Il Di Battista annotato

Dopo il Berlusconi (episodio uno ed episodio due), il Letta ed il (tentativo di) Calvani annotati, per colpa di un articolo di Mazzetta (questo, che si riferisce però ad un altro discorso), vado oggi ad occuparmi di un altro che non ha paura di lasciare dietro di se tracce delle imprecisioni (eufemismo) che dice: Alessandro Di Battista. Che sennò poi qualcuno potrebbe dire che mi occupo di tutti tranne che del Movimento 5 Stelle, perché anch’io sono al soldo dei poteri forti eccetera eccetera. Il video su cui verrà svolto il debunking è quello dell’intervento di Di Battista alla giornata conclusiva di “Italia a 5 stelle”, che si è svolta al Circo Massimo nello scorso fine settimana. Agevoliamo supporto video:

Sia chiaro che NON verrà seguito l’esempio del Berlusconi annotato: non seguirò il video minuto per minuto, commentando financo nelle virgole ogni singola asserzione del Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari; no: estrarrò qui e lì alcune affermazioni che ritengo meritevoli di commento e, quando necessario, di smentita. Che tra una settimana dovrei laurearmi, e non ho decisamente voglia di ammalarmi proprio ora che sono giunto alla fine. Per altro devo laurearmi in medicina, e l’ironia sarebbe veramente troppa.

Ma bando agli indugi, ed andiamo ad iniziare:

  • 0.03: quello delle presenze ad una manifestazione politica è, da sempre, un tema controverso e su cui è difficile trovare un accordo. La manifestazione del Circo Massimo non fa eccezione, e, in proposito, le opinioni sono discordanti: l’unica fonte che parla di 500000 presenze è il blog di Beppe Grillo, mentre la questura (che però va famosa per le sue stime fin troppo prudenti) parla di 150000. La verità, probabilmente, sta nel mezzo, e comunque non è detto che tutte le (pretese) 500000 persone che si sono presentate siano andate a dimostrare che “i cittadini italiani sono sovrani” (come dichiara in modo altisonante Di Battista, intendendo: “appoggiano il Movimento”);
  • 0.21: per uno che più avanti (minuto 7.00) farà l’elogio di Internet come luogo dell’informazione libera, usare la domanda retorica:

perché non ci informano?

dovrebbe essere proscritto. La Rete è lì, bisogna solo aprirla e digitare: e difatti, ad una ricerca su Google per TTIP (e non TTID, come Di Battista sembra dire), emergono all’incirca sette milioni di risultati, di cui alcuni riferiti a testate di tiratura nazionale (tra cui “Il fatto quotidiano”, tanto per citare la stampa “amica”). Inoltre, sono presenti numerosi blog e siti di movimenti che si oppongono all’approvazione del trattato, e la pagina Wikipedia sull’argomento è stata creata in data 16 aprile 2014 (ecco la cronologia). Dal che, non si può certo dire che gli accordi stiano andando avanti “nella totale segretezza”, come Di Battista dice a 0.36;

  • tra l’altro: non suona drammaticamente contraddittorio che di un accordo preparato e discusso nella “totale segretezza” si sappia già tanto (ad esempio, che prevederà la possibilità di richiedere penali da parte delle aziende “danneggiate” da politiche nazionali che vadano contro i loro interessi, vedi al minuto 2.51) da poterne prevedere con tanta precisione le catastrofiche conseguenze (come il costo di un miliardo di euro l’anno per le industrie agroalimentari italiane, citato a 5.21)?
  • chiamare Don Milani “prete da combattimento”, come fa Di Battista a 1.06, considerando la storia del sacerdote fiorentino (basta anche solo leggere la citazione riportata in exergo alla pagina a lui dedicata su Wikipedia, per capire cosa intendo) a me sembra quantomeno improprio. Ma sarò io;
  • le meccaniche raccontate da Di Battista a partire dal minuto 1.33 sono, purtroppo, tragicamente vere; viene da chiedersi, però, dov’era tutto il popolo a 5 stelle mentre questo accadeva lontano da casa loro, ed arricchiva anche noi. Perché, a dispetto di quanto la retorica del giovane deputato ci farà credere d’ora in poi, noi NON siamo le VITTIME (non quanto gli abitanti dei paesi in  cui continuiamo ad operare con politiche di stampo simil-coloniale) del capitalismo moderno ma alcuni dei PRIVILEGIATI da questo sistema economico e politico (che, comunque, mi pare non figuri, di per se, tra i “nemici” del Movimento);
  • a 2.39, Di Battista, parlando di leggi, usa il verbo raggirare, quando è chiaro, anche dal gesto compiuto, che avrebbe dovuto usare un più adeguato “aggirare”: i raggiri sono compiuti a danni di persone, non di leggi. Il vocabolario Treccani, comunque, riporta l’uso in questo senso del verbo, pur considerandolo “non comune”;
  • a 3.20, Di Battista cita il caso dell’Argentina, il cui governo sarebbe stato citato in giudizio per un miliardo di dollari da non meglio specificate “multinazionali”, per aver bloccato il prezzo di acqua ed energia “durante la crisi” (suppongo si riferisca alla crisi economica che colpì il paese sudamericano all’inizio degli anni 2000); gli concedo il beneficio del dubbio, anche perché un simile comportamento non mi stupirebbe, ma non riesco a trovare fonti “terze” che confermino questo fatto, a parte altri siti e blog che si oppongono all’approvazione del TTIP, che ne parlano in modo altrettanto vago ed indefinito. Non uso ovviamente i due termini a caso perché, come dicevamo nel Berlusconi annotato, il ricorso al “vago ed indefinito” è sintomo di una “cultura di destra”;
  • per quale motivo portare avanti il TTIP è legato, addirittura “automaticamente” (4.10), alle sanzioni che Europa e Stati Uniti hanno comminato alla Russia?;
  • 4.22: e niente, quando fai parte di un partito fondato da un comico la battuta ti viene fuori automatica. Gli Stati Uniti sarebbero “un esempio di libertà di stampa, di certezza della pena”? Fino a qualche minuto fa non si parlava dei crimini (i cui responsabili sono a tutt’oggi impuniti) compiuti dagli Stati Uniti in Sud America ed in America Centrale? Non sono gli Stati Uniti il paese di Fox News? Per favore;
  • 4.38:

però se ci fosse al governo il 5 Stelle andremmo da Obama e gli diremmo che essere alleati non significa essere sudditi!

Ragazzi, siamo sempre lì: se 2+2 fa 5, allora io sono il papa;

  • 5.00: Biden si chiama Joe, non John; la dichiarazione è comunque riportata in modo abbastanza fedele. Qui l’originale, per chi capisce la lingua di cui Biden mastica in modo barbaro le parole;
  • anche per quanto riguarda i 48 milioni per l’alluvione in Sardegna che il parlamento non sarebbe riuscito a trovare (5.30), le uniche fonti che ne parlano sono o quelle vicine al Movimento (come il blog di Grillo) o pagine che riportano una dichiarazione resa dallo stesso Di Battista di un mese fa. Per rendersi conto di quanta verità ci sia in questa frase, bisognerebbe sapere a che cosa il deputato si stia riferendo;
  • Cosa Nostra non è mai stata smantellata (come affermato a 5.57). Fu lo stesso Buscetta, poco prima di morire, a riconoscere che, alla fine, la mafia aveva vinto; risponde al vero, comunque, che il più famoso dei pentiti di mafia rese le dichiarazioni che Di Battista riporta (anche riguardo al caso De Mauro);
  • come già “raggirare” in precedenza, anche “snella”, al minuto 6.07, viene utilizzato con un significato non comune: quello di agile, svelta (vedi, ancora, il Vocabolario Treccani);
  • notevole “l’abbiamo fatto anche succedere noi”, al minuto 6.56: andando così a memoria, l’unica volta che ho sentito un grillino assumersi delle responsabilità è stato quando Beppe Grillo ha riconosciuto (parzialmente) le sue colpe nella disfatta alle elezioni europee, lo scorso maggio (il famoso “discorso del Maalox“). La frase, tuttavia, in quel contesto, suona quanto meno ambigua, ed in parte anche sinistra;
  • 7.49:

ha fatto sì che oggi la Libia sia ormai caduta in una vera e propria guerra civile

senza alcun dubbio, l’intervento militare della NATO ha fortemente destabilizzato l’area, che tuttavia era già “turbolenta” (“Primavera araba” dice qualcosa?); in Libia, per altro, la guerra civile era già in corso al momento dell’intervento, e proprio nella difesa della popolazione civile trovava il proprio (preteso) senso la risoluzione ONU che autorizzava i paesi membri ad imporre un cessate il fuoco “con qualunque mezzo”;

  • a 7.57, Di Battista, per dimostrare che l’Italia “subisce” le decisioni di paesi “più forti” di lei politicamente, cita i 100000 cittadini libici finiti sulle nostre coste in seguito ai bombardamenti della NATO sulla Libia; ironicamente, così facendo ripropone lo stesso frame che l’odiato Berlusconi ha per tanti anni utilizzato per rendere “accettabili” veri e propri abominii, come ad esempio la legge sul reato di immigrazione clandestina. Gli altri paesi, per altro, non è che non abbiano dovuto sopportare il “carico” dei migranti che fuggivano dalla Libia: ad ottobre 2012 i cittadini libici migrati erano quantificati in 900000 (qui la fonte), e ciò significa che, anche se il numero di Di Battista fosse corretto, l’Italia ne avrebbe accolti poco più dell’11%. Inqualificabili le frasi che seguono: mi dica lei, Di Battista, che “politica” vuole utilizzare “contro” dei poveracci che fuggono da un paese che abbiamo contribuito, negli anni, ad affamare ed impoverire;
  • è vero, come viene detto al minuto 8.20, che attualmente la mafia nigeriana è una realtà criminale piuttosto importante; è vero, pure, che l’immigrazione è favorita dal comportamento di alcune multinazionali italiane, e soprattutto dell’ENI (leggete qui per ulteriori dettagli): che i due eventi siano legati, tuttavia, è tutto da dimostrare. A meno che non si sia ancora compreso che quelle persone impoverite che “arrivano qua, non trovano lavoro e si infilano nel traffico della prostituzione” (come vengono affettuosamente indicate al minuto 8.35) sono vittime della mafia;
  • non risponde a verità che i membri del Movimento 5 Stelle non partecipino ai talk show, come Di Battista afferma al minuto 9.47: in questa puntata di Annozero, ad esempio (gennaio di quest’anno), uno degli ospiti era Luigi Di Maio (il vicepresidente della Camera, non il primo venuto). Parziale smentita al fatto che i talk show non parlino di argomenti “importanti” può trovarsi in una clip di Ballarò che parla di Jobs Act (limito la ricerca ai primi risultati);
  • non è assolutamente vero, come viene affermato 10.37,  che in Grecia ci sono cittadini disperati che si iniettano l’HIV per prendere sussidi statali: questa “leggenda metropolitana”, come raccontato qui, nasce da un documento dell’OMS che ha riportato malamente la frase di uno studio di Lancet. Si potrebbe quindi parzialmente perdonare Di Battista per questa “topica”… non fosse che, se alla verità è giunto un “povero” giornalista, ci si aspetterebbe che ci riuscisse anche un parlamentare, per di più “a 5 stelle”;
  • quanto riportato da 11.28 a 11.39 è confermato anche da altre fonti, ivi compreso “Il Sole 24 ore“: certo, resterebbe da vedere se una sudditanza nei confronti dei BRICS è meglio di una nei confronti degli Stati Uniti. Sempre di imperialismo parliamo;
  • 12.14: credo che gli Stati Uniti non abbiano mai commesso l’errore di autodefinirsi (come l’uso del termine “sedicenti” fa immaginare) dei “poliziotti internazionali”;
  • non ricordo se davvero sia avvenuta la comica fuga di La Russa da Montecitorio in ambulanza, come Di Battista vorrebbe (13.20): mi auguro davvero che sia così. L’unico giornale che sembra fare menzione della notizia, cioè il Messaggero, per altro in un articolo che non spicca per neutralità, parla più genericamente di “un gruppo di deputati”;
  • io capisco che i 5 Stelle vogliano andare a parlare nei “centri anziani e nelle bocciofile” (14.21) e che quindi debbano adottare un lessico appropriato, ma utilizzare un termine come “confattezza” (14.27), talmente desueto che non lo riporta neppure il vocabolario Treccani…;
  • i milioni e milioni di euro di cui Di Battista parla a 14.29, almeno in parte, non potevano essere restituiti, per il semplice fatto che il Movimento 5 Stelle non aveva diritto a riceverli; questo significa essere inetti (14.40)?;
  • rimarrebbe, poi, da indagare in che modo un partito (o un movimento) possa definirsi “di popolo” (cosa che Di Battista ha fatto, più indietro in questo discorso), quando, con l’attacco acritico al finanziamento pubblico ai partiti, dice che vuole o che solo i ricchi possano fare politica, o che la politica debba abbandonarsi al più puro lobbismo. Ma i quindici minuti sono finiti concessi per il discorso son finiti, accidenti che peccato!
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