dico, dovrebbe essere un giorno di preghiera e riflessione, e invece…

-Ah, signora mia, come la capisco! Certe volte penso che le persone quando arrivano a settant’anni bisognerebbe ammazzarle!

-Ma che dice mai, signorina?

-E che dico mai! Insomma, io non è la prima volta che vengo a vedere il Santo…

-E allora scusi se glielo dico ma dovrebbe mettersi più dietro… anche perché con la scusa di chiedere una cosa a queste due gentili signore, buongiorno, che diceva che erano le sue zie mi è passata davanti.

-Ma che dice? Come si permette? Chi l’ha vista mai e chi le ha mai chiesto niente? Si impicci dei fatti suoi e non metta becco nelle conversazioni altrui!

-Giusto, signorina! Certa gente non sa proprio stare al mondo!

-Già! E ringrazi, ehi, dico a lei, ringrazi che siamo in un luogo sacro e che lei ha i capelli bianchi, che altrimenti gliene avrei dette di molto peggio!

-Ma guarda tu che maleducazione! Prima mi passa davanti e poi fa pure così! Non mi faccia perdere le staffe che potrei anche diventare sgradevole!

-Oddio, ma alla sua età non si vergogna? Trattare così una gentile signorina!

-Una gentile signorina un corno!

-Signore, la prego, moderiamo i toni. Stiamo tutti qui ad attendere il Santo, che probabilmente arriverà a minuti, non vorremo mica farci trovare qui a fare schiamazzi solo per un posto in fila, lei poi è anche alto e quindi…

-E sono alto ma sono anche vecchio, e per vedere le cose ci devo stare vicino. Ma non è questo il punto, la signorina m’è passata davanti!

-E diavolo, su, ecco, venga al posto mio, basta che la smette. Va meglio, adesso? Possiamo rimetterci a parlare in santa pace?

-Quante storie! Lo vede perché le dicevo che bisognerebbe ucciderli tutti a settant’anni? Perché poi diventano dei grandi maleducati!

-Be’, insomma, potrebbe anche avere ragione, ma ecco, io ho sessantanove anni e quindi diciamo che mi sono sentita toccata un po’ nel personale.

-Complimenti, se li porta benissimo, ma poi che c’entra, lei è tanto una brava signora, si vede subito, potrebbe vivere anche fino a duecento anni e tanto resterebbe comunque una degna persona!

-Sono felice che mi dica così perché sa… ehi scusi adesso pure lei ci si mette a passare avanti?

-Ma signora sono un accompagnatore del signore, che come vede sta in sedia a rotelle…

-Ma ci sente?

-Come prego?

-Dico, oltre che paralitico è anche sordo?

-Non capisco perché me lo chieda.

-Risponda!

-No, no, non sono sordo.

-E allora caro signore poteva anche mettersi la sveglia un po’ prima, spegnerla, farsi aiutare dal suo gentile accompagnatore, vestirsi e venire qua alle tre del mattino, come abbiamo fatto io, la mia amica e questa gentile signorina, qua!

-Lei sta scherzando.

-Le pare questo il momento di scherzare? Qua, mentre stiamo aspettando il Santo? Lei adesso mi fa la cortesia di mettersi più indietro, dove sta chi arriva a quest’ora. Va bene o dobbiamo litigare?

-Io sono…

-Lascia stare. Va bene. Spero che si diverta. Andiamo.

-Io non lo so, lo sa il Signore che io sono tanto buona e cara, do un bel po’ di soldi in beneficienza, sa ringraziando il Cielo mio marito ha un’attività ben avviata, ma quando uno cerca di approfittarsene mi fa proprio uscire dai gangheri! Io mi chiedo questa gente con che faccia ci viene a vedere il Santo…

-Mamma!

-E questa bambina chi è?

-Mia figlia. Dì buongiorno alle signore, Claudia.

-Buongiorno, signore.

-Ma è un amore! Ma come, una signorina giovane come lei…

-E cosa vi devo dire, il Signore sceglie le sue discepole tra chi più ha peccato…

-E se non la giudica lui, signorina… ma che fa?

-Ah, faccio un po’ di spazio alla bambina, così si siede e non si stanca.

-No, va bene tutto, ma questo non può proprio essere! Non per lei, eh!, che è tanto simpatica, ma così ci allontaniamo dalle transenne e quando passa non vediamo niente!

-Ma su, quanto spazio può occupare…

-Niente affatto, mi scusi ma non si fa proprio così! Prima rimprovera gli altri e poi anche lei!

-Signore, è una bambina.

-E noi siamo anziane! Che secondo lei non ci farebbe piacere sederci, dopo che stiamo qui in piedi dalle tre di stamattina?

-Signore, se devo dirvi la verità a me sembra di non avervi proprio visto, qua, prima delle otto e mezza.

-Che fa, insinua? Guardi che abbiamo dei testimoni e… lei, che fa? Metta giù il bambino o non vediamo niente!

-Ma se lo metto giù non vede niente lui.

-E quindi? Che è, perché è giovane ha più diritti degli altri? Io sono venuto prima per vedere il Santo… checchè ne dica questa bella signorina.

-Signora, le ho solo chiesto un po’ di spazio per mia figlia.

-E la potevi far venire prima, tua figlia. Ora la rimandi dietro!

-Ma qua nessuno si fa gli affari suoi? Chi le ha chiesto niente?

-Credo che quando c’è gente che ruba spazio mi interessa, visto che pure io come le signore sto qua dalle quattro di stamattina.

-Le tre, le tre.

-Quand’è. Quindi tua figlia torna indietro e si fa la fila come tutti quanti gli altri.

-Ma ha sei anni, mica posso mandarla sola!

-E allora vai dietro pure tu!

-Ma anch’io sono venuta alle tre!

-E quindi? Noi dobbiamo vedere il Santo come quando gli fanno le riprese in televisione perché tua figlia non si poteva svegliare prima?

-Ma mia figlia… ehi, non spingete!

-Io spingo quanto mi pare e piace, va bene? E ringrazia che stiamo per vedere il Santo che sennò…

-Oh, qua litigano! -Che è? -C’ha ragione la signorina! -Ma se ha rimandato indietro uno in sedia a rotelle! -Non spingete, così ci venite addosso! -E andate più avanti, ma che cazzo è questa piazza oggi? -Oh, mi ha fatto male! -E quella cosa da dove è uscita?

“Ma come è potuto…” fu tutto quello che riuscì di dire al Santo, prima che quel gruppo di uomini, che indossavano i loro abiti zozzi di sangue come divise militari, sorgesse letteralmente dal groviglio di corpi trafitti da colpi di arma da fuoco e da taglio che si assiepavano ai due lati della strada che conduceva all’apice della collina, e crivellassero di colpi anche lui e le sue guardie del corpo, che per sicurezza si erano travestiti da miti ministri del culto. Mentre le fiamme che avevano appiccato rischiaravano la notte della Città Sacra ed iniziavano a trasformarla in un cumulo di macerie, si udì il loro canto di guerra: “Non vorrai fare il furbo anche tu, vero?”.

Vedemmo un Vescovo vestito di Bianco (abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo) vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida. Il Santo, prima di arrivarvi, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino. Giunto alla cima del monte, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose.

(testo adattato dal terzo segreto di Fatima)

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