2014: A year in review (Giugno)

Giugno che sei maturità dell’anno di te ringrazio Dio:
in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io.
E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro,
con le tue spighe doni all’ uomo il pane, alle femmine l’ oro, alle femmine l’ oro.

  • Due operazioni antimafia in Sicilia ed una anti ‘ndrangheta in Calabria (non che manchi altrove, conferma la Cassazione). Niente sui camorristi: li cercavano a Napoli, erano a L’Aquila
  • …dove non erano gli unici a dividersi i proventi;
  • si prega a casa di Francesco. Se Dio esiste, ha un macabro senso dell’umorismo;
  • concerto dei Rolling Stones a Roma;
  • il Corriere si è comprato un po’ di click. No: non stiamo parlando del Corriere del Mattino;
  • aggiornati i listini prezzo;
  • le suore sono l’ultima frontiera del freak show;
  • un rappresentante del governo indiano dichiara “giustificato” lo stupro. “Finalmente si avvicinano alla civiltà”, il commento di un anonimo leghista;
  • e dev’essere perché il mio spirito è perverso e dal mio dorso penzola un fanale (cit.), collego quest’improvvisa attenzione per gli stupri in India a questo;
  • curiosa iniziativa di George Martin;
  • si insedia il nuovo presidente ucraino;
  • la CIA apre il proprio profilo Twitter;
  • grande operazione antisofisticazione in 21 province italiane;
  • esplode una bomba di fronte alla sede del PD di Firenze, ed una molotov a quella di Trento;
  • scandalo corruzione per i mondiale del Qatar: è coinvolto anche Beckenbauer;
  • condannati gli assassini di Anna Politovskaja, resta il mistero sui mandanti. Russia sempre più europe;
  • un programma non supera il test di Turing. Potete consolarlo: neanche i giornalisti che hanno scritto il contrario lo supererebbero, temo;
  • Giovanardi diventa rapper;
  • Marcello Dell’Utri, finalmente guarito, può tornare in Italia. Il Corriere della Sera dedica una pagina al lieto evento;
  • riforma della Pubblica Amministrazione. Che, no, non è la riforma del mese del mese di Renzi: quel titolo se lo aggiudica la riforma della legge elettorale. Che cazzo, tra tutte quelle proposte, una verrà approvata!;
  • settecento euri di giocattolo, e neanche un caricabatterie decente sanno fare!;
  • un nuovo eroe va ad arricchire la già ricchissima mitologia italiana. Peccato per Maurizio Gasparri, che già si preparava per una nuova battaglia di Londra;
  • si svolgono i ballottaggi per le elezioni amministrative, che evidenziano solo che non esistono più “roccaforti”;
  • straordinaria scoperta di un gruppo di geofisici americani: c’è un’incredibile quantità acqua anche sotto la Terra. Ignazio Marino: non vorrei essere nei panni del sindaco di laggiù;
  • alla Rai fanno gli scioperi come fanno tutto il resto;
  • finalmente ha un viso da poter insultare il turpe assassino di Yara Gambirasio. Ed anche quello della presunzione di innocenza, che si è autodenunciato su Twitter;
  • Facebook va in down per alcune ore. Esaurite le scorte di metadone in tutta Italia;
  • c’avevate (avevamo) creduto alla lista Tsipras? Avevate (avevamo) fatto male;
  • prima pubblicazione scientifica di Stamina. In Corea, ma solo perché Novella 2000 non si è resa disponibile;
  • due sentenze storiche della Cassazione: una sconfessa l’annullamento del matrimonio di un uomo poi diventato donna, l’altra lo conferma una volta per tutte: i NoTav non sono terroristi;
  • indagini per una possibile truffa nel piano carceri. Ma se fosse vero, e si gridasse “In cella! In cella!”… sarebbe giustizialismo o contrappasso?;
  • scienziati americani contaminati dall’antrace. E lì non sbarca nessun africano da secoli, pensate un po’!;
  • muore Ciro Esposito;
  • viene resa nota la notizia del furto della cartella clinica di Michael Schumacher;
  • inizia il semestre italiano di presidenza dell’UE;
  • lo ammetto: leninista, proprio, non lo avevo previsto;
  • e questo mese, non è stato l’unico Francesco ad incappare in un equivoco;
  • scalpore per l’esperimento condotto da due università in collaborazione con Facebook, all’insaputa dei propri utenti;
  • muore Eli Wallach;
  • nessuno è più al sicuro: in preda alla disperazione, Berlusconi dice sì ai gay;
  • ancora morti nel canale di Sicilia;
  • sarà stata poi bonificata la discarica di Bussi, di cui abbiamo parlato un mese fa? Se qualcuno è del posto, mi scriva.

Appendici

1. Un mese in pretura

Finiscono questa mese nella nostra rubrica:

2. Anniversari

  • 20 anni dalla morte di Massimo Troisi;
  • 30 anni da quella di Enrico Berlinguer;
  • 70 anni dal D-Day;
  • 100 anni dall’attentato di Sarajevo, “l’undici settembre della Prima Guerra Mondiale”.

3. Siamo come gli americani

  • 1;
  • 2. Stessi sondagisti, ehm, imprecisi;
  • 3. Viene confermato che anche l’Inghilterra spiava la Rete;
  • per fortuna NON siamo come gli americani, 4 e 5.

4. Psicodrammi politici

Renzi ha aperto il mese circondato dall’aura di imbattibile; aura che si è rafforzata quando è stato evidente che il suo principale oppositore era uno che faceva overdose di Maalox. Tuttavia, i ballottaggi, di cui abbiamo parlato su, hanno dato una prima scossa a questo paradigma, e Grillo si è a quel punto sentito sicuro ed ha ricominciato ad insultare l’unico appartenente al suo Movimento che da qualche parte in Italia ha un minimo di potere. L’improvvisa debacle del governo sulla responsabilità civile dei magistrati, ha convinto il presidente del Consiglio della necessità di trovare un’intesa col padro… ehm, il portavoce dei Cinque Stelle. Grillo, tuttavia, non si fida: sai com’è, dice al Matteo, non ci tengo a fare la fine di Di Pietro. Dimostrami che abbiamo qualcosa in comune!

Detto fatto, risponde Renzi: pure a me piace da morire il vincolo di mandato!, gli fa sapere. Ma Beppe non risponde: sta spogliando le schede elettroniche (ricordiamolo, fonte di brogli), per verificare se i cittadini elettori hanno capito la domanda: allora, in Europa possiamo allearci con Farage, oppure possiamo allearci con Farage, oppure possiamo allearci con uno schifoso qualcun altro. Ah, ricordatevi che se non votate Farage l’altra opzione non sarà praticabile, e quindi ci alleeremo con Farage. Nonostante l’imparzialità del proprietario del marchio, è proprio Farage a vincere. Proprio quel giorno, Farage viene indagato per una mancata dichiarazione di alcuni finanziamenti elettorali.

Renzi gongola, possiamo immaginare. I Cinque Stelle si sono alleati con un tipo che sdogana l’estrema destra e che, forse, avrà pure delle grane con la giustizia: possono davvero andare d’accordo.

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