A colazione (e a pranzo e a cena)

“Eileen” disse Nick, alzando gli occhi al cielo “ti giuro sull’Altissimo che quando fai così mi viene voglia di ammazzarti. E non lo dico per dire”

“Per la miseria, Nick, io proprio non capisco come fai ad essere così indifferente. Io e le altre ragazze…”

“Ragazze non è un termine che sta bene addosso ad un gruppo con la vostra età media”

“Ti odio quando sei così maligno”

“Fortuna che io non faccio lo stesso, o starei tutto il sacrosanto giorno a non fare altro, ed il nostro splendido matrimonio sarebbe finito da un pezzo”

“Se interessarmi della moralità…”

“Oh santo cielo no, non tirerai di nuovo fuori la moralità!”

“Se interessarmi della moralità” continuò Eileen, imperterrita “di questa città e voler avere dei vicini di casa rispettabili è essere maligni va bene, d’accordo, sono maligna! E sai che ti dico?”

“Che ne vai fiera. Ho già sentito questo discorso: lo fai tutte le volte che qualche sventurata ragazza i cui figli non assomiglino abbastanza al padre ha la malaugurata idea di trasferirsi a meno di due isolati da casa nostra”

“Nick, l’America va a rotoli. Paesini come il nostro sono l’ultimo baluardo di quei vecchi valori che ci hanno reso la grande nazione che siamo stati. Non permetterò, anzi, non permetteremo…”

“Fermati qui, o finirai per tirare fuori Iwo Jima, la torta di mele, l’evidente destino ed io vomiterò sulla colazione”.

“Per l’amore di Dio, quante storie che fai, solo perché non mi piace che a pochi passi da casa mia abiti una” abbassò la voce “sgualdrina”

“Vorrei tanto sapere chi l’ha deciso, che è una sgualdrina. Tu? Le altre oche che vengono con te a rompere i coglioni…”

“Nick! Non davanti ai bambini!”

“Ma per favore, fa loro più bene sentire qualche parolaccia piuttosto che le stronzate che racconta alla loro adorata mammina quella racchia invidiosa di Magdalene Rodgers”

“Lo vedi che sei maligno? Magdalene non sarà la donna più bella del mondo, tuttavia…”

“Tuttavia, non credo sia mai capitato che il vostro comitato di benvenuto sia andato a far comprendere col massimo garbo possibile che non era gradita ad una donna con più di trentacinque anni, o che almeno tanti ne dimostrasse. Non parliamo poi degli uomini! Solo dolcetti ed inviti a prendere il tè!”

“Sei noioso, Nick”

“Io sarò noioso, ma voi vi siete fatti sfuggire Carl Zainer, però. C’è voluta l’FBI, per farlo sloggiare”

“Non siamo mica la polizia. E che mi venga un colpo se capisco perché te la prendi tanto. Ti rendi conto che quella lì ha due figli? Ed a casa sua non vive neanche un uomo!”

“E quindi?”

“E quindi? E quindi, dici tu! Ma che educazione può dare ai figli una femmina che non abbia accanto un marito?”

“Vuoi dirmi che per te le vedove sono tutte cattive madri?”

“Non fare finta di non avermi capito! Come possono imparare qualcosa, quelle due povere creature, stando ogni stanto giorno esposti, fin dalla culla, a tanta promiscuità? Che ne sarà, delle loro anime innocenti? Che penseranno, tutte le volte che a casa loro si presenta un uomo diverso per infilarsi nel letto della madre?”

“Ci sai fare. Dovresti andare a predicare in televisione”

Eileen continuò come se nulla fosse accaduto. “E se noi tolleriamo tutto ciò, che messaggio ne ricaveranno i nostri ragazzi, che col sudore della fronte abbiamo cercato di tirare su retti e sani? Che possono fare ciò che vogliono, ubriacarsi, drogarsi…” esitò per un momento “scopare, senza che ciò abbia conseguenze?”

“Magari lo facessero! La vita per loro dev’essere tremendamente noiosa, in questa città!”

“Quando tuo figlio verrà da te e ti dirà: ho appena portato la mia ragazza ad abortire e, ah, papà, ho l’AIDS, ti pentirai di non avermi preso sul serio”

“Questi ricatti non attaccano con me, Eileen”

“Be’, allora forse attaccherà quello che mi ha raccontato il pastore Stevens”

“Qualcosa che riguarda Sodoma e Gomorra, suppongo”

“Oh, ma stai zitto”

“È proprio ciò che vorrei. Mangiarmi la mia colazione in pace”

“Nessuno te lo sta impedendo”

“Sì, tu, con le tue stupidaggini”

“Quella donna non è normale! È andato lì, a farle una visita…”

“E perché, se è una sgualdrina da cacciare via in modo plateale quanto prima?”

“Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Marco due diciassette” cinguettò lei, godendosi il suo trionfo, ma solo per un attimo. Non voleva cadere nel peccato d’orgoglio. “Insomma, è stato lì. Lei l’ha fatto entrare, ci ha chiacchierato un po’, è stata gentilissima…”

“Poi ha tentato di baciarlo”

“Magari l’avesse fatto, sarebbe stato meglio! Insomma, il pastore sapeva che lì dovevano esserci due bambini. Ma non si sentivano voci, niente, nessun giocattolo in giro… pensa, non hanno neanche la televisione”

“Beati loro”

“Però è strano, no? Quindi lui s’è chiesto questa cosa, chissà dove sono i bambini… e l’ha scoperto poco prima di andarsene. Sì, perché, ascoltami bene” si fermò, inspirò, poi disse tutto d’un fiato “prima d’andarsene, è passato davanti la porta della cantina, ed ha sentito dei rumori strani. Li tiene rinchiusi là dentro!”

“Ed il nostro pastore, faro d’intelligenza nelle tenebre dell’ignoranza di questa comunità, non ha pensato bene di chiederle dove fossero, i suoi figli?”

“E che cosa pensi che avrebbe risposto, li ho rinchiusi in cantina? Si sarebbe inventata una scusa, sono appena usciti per andare a scuola, sono al parco…”

“Cosa che, ovviamente, non può essere vera, giusta?”

“Nessuno li ha visti in giro, quei bambini”

“Forse perché la madre sente gravare su di lei un certo clima di sospetto e sfiducia…”

“…pienamente giustificato, visto che tiene i figli chiusi in cantina!”

“Questi sono discorsi adatti alle orecchie dei bambini invece, vero?”

“Sì, devono sapere che orrori ci sono nel mondo!”

“Orrori? Ti riferisci alle paranoie di Stevens, voglio sperare!”

“Paranoie?”

“Potrebbe esserci qualunque cosa, in quella cantina! Un cane, un gatto, anche Bigfoot, da quel che ne potete sapere! Ma no, per voi la condanna è emessa: quella troia ci tiene i figli, e senza dubbio ce li sevizia pure!”

“Questo non l’ho detto”

“Vuoi negare di averlo pensato? Si va all’inferno, se si dicono le bugie”

“Lo so benissimo. E comunque sì, l’ho pensato. Ma ho i miei buoni motivi”

“E sarebbero?”

“Semplice: quella ragazza è una maledetta sadica”

“Non giudicate e non sarete giudicati. Matteo sette uno, se non ricordo male”. Questa volta il silenzio fu più lungo e greve.

“E va bene, io non volevo dirtelo, mi ci stai obbligando”

“Ma che dici?”

“Che abbiamo fatto le nostre ricerche e sappiamo quello che facciamo”

“Sarebbe la prima volta. Fammi un po’ sentire cosa avete scoperto”

“Quella ragazza… ha vissuto giù a ***, nell’Indiana, fino a poche settimane fa. Sono quasi settecento miglia da qui. Che motivo aveva, per fare tutta questa strada?”

“Congiurava contro il governo?”

“Stai zitto ed ascolta. Poco prima che lei arrivasse qui… massimo una settimana prima… proprio là, a ***, nell’Indiana, c’è stato un efferato, duplice omicidio”

“Come in ogni posto d’America ogni giorno”

“Senti” si alzò “mi sono stancata di discutere con te. Io, Magdalene e tutte le altre andremo da lei…”

“Se avete questo sospetto, sarebbe più sensato andare dalla polizia”

“…andremo da lei, libereremo quei due poveri bambini per affidarli all’assistenza sociale, e le ingiungeremo di andarsene e di non tornare più. Non abbiamo prove, ma se è stata lei, non ci tengo a vivere vicino ad una duplice assassina, per di più cannibale”

“Cannibale?”

“Oh, non te l’ho detto? I due cadaveri di ***, nell’Indiana… hanno ritrovato solo, e neanche tutte, le loro povere ossa. C’erano sopra dei segni: denti. Denti umani”

 

Quando, rincasando, Abigail vide la porta di casa sua spalancata, ebbe un tragico presentimento. Vuoi vedere che quelle megere, che da un paio di giorni aveva visto aggirarsi attorno alla casa… risalì il vialetto correndo, dopo aver lasciato pesantemente cadere le buste della spesa che portava in mano. Ma era troppo tardi.

La porta della cantina era scardinata. Sul tappeto del salotto era seduto Peter, suo figlio. Teneva ancora in mano la tibia di Eileen, da cui stava distaccando, in modo anatomicamente perfetto, il suo muscolo gastrocnemio. Coi denti.  

 

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