Questo post è tutta colpa di Stamina

Facciamo un’indagine tra i bambini di quinta elementare che abbiano avuto un insegnante di scienze che non ritenga la Bibbia un valido libro di testo: il 99% di loro vi dirà che era chiaro fin dall’inizio che Stamina non poteva funzionare, e si dichiarerà scandalizzata per lo spreco di risorse messo in piedi dal Ministero della Salute per giungere alla stessa conclusione. L’altro 1%, ben lontano dall’approvazione del metodo, farà parte di quella fetta di torta su cui è appiccicata l’etichetta “Non sa/non risponde”. O sarà vittima di censura, per aver riportato opinioni irriferibili su tale “protocollo” o sul suo “inventore” (opinioni, quest’ultime, che ovviamente non condividiamo).

Gli adulti che si sono visti impegnati in discussioni sull’argomento, tuttavia, paiono essere stati costretti a studiare la Genesi ed il Libro dei Re più de L’origine delle specie e del Messaggero delle stelle; da ciò, credo, derivano quei punti di vista che sono la causa del dileggio che le genti hanno espresso nei loro confronti e del loro successivo rifuggiarsi verso i placidi lidi del complottismo più spinto.

Personaggi che conoscono i prodotti farmaceutici unicamente perché acquirenti di portentose pozioni capaci di bloccare l’azione del tempo sulla propria pelle vellutata (e, dunque, fonti significative di grandi introiti per le industrie del settore), o che non fecero un fiato all’epoca, per dire, di questa vicenda (probabilmente perché, non l’hai visto quel video su Youtube?, l’omeopatia funziona!), improvvisamente scoprono un antgonismo molto sentito verso il sistema (a scanso d’equivoci, immorale, quand’anche non illegale) che fa capo ai Big Pharma, le grandi aziende dei medicinali. Come sempre in questi casi, tuttavia, l’avversione è diretta verso il bersaglio giusto, ma per il motivo sbagliato; e si risolve nel solito teatrino di piccolo borghesi che, per comprarsi la propria redenzione dall’essere semplici consumisti (cit.), hanno bisogno di abbracciare le campagne “umanitarie” che suggerisce loro la televisione commerciale, che li ha resi ciò che sono (ed i cui programmi non di rado sono pagati anche dagli spot delle stesse aziende farmaceutiche: ne sto vedendo uno proprio ora che scrivo).

Paradossalmente, dunque, credo di essere in obbligo (io: voi molto meno) verso la vicenda Stamina (qui, per chi ne avesse bisogno, un utile riassunto di come il metodo sia nato e si sia diffuso) che ha portato, finalmente, il complottismo tanto vicino a me (studio medicina, vedo quindi con terrore la salita al potere di un governo Golia buono, giusto e santo, che imporrà gli umori della gente, e non le prove di efficacia e sicurezza, come conditio sine qua non per somministrare farmaci agli ammalati) da spingermi ad occuparmene.

Non che sia il primo a farlo, è chiaro: la Rete, anzi, è piena di analisi interessanti, quando non addirittura illuminanti, sull’argomento; tutte, soffermandosi sulle motivazioni del loro successo, sono più o meno d’accordo sul riconoscere l’attenuante della buona fede a chi, evidentemente in preda ad un disturbo ossessivo compulsivo, non riesce a trattenersi dallo scrivere un post al minuto sulle scie chimiche, la Terra cava o lo sbarco sulla Luna (intendo, il non sbarco sulla Luna). Pur essendo d’accordo, con gli autori, sulla bontà del rasoio di Hanlon, ritengo queste ipotesi parziali, perché sorvolano sulle ampie componenti giustificazioniste e deresponsabilizzanti implicite in tutte queste teorie.

Mi spiego, state tranquilli: per come la vedo io, una buona parte, se non la gran parte, del successo dei complottismi è dovuta al fatto che tutti dicono, in modo più o meno evidente: “tutto quanto è successo non è stato colpa tua, e se in futuro non riuscirai non sarà colpa tua”.

Qualche esempio pratico per capire ancor meglio:

  • non sono entrato a medicina mica perché non ho manco la più pallida idea di che diavolo sia il ciclo di Krebs, ma perché non ho gli appoggi del gruppo Bilderberg e della Casta dei camici bianchi;
  • e noi stiamo qua a preoccuparci del fatto che tengo acceso il riscaldamento ventidue ore al giorno su ventiquattro, tanto l’inquinamento vero lo fanno le scie chimiche;
  • sì, vabbè, pure io sono andato in banca ed ho comprato le azioni che dovevano fruttarmi il duecento per cento in due mesi, ma mica è colpa mia se l’economia mondiale è al collasso, è colpa di tutti quelli che stanno attaccati con le unghie e con i denti alla poltrona perché sono della Casta;
  • sono tutti contrari a Stamina foundation perché “l’industria farmaceutica non ha certo interesse ad incoraggiare altri soggetti e altri farmaci” (cit.).

Intuile sottolineare quanto quest’ennesima resurrezione dell’eterno frame dei “buoni contro cattivi” sia pericolosa. Intanto, offre un’insperata “reputazione” a quanti in passato si sono macchiati di pensieri, parole, opere ed ommissioni ingiustificabili. Sì, va bene, sono fascista, ma ho appoggiato il movimento della gggente contro la casta. Sì, va bene, ho bruciato i barboni alla stazione, ma scrivo insulti a quella ragazza (malata) che crede a quei sadici del complotto medico che vogliono mantenere la sperimentazione animale (a scanso d’equivoci: sto estremizzando, che io sappia nessuno degli “insultatori” ha mai bruciato nessuno. Non che questo faccia di loro delle persone migliori).

In questo senso (ma forse non solo) il complottismo ha in parte sostituito, in parte integrato, ciò che in passato erano il patriottismo ed il nazionalismo (e non di rado, infatti, i complottisti sono anche rivoltantemente razzisti): un’ottima scusa per ogni proprio fallimento; e non si va molto lontano dalla verità se, nella famosa dichiarazione di Samuel Johnson:

il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie

si sostituisce la parola “patriottismo” con “complottismo”: non mi voglio arricchire, non sto speculando sulla vostra salute o sulla vostra credulità, c’è “semplicemente” un complotto contro di me!

In secondo luogo, offre un ottimo pretesto per delegittimare qualsiasi battaglia contro soggetti che davvero abbiano il potere e che, quando attaccati per queste puttanate, gongolano. Fai, fai, dici pure che stiamo distruggendo il territorio: mi basta una sola parola, butto lì un “questi teorici del complotto che si preoccupano delle scie chimiche”, e tu sei automaticamente diventato un buffone.

Spero che qeste poche note facciano riflettere i “leggete e diffondete”; anche se ne dubito, visto che con ogni probabilità nessuno ne verrà a conoscenza. Ma mica perché io scrivo male, non riesco a far capire quello che voglio dire, non ho senso del ritmo e, sul Web, valgo quanto il due di bastoni quando comanda denari: no, è che c’è un complotto dei complottisti per non far conoscere al mondo le mie fondamentali opinioni sull’argomento.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s