Tre risposte

Ditemi voi se è possibile.

Un tempo (si parla di quando io avevo tredici o quattordici anni) un quotidiano costava un euro. Certe volte, anzi, con la stessa cifra di quotidiani te ne portavi a casa due.

Uno era corposo, per quanto stampato su carta talmente straccia che sarebbe risorto per lamentarsi del trattamento, un pesce mortoche ci aveste avvolto per portarvi a casa e farvelo al cartoccio; conteneva in massima parte pubblicità di vivai, macellerie, gioiellerie (i “Compro oro” non erano di moda, all’epoca), che sorgevano tutti a massimo cinquanta chilometri da casa mia, intervallati qui e lì da notizie di quelle che si chiama “cronaca locale”: mia madre ne era appassionata (lo è ancora, anche se ha espanso il suo campo di interesse: ora segue la cronaca locale, da qualunque località provenga), dunque lo comprava. Ed insieme le davano pure “Il Giornale”.

Sorvoliamo sul fatto che fraintesi completamente, allora, le motivazioni di quest’operazione: credevo di fatti, povero sciocco, che dovesse essere il grande giornale nazionale a trascinare le vendite del piccolo quotidiano locale; e lasciamo stare, pure, le importanti implicazioni che il fatto di avere continuamente per casa il foglio, allora mi pare diretto da Vittorio Feltri, ha avuto, per opposizione, sul mio carattere: il motivo per cui racconto questa storia è un altro. E cioè: perché nessuno propone più di queste meritorie iniziative?
Non è intollerabile? Se voglio sapere cosa dice “Il Giornale” (che mi pare sia arrivato a costare, da solo, più di quanto allora costasse in abbinamento a: troppo, per le mie finanze e la mia morale), sono costretto ad entrare in un’edicola, attendere che qualcuno distragga il proprietario, avvicinarmi con fare distratto ai quotidiani in esposizione e dare un’occhiata alla sua prima pagina. Senza, ovviamente, potermici soffermare più di tanto: “questa non è una biblioteca” è una frase che va ancora per la maggiore, a quanto pare.
Ieri, per dire, sono riuscito a vedere soltanto il titolo di un articolo di Marcello Veneziani (che sul “Giornale” cura una rubrica quotidiana). La domanda era: “Ma che fine ha fatto la destra?”. Credo siano possibili tre risposte, a questa domanda (che è quanto interessa me. Se a voi interessa l’articolo, lo trovate qui):
  1. “Si è trasferita in via del Nazareno, e forse è per questo che Berlusconi l’altro giorno era lì”. Fin troppo facile e banale. E non parliamo del dolore che, nell’ascoltarla, stringe il cuore a molti, me compreso.
  2. “Suvvia, non è il caso di piangerla con tale pena. In fin dei conti, se ‘Il Giornale’ continua ad essere acquistato e letto (è il nono giornale italiano per diffusione, dice Wikipedia), e senza neanche più l’aiuto di incidenti ed ammazzatine locali, mentre ‘Il Manifesto’ fa va e vieni dalle edicole, significa che gode di ottima salute, è viva e lotta contro di noi”. Risposta che mi farebbe apparire un tipo non privo di acume; ma, suvvia, ad un intellettuale fine come Veneziani (ricordo distintamente un suo articolo sul suo desiderio di avere un compagno: delizioso. Quanto Platinette in reggicalze, suppergiù) non si può rispondere così, sic et simpliciter: è necessaria un po’ di filosofia. Che arriva nel prossimo punto, tranquilli.
  3. “Finché non ce l’hanno detto, nessuno di noi si sarebbe mai sognato di supporre che esistesse una cosa chiamata aria. Quando qualcosa ti circonda dovunque vada e qualunque cosa tu faccia, ma ti penetra dentro senza che tu te ne accorga, in modo quasi subdolo, è difficile rendersi conto che quel qualcosa esista”. Questa senza dubbio sarebbe la risposta che mi riempirebbe di maggior soddisfazione. Oltre che di grande disperazione.

Siamo fortunati, comunque, che Veneziani non si sia chiesto, piuttosto, che fine ha fatto la sinistra: perché la risposta è che il suo futuro ce l’ha in mano tutta una generazione di giovani del PD. E lì, al diavolo la filosofia: nessuno m’avrebbe trattenuto dal fare ricorso al buon, vecchio turpiloquio.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s