Definizioni, episodio del tutto personale

Aspettative: amico mio, io davvero non so, tu che sei arrivato su questi lidi cercando questo:

Immagineche cosa stessi cercando. E, soprattutto, non so se poi tu l’abbia trovato. Non ho la sfera di cristallo, io, e posso solo fare qualche supposizione. Ad esempio: secondo me tu sei quel lettore che poi è andato a finire su questo articolo (che credo sia l’unico che io abbia scritto in cui si parla di donne nude). E, sempre secondo me, cercavi “donne veramente nude” nel senso di donne nude fin negli organi interni. Hai presente “Ovaie, il settimanale che non lascia nulla all’immaginazione”? Ecco, tipo (se non lo conosci… be’, sei un uomo molto sfortunato).

Ora, io capisco che quell’articolo le tue aspettative le abbia frustrate. C’era, sì, una donna. Ed era, sì, nuda: ma il disegno di Netter presente, ecco, era una delle sue rappresentazioni più caste. C’era l’appendice, certo (anzi, ce n’era più di una, in quell’illustrazione quasi escheriana), ma nemmeno esposta attraverso un preciso taglio chirurgico della parete addominale: no, era lì così, in trasparenza, per mostrare dove deve andarla a ricercare un medico od un aspirante tale che non voglia toccare con mano con quanta cura possa trattarlo un principe del foro od un aspirante tale. Niente, per chi come te va in giro di “donne veramente nude”.

Immagine

Ma io sono un blogger serio: ed un blogger serio è un blogger che da ai suoi lettori quello che vogliono. Anche a quelli che lo raggiungono cercando “donne veramente nude”. E quindi, amico mio, questo è per te: tratta direttamente dalla mia collezione personale. E non c’è bisogno che tu commenti per ringraziarmi. A buon rendere. Spero solo che stavolta lo siano veramente abbastanza.

 

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10 thoughts on “Definizioni, episodio del tutto personale

      • Ma tu pensa al poveraccio che cercava invano donne nude, trovandone soltanto di nude per finta!!! 😀

      • “Nude per finta” si fa per dire, tra l’altro, credo ci sia più realtà nei bellissimi disegni di Netter (che io adoro, tra parentesi, s’è capito?) che nella maggior parte del porno e dei nudi made in Photoshop che girano su Internet, diciamolo.

      • si era intuito! 😉 la tristezza enorme secondo me sta nel cercare di sostituire quel che è un nudo vero (od anche solo il ricordo o l’immaginario personale che si ha di un nudo) con qualcosa di terribilmente finto e “fatto apposta per”. E comunque, più vero del nudo di Netter non ce n’è! 😉

      • Sarei curioso di sapere cos’avrebbe pensato Adorno del porno :-). O anche Walter Benjamin. Ehi, filosofi, siete all’ascolto? Scrivete un saggio in proposito e mandatemelo! 🙂

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