“Enigmi e giochi matematici”, la recensione senza spoiler (I venerdì del libro)

Martin GardnerLo vedete questo signore? (cit.) Lunedì scorso mi ha salvato da una frattura vertebrale. Cioè, più o meno.

Stavo girando intorno al Forte Spagnolo de L’Aquila, diretto verso la piazza della Fontana Luminosa e, be’, quella lastra di ghiaccio non l’ho proprio vista. Ci ho messo sopra il piede sicuro come Maradona in Argentina-Inghilterra dell’84 e, be’, il secondo dopo ero (e mi si scusi per il francesismo), col culo per terra. Colpa del proverbiale freddo aquilano, sicuro. Ma anche del mio entusiasmo.

Mi avevano detto, infatti, che da qualche parte, in mezzo a questa famosa “fiera della Befana” (che era la prima volta che vedevo e che, devo dire, mi ha molto deluso), c’era un signore (non quello della foto) che vendeva rompicapi in legno, ed io lo stavo cercando, perché speravo di trovare, frugando tra le cose esposte sul suo banco, un Cubo Soma.

Il cubo in questione l’ho trovato, e quindi: chissenefrega. Chissenefrega del fatto che nella caduta mi ero quasi sfasciato una vertebra lombare (appunto). Chissenefrega del terrore dei venti minuti successivi, in cui la vertebra ho pensato di essermela rotta per davvero (oh, ho studiato medicina e frequentato un reparto di neurochirurgia, abbiate pazienza). Chissenefrega delle risate di quelle sgallettate sedicenni che mi hanno visto andare gambe all’aria come neanche Mister Bean. Erano anni che cercavo quel cubo, ed ora ce l’ho: e questo basta a consolarmi di tutto. E pensate che non solo non ci ho ancora giocato, ma non l’ho neanche tirato fuori dalla scatola.

Soma-cube

Un Cubo Soma (non quello che ho comprato io)

Ma non importa: se quell’uomo coi capelli bianchi e gli occhiali a fondo di bottiglia che vedete lì sopra (che, giusto per la cronaca, si chiamava Martin Gardner) questo gioco me l’ha consigliato, io so già che esso è qualcosa su cui mi spaccherò la testa per ore ed ore; qualcosa che mi divertirà al punto da farmi dimenticare che ho acceso il computer con intenti, ehm, non esattamente accademici; qualcosa che troverò interessante tanto da spingermi a cercare libri che ne parlino, che ne spieghino i segreti senza togliermi il gusto di giocarci, che esplorino tutti gli usi che se ne possono fare e che, contemporaneamente, mi lascino quella sottile sensazione che molto è stato detto, ma non ancora tutto, e che quindi qualcosa così, per puro caso, si intende, potrei scoprirlo anche io.

Sforzo inutile: il miglior libro che esista in circolazione sul Cubo Soma (e sul tangram, e sui polimini, e sugli esaflexagoni, e sulla sezione aurea, e…), e che guarda caso ha tutte quelle caratteristiche, io ce l’ho già, ed è stato proprio Martin Gardner a scriverlo. Si intitola “Enigmi e giochi matematici”: in Italia lo ha portato prima Sansoni, poi la BUR, ed è il libro che consiglio questa settimana nel contesto dell’iniziativa I venerdì del libro.

E non è un caso che lo faccia proprio oggi, mentre notizie convulse giungono da Parigi (altri terroristi scesi in campo, mentre la polizia sta braccando i due che si sono resi responsabili della strage nella redazione di Charlie Hebdo), e le reazioni “di pancia” iniziano a superare pericolosamente il livello di guardia.

Sembrerà infatti eretico (parola pericolosa…) dirlo, ma ora più che mai abbiamo bisogno del gioco. Di un gioco che non ci stordisca ed estranei, ma che al contrario ci aiuti a sviluppare sinapsi, ad avere il pensiero pronto, ad analizzare, a contestualizzare, a riflettere. Ed a fare quel che più importante, quando si gioca: non vincere, ma divertirci. Che il divertimento è una bella risposta da dare, a chi va in giro a sparare ai comici (ed anche a chi non sa fare di meglio che riempire d’odio una pagina Facebook)

Give math a chance, in questo momento in cui pare che venga usata solo per provocare il terrore. Mal che vada, scoprirete come si gioca col Cubo Soma (che io non ve lo dico: ho promesso niente spoiler). E che è divertentissimo.

8 thoughts on ““Enigmi e giochi matematici”, la recensione senza spoiler (I venerdì del libro)

  1. Non di legno… ma ce l’ho anche io da qualche parte… Quanto tempo passato a giocarci (tempo fa, però!)… Il libro che citi non lo conosco e…condivido in toto le tue considerazioni… Spero che con la vertebra sia tutto ok…. 😉

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