Utilità

Il ragazzo che mi si avvicina, ovviamente, è di colore.

Allunga la mano per chiedermi qualcosa, qualcosa che non potrei dargli perché ho le mani occupate: sono stato tutto il pomeriggio a venderen frutta con un’associazione di volontariato, ed alla fine due cassette me le sono portate via pure io. Potrei allungargli una pera, ma non ci penso, perché sono sorpreso da un pensiero.

Quanto ci assomigliamo, io e questo ragazzo, in questo momento? Lui come me deve cercare di convincere persone riluttanti, rampolli di un occidente grasso, che sono entrati nel centro commerciale fuori dal quale io e lui ci siamo incontrati per spendere ottocento euro in un iPhone 6, ma che non riescono a non guardarti con disprezzo quando vai a chiedere loro 7 euro per comprare qualche gioco per dei bambini in ospedale o, ancora peggio, anche solo 50 centesimi per poter mettere insieme il pranzo con la cena. E quanto poco ci somiglieremo quando io tornerò a casa, metterò la frutta in frigo, accenderò il forno e ci infilerò una piadina, e lui andrà… dove?

Salgo in macchina e non riesco a non sentirmi in colpa: odio la beneficienza, ma non riesco ad evitare l’elemosina, e credo di aver spiegato qui il perché. Dev’entrarci qualcosa proprio la fratellanza, una di quelle tre cose che la Rivoluzione francese da cui tutti diciamo di derivare dovrebbe averci lasciato in eredità, e che attualmente, come le sue sorelle gode di cattiva salute. Me lo conferma la frase che arriva subito dopo.

“Sai quanto guadagnano quelli con una giornata? Almeno 50 euro. L’hanno fatto vedere alle Iene. Magari poi vai a lavorare e ti danno 30 euro al giorno”.

A dirla è stato il ragazzo che guida, che ha condiviso con me la giornata, le cassette di frutta ed anche le occhiatacce di quelle persone che solo con fatica riuscivano a non sputarci in faccia un “Ladri!”. Possibile che proprio lui faccia una considerazione del genere?

Possibile. Il leitmotiv della produttività ci è entrato talmente a fondo nelle ossa che ormai non riusciamo a credere che uno che non produca un ammasso di alluminio e vetro che ci permette di telefonare, mandare SMS, usare Whatsapp, connetterci a Facebook ed essere rintracciabili in ogni momento nel nostro paradiso di brand e marchi abbia un’utilità e si meriti quei cinquanta euro che si porta a casa alla fine di una giornata durante la quale magari si è beccato insulti, spintoni, qualche volta botte; in cui è stato al freddo (e vi assicuro che a L’Aquila può esserci un freddo boia anche a mezzogiorno, quando è inverno) o al caldo, in mezzo agli scarichi delle macchine, a guardare famiglie felici (o pseudo-felici) uscire da posti a cui lui non potrebbe nemmeno avvicinarsi: lui, che magari l’ha famiglia ce l’ha a duemila chilometri.

Squilla il telefono e non posso rispondergli. Quando attacco, la conversazione si è spostata su altro. Peccato, il discorso era perversamente interessante: “a me non danno neanche 30 euro per un lavoro normale, perché lui dovrebbe guadagnarne 50?”. Hanno vinto. Non lottiamo per avere dei diritti, no: lottiamo perché agli altri vengano tolti. Marchionne, nell’ombra, gongola, mentre Grillo urla che bisogna prendersela coi politici e poi coi sindacati e poi cogli statali e poi Dio solo sa cos’altro.

Ed ecco perché, anche da un punto di vista capitalistico, quel ragazzo lì che mi ha chiesto quei cinquanta centesimi che, bastardo, non gli ho dato, tutto quello che si porta a casa se lo merita. Anche lui lavora per le grandi aziende, anche lui ha un ruolo, ed in settori importanti: quello del marketing e della gestione del personale. TI fa credere che tu hai ancora una dignità, e che per dimostrarla devi ostentare i segni del tuo benessere artificiale, l’auto nuova, il telefono alla moda, la troia che hai acquistato su Internet. Passa alla cassa per ritirare il tuo diritto di sentirti superiore su un essere umano su cui si è accanita la sfortuna.

E poi, questa dignità (ed anche la retribuzione, che ti hanno detto essere diversa) scava un fossato invalicabile tra te e lui; tra te che sei povero, ma bianco, o con un contratto a termine, o comunque che lavori, fai qualcosa, e lui che è un sporco negro e chiede l’elemosina e insomma è un po’ come rubare. Proletari di tutto il mondo, dividetevi, che a quelli che stanno più vicini a noi regaliamo uno smartphone ed un anno di telefonate gratis verso tutti.

Ed ecco perché nessuno, poi, alla fine, fa mai niente davvero, per questi vucumprà. Perché l’unico modo per risolvere il problema, sarebbe ricostruire una società fin dalle sue basi. “È immorale usare la proprietà privata per risolvere i guasti provocati dall’istituzione della proprietà privata”, ricordate? (Cristo, quanto sono retorico) E poi, perché il nemico alle porte salva la faccia a tutti, e fa vedere che si sta facendo qualcosa. Cioè, perfino Alfano è riuscito a far parlare di se, prendendosela coi negri. Fate un po’ voi.

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2 thoughts on “Utilità

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