Firmate numerosi!

Ricevo e volentieri pubblico, da un lettore che ci tiene a rimanere anonimo.

Siamo uomini che hanno ricevuto più di quanto hanno dato.

E, se davvero siamo uomini, e non caporali, è ora di porre fine a questa situazione: e sarò io il primo a farlo; io, che non sono di quelli che spronano gli altri all’azione e poi vanno a farsi canne e pippe mentali sulle terrazze romane a decidere quanto fosse bello o brutto L’apparato umano, come i personaggi de La Grande Bellezza. Che fortunatamente è abbastanza noioso da darci fufa di cui parlare per i prossimi vent’anni, mentre altri portano avanti (con sfide all’ultimo like) battaglie che fanno progredire la società.

“Il Giornale”, in questi anni, si è reso protagonista di iniziative tese proprio a questo fine: l’arresto, praticamente in diretta, di Alessandro Sallusti, certo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione vergognosa in cui versa la giustizia in Italia; la raccolta firme a favore di Marcello Dell’Utri, al grido di “Ora denunciateci tutti!”, per offrire solidarietà alla parte più produttiva dell’Italia; la battaglia per il ritorno a casa dei nostri Marò, poi giustamente recepita dalle bacheche Facebook di tutto il nostro paese, o quanto meno della sua parte migliore, quella che sa che è necessario riaffermare il valore della proprietà privata rispetto a tutto, anche alla vita umana. Specialmente se la prima è made in Italy, sana, portatrice di progresso, e la seconda no.

E questo solo per fare qualche esempio, senza considerare il rilievo dato al pensiero omofobo e poi a quello omosessuale, che si sa che solo uno scemo non cambia mai idea, agli scritti di Giampaolo Pansa, all’unica opera valida di Simone Cristicchi, che meno male che si è reso conto che è più onorevole parlare di foibe e non dei teneri pazzi che poi sono negri e spaccano a picconate la testa a tanti bravi milanesi, e più in generale a tutto quello che potesse preservare un’idea di italianità che rischiava di scomparire con la morte della gloriosa generazione che visse prima dell’otto settembre del 43. Ed anche dopo, che si sa che in Italia nessuno è mai stato fascista, neppure Mussolini, e se pure fosse così che c’è di male? Mussolini ha scritto anche poesie.

Lotte nobili, come si vede, che “Il Giornale” ha condiviso con altre testate di pari livello, come ad esempio “Il Foglio” (senza l’impegno del cui direttore, molti avrebbero finito per dimenticare che i feti, gli embrioni, le singole cellule sospese in un liquido di coltura, i perossisomi e financo i mitocondri sono già vita umana) e “Libero” (che non per caso è organo del Partito Monarchico Italiano), ma per le quali nessuno lo ha ringraziato. Certo, le vendite sono migliorate, rispetto ai tempi in cui si era costretti dagli eventi ad indurre all’acquisto coatto ignari (ma senza dubbio entusiasti) lettori di giornali locali; ma i numeri assoluti restano ancora molto lontani dai valori che raggiungono il “Corriere della Sera” e “La Repubblica”, odiosi feticci dei radical chic che questa crisi, al contrario di quel mostro che è la sinistra in cui si riconoscono, non è riuscita a spazzar via.

La colpa di ciò non è ovviamente imputabile né alla direzione, né alla redazione, né alla proprietà della testata. Scorrete nuovamente, magari con più attenzione, l’elenco delle loro sfide al silenzio, al limite dell’omertoso, degli altri media sui tanti valori non negoziabili che quelle battaglie sottendono, ed a quella tutta italica a farsi “forti coi deboli e deboli coi forti”, e vi renderete conto che ciò non può che produrre un giornalismo elegante e di ottima qualità, che chiunque, dotato di un minimo di cultura e buon gusto, dovrebbe voler leggere.

No: il motivo è un altro, ed io sono qui per svelarlo. Anche se forse non ho il coraggio necessario per denunciare un complotto, quale quello che esiste contro “Il Giornale”.

Infatti, se questo quotidiano vende meno di quanto sarebbe giusto facesse, ed alcuni maligni hanno buon gioco a dire che la Santanchè vuole comprare “L’Unità” per metterci il marito a lavorare, è solo perché esiste contro di esso una congiura di individui subdoli, meschini e privi di ogni scrupolo. I giornalai.

Non ci si riferisce, con tale termine, a quella categoria di pennivendoli vergatori di vomitevoli editoriali che con tale epiteto, tanto acuto da essere venuto in mente appena a circa quindici milioni di persone, sono giustamente appellati; ma proprio a coloro che smerciano quotidiani, riviste et similia.

Osservate con attenzione la prima pagina de “Il Giornale” di ieri:

e poi ditemi la verità: voi, dove andreste a cercare un quotidiano che con incredibile coraggio ed altrettanta nonchalance, da finalmente voce a chi voce non l’ha mai avuta (ad esempio, mia nonna), denunciando ciò che nessuno ha mai potuto o meglio voluto denunciare, e cioè che gli zingari rubano? Nel settore dove potreste incontrare radical chic e personaggi ambigui che vi accusano di razzismo per aver tante volte sostenuto la stessa, incontrovertibile verità (e magari anche che un vostro cugino, una volta, vi aveva detto che un suo amico era scomparso dopo essere passato vicino a un campo rom)? Io credo di no; e voi, ritengo, neppure.

Ecco il piano dei diabolici giornalisti: depistare. Ingannare. Tenere “Il Giornale” in edicola, fingendo di rispettare le opinioni di tutti, ma poi renderlo, praticamente, irreperibile, se non per quei pochi che sanno dove andarlo a cercare. Ebbene, questa situazione deve finire.

NOI (intendo io, e tutti coloro che vorranno seguirmi in quest’impresa, firmando questa petizione) vogliamo che il Governo si muova contro questa barbarie: devono venir sguinzagliate le forze di Polizia, i Carabinieri, la Finanza (per ora impegnata soltanto a cercare di far pagare alla parte migliore del Paese un’infinità di ingiusti tributi, tasse, gabelle), perfino l’Esercito, se ce ne fosse bisogno, per obbligare gli edicolanti di tutta la Penisola a mettere “Il Giornale” al suo giusto posto, quello in cui chiunque voglia leggerlo possa trovarlo. E cioè lì, proprio accanto a “Cronaca Vera” (che non per caso ha più di quarant’anni di vita). Guardatene una copertina, una a caso, e ditemi se non ho ragione:

Hanno pensato anche a te, amico delle donne veramente nude

amico delle donne veramente nude

Questa è la nostra richiesta: la porteremo avanti con metodi democratici e non violenti. Firmate, perché un pilastro della nostra nazione non debba ingiustamente soccombere di fronte alle manovre della lobby dei venditori di “Corriere” e “Repubblica”.

Mi raccomando, firmate e fate girare (non per fare pubblicità a me, che non la merito, ma per l’importanza dell’iniziativa).

Mi sento di aggiungere poco, alle infiammate e sacrosante parole del mio anonimo lettore. Se non forse un’immagine (via Raccolta statistica di commenti ridondanti):

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