Il metodo Weisz per la previsione del futuro (L’emeroteca di Babele)

(Le altre puntate de L’emeroteca di Babele).

(Nel mio ultimo post, avevo accennato all’intenzione di scrivere qualcosa su tutti quei curiosi individui che hanno dedicato gli ultimi giorni dell’anno testé trascorso, ed i primi del nuovo, alla ricerca spasmodica di qualche indizio che avrebbe svelato loro come sarebbe stato il loro futuro, per quanto riguardava la propria situazione lavorativa, economica, affettiva, e forse financo sessuale, rivolgendosi così a tutti quegli oroscopisti, astrologi, ornitomanti, chiromanti e test da svolgere in dieci minuti senza neppure fare logout da Facebook che potessero loro dire che sì, tutto sarebbe andato bene – che si sa che la maggioranza delle persone sono sorde ai vaticini negativi, vedi Giulio Cesare -. Avevo gettato giù varie bozze quando, capitato per caso sul sito Internet della rivista di “occultismo e scienze del mistero” Triscele, non ho trovato l’articolo che riporterò qui per intero, sperando che interessi voi quanto interessa me.

La sua autrice è una per me purtroppo sconosciuta Miriam Tanatoos, cui scriverei volentieri, non fosse che, mi informa uno stringato comunicato della stessa Triscele, la collaborazione tra lei e la rivista si è interrotta in modo piuttosto brusco proprio dopo la pubblicazione di questo articolo; e presumo che quello utilizzato dalla signora o signorina in questione fosse un nome d’arte, che temo non troverò sull’elenco telefonico – di quale città, poi? -. Spero, comunque, che l’opera del suo ingegno sia di vostro gusto; e, nel caso remoto la signorina Tanatoos si trovasse a passare per questi lidi, voglia avere la cortesia di avvisarmi: sarò ben lieto di dare il via ad una corrispondenza con lei.

Buona lettura).

weiszQuella che vedete è una delle poche foto esistenti di un signore di nome Ehrich Weisz, nato in Ungheria nel 1874, oggi quasi sconosciuto ai più ma notissimo, tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, per una sua curiosa capacità: quella di prevedere il futuro. E di prevederlo con eccezionale precisione, per di più.

Stando a quanto riportano i suoi biografi ed estimatori, infatti, Weisz fu in grado, durante la sua pluridecennale carriera, di prevedere un gran numero di eventi rimasti nella storia. Solo per fare qualche esempio: l’affondamento del Titanic, quello del Lusitania, la Grande Crisi del ’29, l’avvento del nazismo, e perfino la comparsa della Madonna a Fatima, nel 1917 (questa fu, in effetti, la predizione che lo portò all’attenzione del pubblico), sono stati “appuntati” in quelli che, con una buona dose di umorismo, Weisz usava chiamare i suoi “Annuari preventivi”, di cui tutt’oggi esistono un gran numero di foto e scansioni in Rete (non tutte del tutto degne di fede, comunque).

Ironicamente, una delle poche predizioni che Weisz sbagliò fu quella della data della sua morte: inizialmente prevista per il 1926, “in un giorno di luglio o agosto”, questa avvenne invece, per peritonite (altri vogliono per avvelenamento), la notte del 31 ottobre 1936. Con lui, quel giorno morirono anche i dettagli del metodo da lui utilizzato per redigere le sue cronache dal futuro.

Sull’argomento, infatti, il veggente ungherese era sempre stato piuttosto vago, ed in una delle rare interviste concesse, l’unica in cui non oppose un secco “no comment” alla domanda diretta dell’intervistatore, dichiarò, con disarmante semplicità: “Le mie straordinarie doti derivano da spiriti extraterrestri, oggi invisibili ai più, ma che nel corso dei millenni si sono fatti conoscere sotto diverse denominazioni: sono stati gli dei Toth, Anubi ed Osiride dell’antico Egitto, in onore dei quali si praticavano culti misteriosi; le divinità vendicative e spietate dei Maya; i protagonisti dei misteri orfici dei Greci e dei Romani”.

Oltre al favore di questi spiriti, per quel che ci è dato sapere, l’unico aiuto alle abilità veggenti di Weisz derivava dall’utilizzo di un mazzo di quaranta carte. Da una pubblicazione non autorizzata pubblicata durante la sua vita e ritirata molto presto (Weisz unveiled, del famoso Harry Houdini), sappiamo che da esso venivano estratte un numero variabile di carte, sulle quali si eseguiva poi una qualche forma di “conteggio” che portava a farne rimanere solo quattro: queste quattro venivano scoperte e, in base a quali erano le carte “scelte” dalle divinità cui faceva riferimento, Weisz traeva i suoi vaticini.

Buon conoscitore del folklore delle sue terre, e perfettamente conscio del fatto che il mistero chiama il mistero, Weisz utilizzava delle carte tradizionali della Transilvania, la terra di Dracula (che fino alla fine della Prima Guerra Mondiale fece parte dell’Ungheria), essenzialmente uguali alle nostre carte napoletane o piacentine: come queste, infatti, anche quelle transilvane erano divise in quattro semi (rose, fuoco, torri e cerchi), ciascuno con un valore da uno a dieci. Ad ogni seme, Weisz associava un “dominio”. Più precisamente: i cerchi indicavano il futuro dell’economia; le torri i rivolgimenti politici; il fuoco particolari eventi naturali; le rose eventi fortunati per il genere umano. Questo, tuttavia, non era che lo schema di base.

Ancor più importanti delle singole carte estratte erano, infatti, il modo in cui esse si associavano. Le combinazioni di quattro carte estraibili da un mazzo di quaranta sono circa novantunomila, ed a ciascuna di esse Weisz attribuiva un preciso significato per l’anno a venire: gran parte di questa casistica, purtroppo, è andata perduta col decesso del suo inventore (o, sarebbe meglio dire, scopritore). Di alcune combinazioni, tuttavia, conosciamo il significato: due numeri pari (ad esempio, un due ed un sei) di torri e due numeri dispari (un asso ed un nove) di fuoco indicavano un anno particolarmente infausto; quattro carte dello stesso valore, ciascuna di un seme diverso, un evento mai visto prima nella storia dell’uomo (pare che questa fu la combinazione estratta per il 1927, l’anno in cui Charles Lindbergh compì la prima traversata aere a in solitario dell’Oceano Atlantico); un 4 di torri, associato con numeri tutti dispari, che quell’anno sarebbero morte, nel mondo, numerose personalità importanti. In assoluto, la combinazione più fortunata (tenetelo bene a mente) era quella in cui quattro carte di rose “scrivevano” l’anno per cui si stava facendo la previsione. Ad esempio, estrarre un asso di rose, un nove di rose, un due di rose ed un cinque di rose nella predizione per il 1925, avrebbe significato che quell’anno sarebbe stato particolarmente fortunato. Può essere curioso notare che Weisz esclude che anni fortunati possano essere quelli che presentano due cifre uguali, come il 1988, ad esempio. Non sono invece esclusi gli anni con lo zero: le carte transilvane presentano valori che vanno dall’uno al nove rappresentati “analogicamente” (cioè: una rosa, due rose, tre rose… e così via fino al nove) più una figura che, di solito, si ritiene rappresenti il 10, ma che per Weisz rappresentava lo zero. Così, asso di rose, nove di rose, due di rose e dieci di rose avrebbe rappresentato un 1920 da ricordare.

Basandoci su queste poche informazioni, e sul “metodo Weisz” come descritto da Houdini, possiamo dedicarci a qualcosa che in questi giorni va molto di moda: prevedere cosa ci riserva l’anno nuovo. Per farlo, ci avvarremo dell’aiuto di un comune mazzo di carte napoletane, ed introdurremo la seguente “equivalenza” tra semi: rose sarà rappresentato dai denari; torri dalle spade; fuoco dai bastoni ed infine cerchi dalle coppe. Nell’immagine, potete vedere il mazzo da me utilizzato per la predizione:

Carte

Innanzitutto, per fugare i dubbi sulla nostra onestà, mischiamo energicamente il mazzo. Anche più di una volta: io consiglio di farlo dieci volte, essendo dieci un numero dalle riconosciute proprietà mistiche, ed essendo la sua “evocazione” capace di predisporre alla preveggenza.

A questo punto, prendete l’anno per cui volete fare la predizione (nel nostro caso, il 2015), eliminate tutti gli zeri che contiene (a noi rimarranno, dunque, 215), moltiplicate le cifre rimaste tra di loro (2 moltiplicato 1 moltiplicato 5 uguale 10), e disponete quel numero di carte sul tavolo. Nel caso il numero ottenuto sia superiore a dieci, sommate tra di loro le cifre, e ripetete questo processo fino ad ottenere un numero inferiore o uguale a dieci.

Disponete di fronte a voi un numero di carte pari al numero che avete ottenuto (quindi, per quanto riguarda il 2015, disponetene dieci). A questo punto, dividete l’anno per cui state interrogando le carte in cifre, sostituendo ad ogni zero un dieci (nel caso del 2015 otterrete quindi: 2, 10, 1 e 5). Iniziando dalla vostra sinistra, contate quel numero di carte e mettete da parte, senza girarla, la carta su cui vi fermate. Nei conteggi che seguiranno il primo, saltate senza considerarle le posizioni lasciate vuote dalle carte già estratte. L’immagine (che rappresenta i primi passaggi per il 2015) chiarisce il concetto meglio delle parole:

Primi passaggi

Clic per ingrandire (N.d.D.)

Compiuti questi passaggi per quattro volte, avrete quattro carte coperte. Prima di girarle, fermatevi a riflettere su quanto sarebbe bello se si rivelassero essere un due, un dieci, un asso ed un cinque di denari. Giratele e forse proverete la mia stessa sorpresa nel trovarvi di fronte proprio queste carte.

No, d’accordo: non c’è stata sorpresa. Quante probabilità c’erano che una simile combinazione si presentasse ai miei occhi, proprio la prima volta che applicavo questo metodo? Una su novantamila, dicevamo prima. Ma le probabilità avverse possono essere battute, se solo si fa ricorso ad un trucco, come ho fatto io.

Lo so che non avrei dovuto, e mi scuso, per aver abusato della vostra fiducia e del vostro tempo. Ma, in fin dei conti, in questo momento in cui tutti paiono volere rassicurazioni, mi sembrava utile ricordare che, qualche volta, il destino va anche aiutato, cambiato e, perché no, sconfitto. Il proprio oroscopo può (e deve, come ebbe a dire Umberto Eco) essere riscritto, giorno dopo giorno.

Il destino mischia le carte, ma sono gli uomini che giocano. (Victor Hugo)

Un felice, fortunatissimo anno.

 

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