Sciocca è la Storia, che ripete se stessa

(I grandi eventi del Novecento, spiegati ai giovani d’oggi, col loro linguaggio, in 23 battute. In questo episodio, la caduta del blocco orientale, interpretata dal Dottor Destino, che avete conosciuto nel film dei Fantastici Quattro. Ogni anacronismo è spudoratamente voluto)

“Andiamo, Doom, lei non è uno sciocco” disse il Rappresentante Plenipotenziario dell’Occidente (da qui in poi, RPDO). “Anzi, sono pronto a riconoscere che è un genio. Proprio per questo, deve rendersi conto che per lei è finita”.

“Mai!” rispose Victor von Doom, battendo il suo pugno metallico sul tavolo. “Destino morirà, piuttosto che riconoscere la sconfitta!”.

“Oh, be’, faccia pure. Non saremo certo noi ad impedire una bella esecuzione a favore di telecamere. Tuttavia… un vero peccato, perdere una personalità come la sua. Se vuole smettere il suo sciocco orgoglio, potrei proporle una soluzione che farà felici tutti, lei, noi… e senza dubbio il suo popolo”.

“Il mio popolo è felice! Nessuno è stato mai capace di assicurare alla Latveria l’importanza e la sicurezza che le ha dato Destino!”.

“Senza dubbio il suo popolo la ama, certo”. Il RPDO scansò una tendina e guardò fuori dalla finestra. “Dev’essere una manifestazione d’affetto, allora, il fatto che stiano impiccando la sua effige proprio di fronte al suo palazzo”.

“Li punirò! Li costringerò ad inchinarsi di nuovo di fronte al mio potere!”.

“Doom, Doom, Doom” scosse la testa. “Quale testardaggine la sua! Ha tutto il suo popolo e, quel che è più importante, tutti i paesi dell’Occidente contro. Non faccia sciocchezze. Si arrenda. Le promettiamo una vecchiaia felice… ancora seduto sul trono della Latveria, se vuole”.

“Cosa? Ma… se ha appena detto che il mio popolo non nutre più nei miei confronti alcun affetto!”.

“Certo… ma il terrore che lei infonde in loro è rimasto intatto. E questo potrebbe tornarci molto, molto utile”.

“Destino non si piegherà a farvi da servo”.

“Ed allora morirà, e questo suo staterello se l’annetterà la Germania, l’Inghilterra o direttamente gli Stati Uniti”.

“Io…”.

“Lei deve ascoltarmi, e fare quello che le dico io. Quella gente lì fuori non chiede molto… macchine potenti, accesso ad Internet, locali notturni, iPhone. Qualche segno di opulenza, con la scusa della democrazia. Guarda caso, è proprio quello che chiediamo anche noi. Sa, i nostri mercati sono in una fase di stanca”.

“Ed io cosa c’entro, in tutto questo?”.

“Be’, sa, non vorremmo che un’innocua rivoltina per qualche centesimo in più, si trasformasse in una vera e propria rivoluzione che avanzasse pretese a cui nessun governante serio potrebbe piegarsi… che so, uguaglianza, giustizia sociale, cose del genere. Proprio per questo, lei ora aprirà le frontiere. Si potrà andare avanti ed indietro per le frontiere della Latveria come se fossero porte girevoli; gli uomini, ma soprattutto le merci. Questo è tutto ciò che deve fare: e, si fidi, non avrà più problemi per i prossimi duecento anni”.

“E cos’altro dovrei fare, a quali altri laidi patti scendere, quali altri sporchi compromessi accettare, per tenere il controllo del mio regno?”.

“Nulla”.

“Nulla?”.

“Esatto. Noi le chiediamo solo questo… e, oh, sì, un altro piccolo favore”.

“Sarebbe a dire?”.

“Ecco, noi gradiremmo che lei continuasse ad usare il pugno di ferro che l’ha sempre caratterizzata, soprattutto dopo che la costruzione di quelle tre o quattro fabbrichette che vogliamo impiantare in loco sarà completata… solo, ecco, sia un po’ più discreto. So che non è nella sua natura, ma, ecco, faccia questo sforzo. Me lo promette?”.

“Lo faccio per amore della Latveria. Che poi, ho forse scelta?”.

“Noi e lei faremo grandi affari insieme, Doom”.

Sipario

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