Cauti nell’esprimere desideri

Bisogna essere cauti, nell’esprimere desideri, perché qualche volta si avverano

stava scritto, da qualche parte, dentro uno dei sette libri di Harry Potter. E chi ha pronunciato quella frase, come capita spesso ha chi ha la sfortuna di finire in exergo ai miei articoli, aveva ragione.

Stamattina avevo voglia di scrivere, ma mi mancava una cosa fondamentale: l’argomento. E continuavo a vagliarne alcuni veramente imbarazzanti, e questo no, e questo neanche, e “ma dai, posso davvero dire qualcosa su questo?”, e però volevo scrivere, e pregavo le Potenze Celesti (a cui non credo, perché non esistono), di offrirmi il destro, di darmi l’argomento, di permettermi di scrivere qualcosa. E le Potenze Celesti, a cui non credo, perché non esistono, mi hanno ascoltato.

Un commando di terroristi islamici, stamattina, ha fatto irruzione nella sede di Charlie Hebdo, settimanale satirico francese, uccidendo dodici persone, tra cui il direttore ed alcuni dei vignettisti più famosi (Cabu, Tignous e Georges Wolinski). E tu, che pure volevi a tutti i costi spargere per l’Internet una di quelle stronzate che scrivi spesso, e che su questo avresti tanto da dire, benché quel giornale non lo conoscessi, improvvisamente rimani senza parole.

Perché non si può scrivere di ciò di cui non capisci: e questo, come disse qualcuno, non “avrà mai un maledetto senso”. Come si può pensare di alzarsi una mattina e dire: “Sai che c’è? Stamattina ammazzo qualcuno!”, solo perché quel qualcuno ha pubblicato una cosa che a te non sta bene? Come si può pensare, più in particolare, pur ritenendo di avere Dio con sé, che uccidere dei comici sia una strategia vincente? Ma porca troia, come si può pensare che uccidere dei comici sia una strategia?

Non si può pensare: ed infatti è notorio che i terroristi non pensano. Perché, se pensassero, si renderebbero forse conto che questo stato (preteso) islamico, che li spedisce a spasso per il mondo (direttamente o indirettamente) a far fuori i (pretesi) nemici del (preteso) Islam, non è altro che l’ennesima potenza pensata, creata ed organizzata per sfruttarli, da qualcuno che come obiettivo in mente non ha l’instaurazione della Sharia, la conquista del mondo conosciuto o portare una bandiera con scritto Allah-u akhbar sulla Luna, ma semplicemente di mettere le mani sui pozzi di petrolio ed importare qualche altra Ferrari in Medio Oriente. Coi soldi ricavati dalla vendita, proprio ai perfidi ed infedeli occidentali, di quel petrolio lì.

Ed allora, come cazzo si può commentare una notizia così? Non si può. E quel poco che si poteva fare l’ha già ottimamente fatto Barney Panofsky: senza manifestare altro che rabbia ed attonito stupore, senza dar fiato a parole che, tanto, nei prossimi giorni scorreranno a fiumi.

Perché sarò facile profeta, ma è praticamente certo che nei prossimi giorni Matteo Salvini scriverà su Facebook che questo omicidio è colpa dell’Europa debole ed insicura nei confronti dell’Islam, un enorme covo di vipere che ci stiamo tenendo in casa, ed anzi mi stupirei, se non l’avesse già scritto; è certo che qualche altro politucolo in cerca di fama si accoderà a questa ondata necrofila ed andrà a spolpare quegli autori satirici che in vita avevano sbertucciato lui e quelli come lui; è certo che tanti incazzati da tastiera si lanceranno dietro all’esca gettata da questi geni della comunicazione, dimostrando una scarsità di vedute, un’ignoranza ed un’incapacità di cogliere le differenze, di esaminare i contesti, che non farebbero invidia a nessuno dei simpatizzanti dell’ISIS (sì, l’ho scritto e non me lo rimangio). Perché uno che crede, davvero, che tutti gli islamici imbraccerebbero un fucile ed andrebbero a fare una strage dentro la redazione di “Linus” per via di una vignetta, in altre situazioni sarebbero potuti senza difficoltà diventare terroristi o inquisitori, e, forse, con la loro ignoranza, gretta e grassa, contribuiscono a creare qualcuno di quelli che poi faranno altre stragi. Tanto a loro che gliene frega, questa gente è talmente ignorante che va a far saltare cervella nei giornali libertari, mica ai raduni del Ku Klux Klan.

Sì, lo so, ho parlato troppo. Ma dodici comici sono morti, stamattina a Parigi, e tu vorresti tanto dire qualcosa che li accompagni, qualcosa che dia alla frase “una risata li seppellirà” un senso diverso, positivo. Ma le battute stanno da qualche parte, in un angolo, a piangere senza sosta.

A mo’ di epitaffio:

I left in love, in laughter, and in truth and wherever truth, love and laughter abide, I am there in spirit.

                    (Bill Hicks)

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5 thoughts on “Cauti nell’esprimere desideri

  1. infatti il problema maggiore è che la reazione istantanea, di pancia, è la rabbia. e a me dura mezz’ora, ad altri no, e partono le salvinate. e come ho detto, peggio, da me, io odio pensarla come Salvini, anche solo mezz’ora, anche senza esternarlo.

  2. Già, ella fine le potenze celesti ti hanno fatto scrivere un posto così lungo senza neanche farti sforzare più di tanto. Io comunque penso che i terroristi di pensieri invece ne hanno troppi, è questo il guaio. I loro pensieri si focalizzano tutti su un’unica idea. Se invece spegnessero la mente almeno per qualche giorno o anno, forse potrebbero trovare il loro paradiso che tanto desiderano con le loro azioni.
    Tempo fa lessi un libro molto interessante, “L’attentatrice” di Yasmina khadra, in cui un uomo si chiede cosa abbia potuto portare la moglie a fare un atto del tutto inspiegabile. Cosa possiamo infatti capire noi di cosa ci possa essere dietro un atto violento di questo tipo? cosa possiamo capire noi che non viviamo in quelle zone? mi sembra una situazione come quando qualcuno mi chiede” tu che sei siciliana, spiegami cos’è la mafia”.

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