Due in uno (special post for le feste)

Caro Gesù Bambino,

lo so che in tempi di crisi (che intanto è finita per settecentotredicesima volta) le letterine ormai non si scrivono più a te ma a Babbo Natale, nella speranza che si faccia un giro per negozi di giocattoli, vestiti, oggettistica, bigiotteria e financo negli orrendi “prodotti per la casa”, onde far ripartire l’economia; ma, oh, che ci vuoi fare, quello lì a me mi sta antipatico, da quando ho capito che non esisteva, tipo due anni prima che i miei mi comunicassero la ferale notizia (ne avevo bellamente approfittato, ovvio: che se l’economia la dessero in mano a me, tempo due settimane e ci saremmo tutti dimenticati che i politici si fregano i nostri soldi), e tu invece no, non ho niente contro di te, anche se tuo Padre forse condivide lo stesso difetto di quel maledetto sponsor centenario della Coca Cola.

Che poi, io avrei fatto proprio a meno, di scriverti, che lo so che non dev’essere bello nascere ogni anno da ormai duemilatredici anni, solo per portare un po’ di doni e di retorica in giro per la cristianità che il resto dell’anno lo passa a pensare a come rifondare lo IOR, e per rifare quel teatrino PassioneMorteResurrezione, vivendo trentatré anni d’intensa vita in appena due o tre mesi, così da fare da lavacro per questi ed altri peccati. Ma, oh, dice che tra i blogger va di moda scrivere qualcosa di salace per le feste e fare propositi per l’anno che verrà: giacché il tuo genetliaco casca vicino al primo di gennaio, io faccio due in uno e buona notte (di qui il titolo della mia lettera, che spero tu non me ne vorrai ma renderò pubblica: l’ha fatto anche Berlusconi per scrivere a Veronica, e nessuno se n’è risentito).

Dicevo: ti parrà strano ma non ho nulla contro di te. Che tu eri pure un tipo ok, così intransingente e sarcastico, fossi nato qualche secolo dopo ed in questa stupenda penisola baciata dal sole, dal vento e dalle scorie nucleari di mezz’Europa, probabilmente avresti finito per fare l’autore satirico: che “Beati i poveri!” avrebbe certo fatto ridere più di PDmenoEllle. Ma, senti, i tuoi discendenti che vivono a Roma (4937 chilometri da Nazareth, mi dice Google Maps)… lasciamo perdere. L’unico che è riuscito a fare peggio, non t’arrabbiare ma è stato il PCI: la cui ultima emanazione è attualmente capitanata (e comandata) da Matteo Renzi. Cioè, non so se hai presente, Matteo Renzi. In teoria dovresti, visto che lui si professa cristiano; ma va a sapere, una volta si diceva che in chiesa De Gasperi parlava con Dio, ed Andreotti col prete. Mi sa che Renzi invece tira fuori il telefonino e si mette a twittare.

Tu ti chiederai: sì, vabbè, ma che vuoi? Cioè, in realtà lo so che tu sei onnisciente (forse: che sennò, l’avresti saputo che Carl Anderson era infinitamente più figo di Ted Neeley, ed avresti scelto il ruolo da assumere di conseguenza), ma a me serve un espediente per entrare in argomento: che pare brutto dire così, di punto in bianco, “senti io voglio chiederti una cosa”, senza neanche fare finta di fare un po’ di conversazione. Almeno la mia mamma mi ha insegnato così, ma potrebbe pure essere la conseguenza di tanti anni di morale cattolica (ops).

Perché sì, è ovvio che voglio qualcosa da te: più di una cosa, in realtà. E sarà difficile fare una selezione.

Per dire: mi hanno detto che tu ti occupi di miracoli, ed io vorrei chiederti di far guarire subito Michael Schumacher. Sul serio, dal profondo del cuore: a te non ci vuole niente, mandi lì qualche angelo con ventimila ali, quello gli soffia un po’ di polverina magica sul naso, e Schumi, puf!, d’improvviso apre gli occhi e cava d’impaccio i giornalisti che stanno vivendo momenti difficili tentando di far apparire ancor più grave di quel che è la già non allegrissima definizione di “danni cerebrali diffusi” (riuscendoci, per altro, benissimo). Non c’è bisogno che tu agisca in incognito: puoi farglielo sapere che sei stato tu, almeno sarà divertente vedere Schumacher che farfuglia confuse ed inintelleggibili parole d’italiano in qualche studio televisivo, riuscendo, per altro, pur così, più credibile di Paolo Brosio e Claudia Koll (Gesù, io lo so che qua si dice che tu Dio, ma sai come si dice: dai nemici mi guardo io, dagli amici…).

Eh, adesso tu vuoi sapere perché: l’hai capito che non è perché sono buono, vero? Accidenti, se sei sveglio! Guarda, direi quasi quasi mannaggia a te, se tu fossi un’altra persona; ma quella voragine di fuoco che potresti aprirmi sotto i piedi mi spaventa abbastanza, ed è meglio premunirsi: ok, no, non è perché sono buono. Solo, ecco, insomma, io non sono Renzi, e Twitter lo uso per tutt’altro. Devo dirti cosa? Uff, e va bene: per vedermi le foto sexy delle starlette d’un tempo che vedono scemare sempre di più la loro celebrità e tentano di recuperarla tirando fuori le tette. Però, ora tu, capiscimi: in questi due giorni sono stato sommerso dai messaggi di Barichello, Vettel, Alonso, Del Piero e finanche del fruttivendolo di sotto casa mia (e li seguo tutti, è importante: non sia mai che mi perda qualche notizia che potrebbe andare a finire sull’homepage di Libero), che ci tengono a far sapere che sono con Schumacher e pregano per lui (ma, dimmi, è vero?). E se devo barcamenarmi tra tutta questa roba, io quelle alte opere artistiche non le ritrovo più manco per il giorno del tuo ritorno in gloria vestito di nuvole su questa Terra, giorno nel quale, suppongo, la connessione wi-fi non ci sarà neppure più.

Ah, quasi mi dimenticavo: mettiamoci pure che, con questi bollettini medici così ravvicinati, a qualcuno verrà pure in mente, di dire che il pilota, in passato celeberrimo e tanto amato da meritarsi epiteti il più gentile dei quali è “traditore”, potrebbe giovarsi del metodo Stamina. Se possiamo evitarcela è meglio, tu che ne pensi? No, perché, anche se neppure a me è mai stato simpatico, non mi dispiacerebbe che riuscisse a cavarsela.

Ma a proposito di Schumacher, dimmi la verità: ma sei tu che hai competenza per le catastrofi e le emergenze? Ti prego, non rispondermi di sì: perché altrimenti sarò costretto, guarda, non potrò fare altro. Che? Fai sì con la testa? Oh Gesù, ma tu devi fare qualcosa per questa sincerità: ora, dimmi, che posso fare, io sono un blogger che deve acchiappare contatti, mica posso farmi scappare l’occasione. Aspetta, sto tentando di trattenermi… accidenti, è DIFFICILE… porca miseria, vedi, mi è GIà entRATo da SOlo il CAPs LoCK… non lo controllo… AH, MA QUINDI SEI IN COMBUTTA CON LE REDAZIONI DEI TELEGIORNALI! QUANTO TI PAGANO!

Scusami, scusami, non l’ho fatto apposta: ma guarda che queste cose vanno forte per davvero, si può finire addirittura a scrivere sui quotidiani nazionali! Cosa? Sì, quelli pagati coi soldi di tutti che scrivono falsità. Ehi, ehi, certe cose in bocca a te! Che vuoi, l’hai detto anche tu: lo spirito è forte, fortissimo, sta con la gggente ed è contro la casta, sempre e comunque! Ma la carne… eh, la carne!

Ah, certo, non ti ho spiegato perché saresti in combutta coi telegiornali: è che, se sei tu che le fai capitare, le catastrofi (scusa, mi ripeto, ma il termine si usa talmente spesso che mi viene spontaneo ficcarlo CATASTROFE nelle frasi anche così, a caso), com’è che queste capitano sempre quando secondo me nelle redazioni ci sono scene di panico tipo “AAAARGH! CON CHE CAZZO…” (tump) oh, vabbè, non era il caso di farmi precipitare ‘sto mini meteorite sul capo, e che dia… che accidente, pure tu! Dicevo, scene tipo: “AAAARGH! CON CHE ACCIDERBOLINA RIEMPIAMO IL TELEGIORNALE, OGGI?”, e proprio allora, ecco, l’allarme suicidi nelle aziende, la strage delle valanghe, le sette… quelle del tuo omologo che vive al piano di sotto… sempre al momento giusto!

Come dici? In realtà tu cerchi di far capitare tutto secondo le normali leggi della statistica? Ma no, non è possibile, e allora dimmi un po’, perché adesso ci sono tanti morti per le valanghe, che pure Schumacher, di cui abbiamo parlato prima, probabilmente ci sarebbe finito sotto, se prima non fosse andato a sbattere contro una roccia? Hai un bel parlare tu di statistica, ma addirittura due morti al giorno negli ultimi cinque giorni… sì, dai, sei bello quando fai il sarcastico solo se non te la prendi con me, mi correggo, non saresti mai potuto nascere in questo paese. E lo so che è difficile che le valanghe uccidano d’estate, dai su, non cincischiare! Su, non si scherza su due morti al giorno. Non so se hai capito, qui si parla di una media che è solo cinque volte inferiore a quella per incidenti stradali!

Ah, ecco, un’altra cosa che avrei voluto chiederti era questa: si potrebbe fare qualcosa per quelli che leggono articoli, post e cose simili che trattano di defunti, gravi feriti, mutilati e via dicendo? No, perché secondo me quando leggono qualche critica sul trattamento che a questi malati e cadaveri viene riservato nelle più diverse sedi, il loro cervello legge in realtà qualcosa di questo tipo: “morti bla bla bla battuta sarcastica bla bla bla critica che non capisco bla bla bla ordine alle mani: scrivete FATE SCHIFO!!!”. Ma poi c’ho ripensato: perché pure io scrivo dell’argomento, e, insomma, per noi questi commenti sono una manna. Scrivi un post, loro rispondono, e allora tu spieghi, spieghi che non è ovviamente coi morti che ce l’hai, anzi, citi John Donne a manetta, nessun uomo è un’isola, e fai di tutto per far capire che sei serio, e loro niente, insistono, e tu fai del sarcasmo, e loro insultano… cioè, ci si possono riempire dai quindici ai trenta blog (non ho sbagliato, eh!, blog, non post), solo con queste “polemiche”!

No, no, fermo, non prendere iniziative, non ne voglio di più! Cioè, lo sa il Signore… non mi far fare queste figure, su! Il Signore di cui si parla sei tu, dovresti saperlo che queste polemiche un altro po’ e cominceranno a crescere sugli alberi! E non solo queste, per fortuna: che, data la straordinaria capacità degli italiani di non considerare mai nessuno “abbastanza”, ci rifornisce sempre di nuovi personaggi a cui fare le pulci, per poi beccarci i puntuali “Questa è la vera Italia! Vi veniamo a prendere!”, a cui rispondiamo con i soliti “Ah sì? E come fai se non ti stacchi dalla tastiera?”, e loro niente, insistono, e noi facciamo del sarcasmo, eccetera eccetera.

Fai conto: ieri sera Ruotolo a La7 aveva in studio Carmine Schiavone; hanno parlato della Terra dei fuochi e sono state dette delle cose che ad un certo punto ho dovuto spegnere la tv. Fosse successo due anni fa, quando tutti “Bravo Santoro che va su Internet e non in tv!”, si sarebbe sollevato un polverone che avrebbe intorbidato le acque più dei fanghi industriali! Ma niente, lui è tornato alla tv cattiva, poi magari dice le stesse cose, ma no, adesso solo le cose che si scrivono sul blog di Beppe Grillo… ah no, le bacheche Facebook del Gruppo 9 dicembre… ah, no…no, fermo, non lo voglio sapere cosa viene dopo.

Gesù, la pagina è finita (sì, le pagine dei blog non finiscono: guarda tu, io volevo essere gentile e non dire che mi sono stancato di scrivere), e qua io non ti ho ancora chiesto niente. Allora, senti, facciamo così: diciamo che ti chiedo di tornare pure l’anno prossimo. Che mi sono accorto che, quando vuoi scrivere tante cose e dovresti fare almeno dieci post diversi, tu torni parecchio utile. E, temo, non solo per questo.

Come vedi, sono un farabutto come tutti gli altri. Scusa gli errori, ma vedi il tag: Troppo lungo da rileggere

Con affetto (più o meno)

Gabriele

P.S.: sì, lo so che avevo promesso di scrivere qualche proposito per l’anno nuovo. Diciamo che non farò più finta di essere un blogger di successo (polemiche? A me?) e non prenderò più in giro nessuno. Tranne Gesù. Ok? Ok.

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