2014: a year in review (Febbraio)

Viene febbraio e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazza.
L’inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza,
nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza.

  • Contrariamente a quel che dice Guccini, il Carnevale non impazza;
  • mi convinco di aver commesso un grave errore nel dare il nome a questa nuova rubrica (che, ovviamente, l’Internet ha accolto con una roboante indifferenza): ed invece no;
  • le donne spagnole sfilano contro leggi liberticide in materia di aborto;
  • frattanto, anche in Italia… no, niente, in Italia resuscita Pontifex. E per ben due volte: una e due (scopro al momento di scrivere questo articolo che anche il sito originale è nuovamente attivo.Yuppi…);
  • Il Sole 24 Ore pubblica la “classifica” delle migliori università italiane. Nuovamente sottolineata la differenza tra le università private e quelle pubbliche: le private si pagano molto (troppo?) di più;
  • muore Philip Seymour Hoffmann;
  • dopo aver letto questo importante studio (ignorato, ovviamente, per l’ingerenza del gruppo Bildbergh o di che so io) corro a controllare se sto scrivendo “2014: a year in review” o “1934: un anno in retrospettiva” (nei commenti di questo articolo, maggiori informazioni sulla “categoria protetta”. A vostro rischio e pericolo);
  • cominciano e finiscono le Olimpiadi invernali di Sochi. Gli italiani non hanno vinto praticamente un cazzo, quindi alla fine è toccato pure parlare un poco di diritti degli omosessuali (soprattutto quando hanno arrestato Luxuria);
  • si consuma un dramma tra i complottisti;
  • Libero dimostra ancora una volta di seguire l’esempio del giornalismo inglese; per quanto riguarda Pansa… no, niente;
  • “l’uomo in rivolta è l’uomo che dice no“;
  • in Svizzera si vota un referendum sulla “soglia” di immigrati da accettare. La Lega protesta: “Una legge vergognosa. Talmente vergognosa che presto ne proporremo una simile anche noi” (e non è la sola);
  • Grillo denunciato per una baita in val di Susa. Lui si difende: “Volevo solo lanciare la moda!” (sai, quando si cerca di mettere il becco tipo in tutto…);
  • non altrettanto rumore fa l’arresto per terrorismo (=danneggiamento di un compressore) di quattro attivisti meno famosi. Forse perché, con incredibile tempismo… (fermi. Fermi. Lo so che minacciare qualcuno di morte non è accettabile. Mai);
  • diversi modo di insultare la memoria: certo, così, ma soprattutto così;
  • viene assolto Mauro Vanetti. Curiosamente, lo stesso giorno, Alessandra Moretti dice che la libertà di parola è una cosa brutta, visto che permette l’insulto sul Web;
  • si crea un asse Forza Italia – Movimento 5 Stelle. Avevo ragione, e come al solito non ne sono felice;
  • “manifestazione telematica” contro il Datagate;
  • pure Marina Ripa di Meana vuole dire la sua sui Marò. Forse è ora di smetterla con questa storia;
  • muoiono Freak Antoni, Francesco Di Giacomo e Paco De Lucia. Ossia: si capisce già che sarà un anno di merda per la musica, ed ancora non è neanche uscito il nuovo singolo di Miley Cyrus;
  • la Corte Costituzionale decreta l’incostituzionalità della Fini – Giovanardi;
  • il Belgio è il primo paese ad approvare l’eutanasia per i bambini;
  • benché lungamente avesse affermato il contrario, si dimette da premier Enrico Letta. Viene aperto un nuovo baccello, che dichiara, il giorno del suo giuramento: “Farò una riforma al mese“, garantendo così una lunga vita a questa rubrica;
  • frattanto, Renzi fa anche capire che il suo sarà un governo all’insegna della continuità;
  • John Elkann, evidentemente riferendosi a se stesso, dichiara che i giovani non trovano lavoro perché stanno bene a casa. Poi in compenso si corregge, e fa ancora peggio;
  • manifestazione a Ferrara contro il reintegro nell’impiego dei quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldovrandi;
  • Francesco Pigliaru è il nuovo presidente della Sardegna;
  • lui dice di essersi rotto i coglioni, eh!, ma il segno di Fazio sul festival di Sanremo si vede e, soprattutto, si sente;
  • parte il progetto “Icon 1 e la squadra Alpha“. Riuscirò a comparirci anch’io?;
  • forse distratti dal fatto che in Italia si protesti per cose ben più serie, i grandi d’Europa cincischiano sulla situazione ucraina. “Ehi, questa volta vogliamo prima capire quali sono i buoni, non possiamo rischiare un’altra Siria!”. Be’, l’avete avuta lo stesso;
  • papa Francesco chiama Enrico Letta. Per prenderlo in giro;
  • come ultimo atto del suo governo, Enrico Letta abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. Scrivete: “Letta permette ai privati di pagare i partiti”, e vedete che non vi sembrerà più così bello;
  • Facebook acquista Whatsapp. Il giorno dopo, viene annunciata l’implementazione di nuove, importanti funzionalità per l’applicazione;
  • siamo il futuro, ed il futuro è la poliomielite!
  • cinquantesimo anniversario dello storico incontro tra Cassius Clay e Sonny Liston;
  • proteste in Venezuela;
  • muore Harold Ramis;
  • quattro “dissidenti” vegnono espulsi dal Movimento 5 Stelle. Li seguono, a ruota, altri sette in disaccordo con la linea di Grillo e Casaleggio. Come dici che finirà, Mimmo?
  • volano pezze tra Ignazio Marino e Matteo Renzi, evidentemente intenzionato a fare qualcosa di sinistra, cioè a fare a pezzi il suo partito;
  • esce Tifiamo 4;
  • non mi sono mai piaciuti gli anniversari, specialmente quelli di morte. Be’, in questo caso farò un’eccezione.
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