Sentimenti

I miei amici mi dicono che i pensieri di Pascal servono loro per pensare. Certo, non v’è cosa nell’universo che non serva di stimolo al pensiero; quanto a me, non ho mai visto in quei memorabili frammenti un contributo ai problemi, illusori o veri, che affrontano.

Jorge Luis Borges, “Altre inquisizioni”

Se sono vere le parole di Borges (e lo sono), questo significa una cosa: che io, me e me stessa è uno stimolante del pensiero migliore del famoso matematico e filosofo francese.

Che io era da un po’, che sentivo questo sentimento, vago ed in qualche modo incongruo, tutte le volte che leggevo dello schifo (per una volta, è impossibile non essere d’accordo con quel che Renzi dice) di Mafia Capitale: e però non riuscivo a capire che cos’era. Non era rabbia, no, che quella è ovvia, e del tutto giustificata; non era tristezza, né sconforto. Mi dibattevo, cercando di darle un nome, a questa cosa, e niente, non ci riuscivo. Poi è arrivata lei, ed ha scritto questo articolo, e le mie sinapsi si sono messe in moto.

Le sue parole mi hanno riportato alla mente un film che ho adorato, Così parlò Bellavista; in particolare, quella famosa risposta data dal protagonista eponimo ad un camorrista che è andato a chiedere il pizzo a suo genero:

ah già, poi volevo di’ un’altra cosa, ma tutto sommato, nun’è che fate na vita e merd? Perché penso io: Gesù sì, fate pure i miliardi, guadagnate, però vi ammazzate tra di voi, poi anche quando non vi ammazzate tra di voi, ci sono le vendette trasversali, vi ammazzano le mamme, le sorelle, i figli, ma vi siete fatti bene i conti? Vi conviene?

Quando sono andato a trascrivere queste frasi in un commento al suo articolo, ho sentito un piacevole pizzicorino tra il corpo calloso ed il giro del cingolo. La mia memoria che si metteva in moto: Bellavista, mi ha detto la banale voce dentro di me. Lì troverai la risposta a ciò che cerchi.

La banale voce aveva ragione. Mi è bastato aprire Wikiquote, per trovare ciò di cui avevo bisogno:

Come si fa a capire quando uno è stoico e quando uno è epicureo? È una cosa semplicissima: gli stoici amano i grandi obiettivi posti al di là della vita e per questi obiettivi loro sono disposti a morire […]. I cristiani sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. […] I marxisti sono stoici perché vogliono la giustizia per tutti e per questa giustizia sono disposti a sopportare la dittatura del proletariato e la rivoluzione, che detto tra di noi sono cose scomodissime. Cazzaniga è stoico, si alza alle sei e mezza alla mattina perché vuole diventare direttore generale dell’Alfa Romeo. Noi no, noi siamo epicurei, noi ci accontentiamo di poco, purché questo poco ci venga dato al più presto possibile

Ecco il punto: forse abbiamo sempre sbagliato. Abbiamo sempre creduto che quei politici che prendevano le mazzette, lo facessero perché volevano il piacere “epicureo”, tutto e subito, una casa al mare ed una in montagna, “la macchina più potente, l’amante più zoccola, il rispetto di gente che a uno normale gli farebbe pure un po’ schifo dargli la mano”. Ma no, non è così: qui non ci sono in giro soldi, scopate, “rispetto”. Qui c’è in gioco il potere, anzi, il Potere. Quello di avere tutto sotto il proprio controllo, di poter prendere decisioni che costeranno il posto di lavoro, la dignità, in qualche caso anche la vita ad alcune persone. Un Potere per cui dei palesi epicurei sono più che disposti a fare qualche sacrificio, ma che dico sacrificio: anche a perdere la vita. A diventare stoici.

Ecco: quel sentimento che provo io, mi ha fatto capire iome, si chiama senso della sconfitta.

13 thoughts on “Sentimenti

  1. Pingback: Sono sveglio dentro un sogno di totale indifferenza | Io, me e me stessa – Historia de una mujer

  2. Scrivo anche io così siamo in tre, i post sono bellissimi e non c’è molto da aggiungere.E così parlò Bellavista é un libro bellissimo,così come i libri di filosofia di de Crescenzo in primis i presocratici.

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