Un po’ di statistica

Rispondendo a questo articolo, ho citato il rapporto Eurobarometro.

Vorrei non essere obbligato a dirlo, ma in tempi in cui pure mio fratello recensisce un film senza prima, prima vederlo, non si può essere sicuri di niente: per farlo, ho dovuto ovviamente e venirne a conoscenza (dell’onere si è occupata la rivista Le Scienze, nel numero di gennaio), e leggerne i dati fondamentali.

Che, per quanto atteneva a quel commento, erano questi:

  1. circa il 70% dei nostri cittadini non si sente adeguatamente informato riguardo i temi scientifici;
  2. d’altro canto, solo il 27% si ritiene interessato a quegli stessi temi;
  3. infine, ben il 42% dei nostri concittadini ritiene che le nostre società dipendano troppo dalla scienza e poco dalla fede religiosa.

e che mi paiono abbastanza interessanti da scriverne un post.

Prima di ogni altra cosa, una digressione: lo faccio io prima che lo facciate voi. Citando direttamente la fonte originale, così stavolta il povero Carlo Alberto Salustri (in arte Trilussa) non dovrà rivoltarsi nella tomba:

Sai ched’è la statistica? È ‘na cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.

Ok, va bene, soddisfatti? Adesso fuori dalle balle, e vediamo di tradurre quei dati dallo statistichese.

Una prima, banale osservazione, che riguarda appunto un “conto generale” che ha a che fare “con la percentuale”: la somma di quelle percentuali eccede il 100%. Ciò significa che i gruppi, tra di loro, si sovrappongono. Ergo: qualcuno di quelli che appartiene al primo gruppo appartiene anche al secondo (con buona probabilità, in questo caso, visto che la somma è 97%) ed al terzo.

Veniamo così a sapere che c’è qualcuno che ha risposto a quel sondaggio più o meno così:

D: Lei ritiene di essere adeguatamente informato a proposito dei temi scientifici?

R: No, che quei maledetti giornali di regime mica vogliono farmelo sapere, perché quei bastardi col camice bianco ammazzano tutte quelle povere scimmie!

D: Le interessano questi temi?

R: Quanto all’autore di questo post i nomi dei protagonisti della nuova edizione del Grande Fratello.

Questo stesso qualcuno, ovviamente, si è poi sentito in bisogno di dire che secondo lui quella misteriosa “cosa”, di cui nessuno gli ha mai parlato e che comunque non gli interessa minimamente, ha troppo peso nella nostra società (e sarei curioso di sapere se hanno mai inteso parlare di transunstatazione). In effetti, io penso la stessa cosa a proposito della filologia romanza.

Sarà che il mio spirito è perverso, e dal mio dorso penzola un fanale, ma a me vengono dei dubbi sulla democrazia diretta. Non tanto per la prospettiva che a queste persone venga chiesto se preferiscono allocare una certa cifra ad una ricerca sull’AIDS, o al restauro di una chiesa tipo quelle raccolte in questo sito (è incredibile quanta roba si trovi sull’Internet).

No, la mia domanda è: voi siete sicuri di voler chiedere ai top commentator di Raccolta statistica di commenti ridondanti di pronunciarsi in tema di suffraggio universale, sì?

E senza considerare il rischio che qualcuno domandi a me di decidere sulla filologia romanza!

 

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5 thoughts on “Un po’ di statistica

      • no, no, altro che…
        non sono riuscito a ritrovare quello che cercavo. ho trovato in rete qualcosa di molto molto simile:
        Statisticians do it when it counts.
        Statisticians do it with 95% confidence.
        Statisticians do it with large numbers.
        Statisticians do it with only a 5% chance of being rejected.
        Statisticians do it with two-tail T tests.
        Statisticians do it. After all, it’s only normal.
        Statisticians probably do it.
        Statisticians do it with significance.
        Probabilists do it on random walks.
        Probabilists do it stochastically.
        Statisticians do all the standard deviations.

        tratto da: http://www.se16.info/hgb/statjoke.htm

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