In occasione della condanna di ***

A Mauro Vanetti

(sempre , alcuni anni dopo)

-Senti, poi non mi sono più informato: come è andata a finire quella storia di ***?

-E come vuoi che sia finita: in tribunale!

-Sì, sì, lo so che l’hai querelato per diffamazione secondo le norme dell’Antico Codice. O sarebbe meglio dire secondo una delle norme ancora superstiti dell’Antico Codice (ridacchia), però quello che volevo dire è: poi che è successo?

-Ah, la corte ha emesso la sentenza ieri. Colpevole.

-Cosa?

-E che vuoi fare, da quando siamo venuti su Marte tante cose sono migliorate… e più di tutte la giustizia, che finalmente è rapida e, benché severa, corretta.

-No, no, che l’avrebbero condannato non avevo dubbi: mi sorprende che tu abbia fatto giungere la causa fino alla sua conclusione, come dire, naturale!

-E che avrei dovuto fare?

-Io pensavo che tu avresti ritirato la querela molto prima! Cioè, intendo, pensavo fosse una di quelle cose, com’è che si diceva, quando stavamo ancora sulla Terra?

-Quando noi stavamo ancora sulla Terra. Tu sei marziano di quarta generazione.

-Sì, sì, certo… anche se un giorno dovrai spiegarmi come fate voi. Sono, quanti, cent’anni che siete venuti quassù?

-Anno più, anno meno.

-Ed allora com’è possibile che tu, che allora eri uno dei capi della Migrazione…

-Bof, non esageriamo. Rivestivo solo un piccolo ruolo, allora come ora. Non che voglia lamentarmi, è più che sufficiente.

-D’accordo, ma è lo stesso. Quanto durava la vita media, sulla Terra?

-Dipendeva.

-Da cosa?

-Da questioni… oh, senti, lasciamo perdere. Ad ogni modo è una domanda a cui non posso rispondere.

-E perché? (ripensandoci) Ah, sì, certo, capisco… Comunque, che stavamo dicendo?

-Mi dicevi che non credevi che sarei andato fino in fondo con quel ***.

-Infatti! Credevo gli stessi mettendo solo un po’ di pepe al culo.

-Il pepe al culo non bastava. Quello andava in giro a dire che ero stato io a decidere di lanciare quel razzo contro il Sole!

-Ma è vero, sei stato tu a farlo!

-Certo che sono stato io! E lo rifarei anche! Qui su Marte si fa proprio una vita di merda, se uno può ricavare qualcosa dalla posizione che occupa, perché non approfittarne? Cioè, ricordiamoci che, anche se l’abbiamo tanto civilizzata, Marte è pur sempre un territorio di frontiera, qui non c’è posto per le mollezze da donnicciuole di chi… (s’interrompe, sorride) Ecco, vedi, questa longevità non è degna della tua invidia. Guarda me, a furia di ripetere le stesse cose per tanti anni, ho iniziato a dirle in automatico, senza pensare che sto parlando a te e non ad una massa di cittadini affamati. Oh, cielo!

-Sarà, ma mi sembra un prezzo più che accettabile da pagare, per vivere centocinquant’anni… ma lasciamo stare, ho capito. Non vedo dove stesse la diffamazione, comunque. Sei stato tu a lanciare quel missile; certo, poi, chi lo nega?, non è stato mica per tua colpa (e in realtà nessuno c’ha ancora capito un cazzo di come possa essere successo) che ha finito per spegnerlo per davvero, il Sole.

-Intanto, perché si configuri il reato di diffamazione, che la cosa affermata sia vera o falsa non ha alcuna importanza; ciò che conta davvero è se sia lesiva dell’onore della persona offesa. E tu concorderai con me che il mio onore abbia tutto il diritto di sentirsici, offeso!

-Be’, certamente.

-Ed allora, di che stiamo a discutere?

-Certo non di giurisprudenza con te, non ne avrei la competenza e non mi permetterei mai… solo, ecco, diciamo che eccepisco sull’opportunità di una condanna. Una volta il Governo dell’Installazione riceveva consensi a prescindere; adesso, invece, rischi di farlo diventare un martire.

-Proprio perché, adesso, il Governo dell’Installazione ha, come dire, perso in popolarità… e non è del tutto corretto metterla così, è che adesso ci sono più possibilità di dirlo a voce alta, che si ha sfiducia nel Governo. Ma che vuoi fare, i primi tempi il terrore andava ancora ancora bene, ma se non avessimo loro concesso qualcosa ‘sti qua avrebbero continuato a fare una vita casa-lavoro-chiesa… quando non stavano di turno la domenica. E così, l’economia non sarebbe mai, quale sarebbe un buon verbo?, ah, sì, decollata.

-Ma comunque.

-Ma comunque, giusto, oggi sono facile alla digressione, ti dicevo, proprio perché oggi c’è più di qualcuno che alza la testa (perché noi glielo permettiamo, ma questo è un altro paio di maniche) e vuole farci capire che fa sul serio, è bene che anche noi mettiamo in chiaro che non scherziamo. E che possono anche morire, ma noi abbiamo sempre il coltello dalla parte del manico, se non altro perché i Testi dei Padri, che contengono buona parte della cultura che siamo riusciti a portare in salvo dalla Terra e che, come ben sai, sono la massima autorità in materia di… oh, be’, in materia di tutto, sono custoditi sotto stretta sorveglianza in taluni nostri uffici segreti che… che non posso dirti di più, accidenti, ti prego di scusarmi.

-Ma figurati. Levami solo una curiosità: lo so che non potresti, ma se volessi dirmi cos’è che esattamente hai citato per farlo condannare… solo perché potrebbe tornarmi utile in futuro, eh!, non per altro. Sai, visti i tempi.

-Mmm (è pensieroso)… Ma sì, in fin dei conti ritengo di potertelo dire, anche perché… oh, be’, questa è una cosa abbastanza divertente.

-Cosa?

-Sai, in realtà sui Testi dei Padri non c’è scritto proprio un bel nulla di quanto ho detto in tribunale. Mi sono inventato tutto.

-Ma davvero?

-Davvero sì. Ed in fin dei conti, che importanza ha? Gli esseri umani erano millenni che avevano iniziato a scrivere, quando lasciammo la Terra. Non mi stupirei se qualcuno di loro l’avesse scritto davvero, che non esiste nessun nesso di casualità…

-Che significa nesso di casualità?

-Significa che c’è un legame tra due eventi, che uno ne provoca un altro. Nel mio caso, l’ipotesi di *** era che il razzo, che io potevo aver deciso di lanciare oppure no (questo, come detto, non era significativo), avesse provocato lo spegnimento del Sole. Ebbene, io non solo ho dimostrato che non c’è nessuna prova che questo nesso esista, ma che, be’, in realtà non c’è nesso di casualità tra nessuna cosa e nessun’altra: il fatto che finora sia sembrato che una cosa ne causi un’altra, non significa che sia davvero così. Ho concluso con una frase che, sono sicuro, ti piacerà molto.

-Sentiamo, sentiamo.

-Ho assunto la mia migliore faccia affranta ed ho affermato: il fatto che il Sole sia sorto finora, non significa che sorgerà anche domani!

(ridono)

-E che risarcimento ti verserà, ***, per avere così impunemente attentato al tuo onore?

-Sono stato generoso, non ho voluto rovinarlo ed ho chiesto al giudice che quanto doveva a me fosse invece reso, in forma di lavoro, alle genti dell’Installazione. Il giudice, ovviamente, ha accettato.

-E che lavoro farà, il saggio e buono ***?

-Oh, be’, in tutta questa storia, l’unica cosa certa è che all’Installazione ora manca un razzo, che poteva essere utilizzato per i più diversi fini. Ho chiesto che fosse inviato a rintracciarlo. Lo so, lo so che è una missione molto rischiosa: ma, in fin dei conti, questa è la giustizia di Marte, che, benché l’abbiamo tanto civilizzata, è pur sempre un territorio di frontiera eccetera eccetera.

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