2014: A year in review – Anti Top Ten

O giorni o mesi che andate sempre via

sempre simile a voi è questa vita mia.

Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale

la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare

(toccava pure trovare un posto pure al ritornello di Canzone dei dodici mesi, no?)

Se ci vogliamo limitare alle cose serie, quello che se n’è appena andato è stato l’anno di Stamina (aiutata nella sua truffaldina ascesa da tanti scandali medici, e forse fatta poi precipitare da tanti successi mietuti dalla medicina in quest’anno). Dell’Ucraina. Di “Una riforma al mese” by Renzi. Dell’affermazione e poi dello sfascio del Movimento 5 Stelle. Delle battaglie degli omosessuali che proprio ci tengono a costruire anche loro una bella, tradizionale, noiosa famiglia. Degli “scandali” (previsti e prevedibili) sulle Grandi Opere. Dell’Ebola. Delle donne che vincono medaglie Fields e vengono nominate per la prima volta nella storia direttrici del CERN, mentre Alessandra Moretti dice che vuole una politica “lady like”. Dell’ISIS. Della rivolta di Ferguson. Degli studenti fatti sparire in Messico. Di Mafia Capitale e dei suoi rapporti con i fascisti che hanno fomentato lo scempio di Tor Sapienza. Delle elezioni europee. Di qualcos’altro di talmente grosso, ma talmente grosso, da non essere sfuggito neppure al TG1, che senza dubbio ne avrà parlato nelle sue seguitissime edizioni serali, e che l’avrà senza dubbio inserita in quelle mefistofeliche “Cosa è accaduto quest’anno?”, che sotto Capodanno sono battute in antipatia soltanto dagli oroscopi, tutti diversi e tutti uguali (e di loro, forse, avremo modo di occuparci nei prossimi giorni).

A voi fa piacere ricordare l’anno appena trascorso come un’accozzaglia di tragedie tanto devastanti ed eventi tanto strappalacrime da finire in una raccolta di “Cosa è accaduto quest’anno?”, da sparare in onda giusto dieci minuti prima dell’oroscopo? A me, francamente, no: ed ecco perché, ripercorrendo a ritroso tutti i mesi di 2014: A year in review, ho stilato questa classifica, una sorta di “anti Top Ten” di quello che ci siamo visti scorrere sotto gli occhi nell’anno dei Mondiali (ecco una tragedia che avevo dimenticato).

Sia chiaro che questa “anti Top Ten” è legata strettamente alle opinioni personali di chi scrive, e chiunque si trovi in disaccordo è autorizzato ed anzi invitato ad utilizzare i commenti, o l’email, o il proprio blog, per farmi sapere lui/lei che ne pensa, che questo no, ed invece dovevi metterci questo, e come hai fatto a dimenticarti dell’ultimo successo di Baldo l’allegro castoro (sì, utilizzo sto tentando di acchiappare clic/commenti/link).

Allacciate le cinture e riscaldate i pop corn, che andiamo ad iniziare (cit.). Dal fondo, ovviamente.

10. Alessandro Del Piero, che si conferma un campione (e non solo calcistico) quando prende forte a cinquine in faccia un branco di leoni da tastiera capeggiati da Giorgia Meloni (agosto);

9. Il ritiro del subcomandante Marcos (maggio), che per molti della mia generazione e della mia ideologia era qualcosa che stava a metà strada tra Spiderman e Gesù. Ed infatti…;

8. La nascita di Pia Kiki Apreda (novembre, raccontata anche qui), che mi ha fatto capire cosa significa “social network” ben più delle manovre commericali di Facebook;

7. Il “diritto all’oblio” sancito dalla Corte di Giustizia Europea per gli utenti Google (maggio), un risultato più simbolico che reale, aggirabile in mille modi, che sposta poco rispetto alla generale ignoranza su come funzioni e cosa ci sia dietro la Rete, siamo d’accordo… ma già un risultato;

6. “il Giornale” che rimette in circolazione una bufala vecchia di diciassette anni (agosto);

5. le nuove problematiche sociali sollevate dallo sciopero degli addetti della logistica di Bologna (gennaio), dalle manifestazioni dei movimenti per la casa (aprile e maggio) e dall’annuncio dell’iniziativa UGO (dicembre);

4. le auto straniere impacchettate nel parcheggio di uno stabilimento FIAT per “invitare” a compare le auto dell’impresa per cui si lavora (aprile), che dimostrano che altre problematiche sociali, invece, permangono immutate anche nel 2014;

3. l’uccisione di Davide Bifolco (settembre), esempio paradigmatico di arroganza del potere e di mancanza di empatia degli esseri umani;

2. la decisione di Brittany Maynard (novembre), che mi ha costretto ad esplorare alcuni anfratti bui della mia anima, ed ad affrontare i mostri che vi si celavano;

1. sarà banale, sarà borghese, sarà tutto quello che volete, ma la mia laurea (ottobre).

Appendici Anche le appendici si ribellano al logorio della vita moderna! Per questo, in questo mega riassuntone di fine anno, mancano le Ricorrenze, i Morti e soprattutto l’insopportabile Un mese in pretura, che vengono sostituiti da… 1. I Dimenticati Dieci articoli che secondo me avrebbero meritato miglior fortuna, ma che per qualche motivo voi non avete notato. Potrei scamparmela dicendo che questi dieci articoli dicono molto dell’anno trascorso, di quello che è accaduto, di ciò che c’era sulle prime pagine dei giornali, di ciò che ho fatto ed amato (o odiato) in quest’anno… la verità è che mi facevano tristezza, così, senza manco un mi piace o un commentino ino ino. E poi vi ho regalato il meglio del meglio della vostra rubrica preferita, quindi ora beccatevi questo piccolo spazio pubblicitario!

  1. Scaramouche su Marte;
  2. Timesappopin’;
  3. Me l’ha detto il mio papà (credo, la cosa migliore che abbia scritto quest’anno);
  4. Condizioni;
  5. Finché è ancora tempo;
  6. Fatto? (Pochissimo Giovanni Mucciaccia) (l'”Annotato” che mi sono divertito di più a scrivere);
  7. I primi due Rat Man Gigante, la recensione? (per uno che di recensioni non ha bisogno);
  8. Ufficio Brevetti;
  9. A imperitura memoria del futuro, parte uno e due;
  10. La vita è sogno.

2. Menzioni speciali Ossia articoli che ho scritto io, e che, nonostante ciò, non mi dispiacciono e per qualche motivo voglio citare:

  • Storia di una città, la recensione, che non è certamente un post indimenticabile (anzi), ma a cui sono legato perché ha inaugurato l’Emeroteca di Babele;
  • Uno studio genetico sugli italiani, che mi ha spinto ad aprire la sezione Cose che voglio vengano ricordate di questo sito;
  • Voi me la firmereste?, per motivi del tutto personali (grazie, A.);
  • Gli uomini di più ampio intelletto, perché non pensavo di essere capace di farlo;
  • Metterci le mani, perché sì;
  • Soggetto per una storia che ho atteso troppo tempo per narrare – 2 di 2 –, dove ho messo la giovinezza, dove ho messo la vecchiaia, dove ho staccato una mia costola ed esposto il mio cuore: dove sono stato più uomo (cit.);
  • Dissenso!, perché è stato il momento in cui ammenicolidipensiero ha iniziato a seguirmi. E siccome lui è stato il primo a prendersi lo sbattimento di leggermi, commentarmi e qualche volta addirittura mipiaciarmi (sì, lo so che non si dice. Sbattimento, intendo), e siccome è di poche ore fa il suo mi piace a 2014: A year in review (Dicembre), il centesimo di questo blog, ringrazio lui, di cuore, per ringraziare tutti voi, che magari siete più timidi, o che mi conoscete da più tempo, o che sentite di avere meno da dirmi, rispetto a lui. Forse perché vi rincresce confessarmi ciò che io, in cuor mio, so già: e cioè, che il mio blog fa schifo. Non fa nulla: avete ragione. E quindi, è anche per voi (ma soprattutto per tutti gli altri, mi spiace, ma un briciolo di vanità ce l’ho anch’io), questo grazie che leggete qui.

Il bene di un libro sta nell’essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto. (Umberto Eco) Chissà se vale anche per i blog (cit.) (Vai, amme, è questo il momento degli auguri!) P.S.: che dite, ho saldato il mio debito con A year in review?

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2 thoughts on “2014: A year in review – Anti Top Ten

  1. ecco, non avevo capito sul subito il “prematuro”… sì, auguri siano.
    però, permettimi una considerazione – già lo scrissi in temi non sospetti qualche giorno fa, in commento a iome: felice di leggerti, e di commentarti, anche se siamo in due gatti e mezzo a farlo. non c’è paragone di bellezza, c’è solo la considerazione che, ahimé, un blog che fa cultura e informazione, un blog scritto veramente bene (e sottolineo: bene), un blog che non si perda in captatio benevolentiae alla ricerca di follower, non ha il medesimo seguito di blog dal contenuto nemmeno lontanamente paragonabile che però affidano le loro fortune alla capacità di intrattenimento, alla discreta quantità di cazzi personali riportata, a un linguaggio gggiovane e discretamente colorito (ma nel modo giusto, quel tanto che basta per non dimenticare che sesso, soldi, sangue sono sempre lì, pilastri della comunicazione).
    e comunque: prima o poi le si fanno due chiacchiere di fronte a una birra, in questo duemilaquindici, che dici? 😉

    • Che poi: io tra l’altro vedo il mio blog come abbastanza “fracassone” e poco “serio”, quindi… boh:-).

      Non sarebbe male, resta solo da vedere come e dove incontrarsi :-).

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