Problemi di lieve entità

Jaabir (nome di fantasia) è poco più che maggiorenne ed il suo, in realtà, sarebbe un problema di lieve entità. Però, vallo a raccontare ad un ragazzino di quell’età, che quello che lo rende diverso da tutti gli altri è qualcosa di lieve entità.

È un po’ preoccupato e si vede, anche se fa finta di essere tranquillo e rilassato; l’italiano sembra capirlo benissimo (anche se, ammette, è in Italia da poco), ma non lo parla fluentemente: più che altro, perché sembra uno che di suo parla poco (o forse sono le domande del medico che lo incalza, a farlo sentire in imbarazzo).

Lo rassicuriamo: non è nulla, deve solo lasciare tempo al tempo. Tuttavia, se proprio ci tiene ad escludere che sia qualcosa di più serio, ci sono delle analisi da fare. Gliele prescriviamo (dopo aver verificato che non ha nessuna esenzione dal ticket).

Jaabir mi osserva, mentre il medico scrive; allunga la mano, prende la ricetta, la guarda e poi, con una sola domanda, spazza via pagine e pagine web di rigurgiti razzisti, mascherati (neanche sempre) da distinguo ben motivati; di retorica tossica sull’Italia stanca dei due pesi e delle due misure; di discorsi che iniziano con “io non sono razzista, ma”, e dopo il ma piazzano una serie di “idee” (si scusi la parola) da far impallidire anche il più smaliziato degli eugenetisti novecenteschi; di proposte demenziali di “cittadinanza a punti” ed altre stronzate della stessa fatta.

“Dottore, mi scusi, ma quanto costa fare queste analisi?”. Ecco cosa chiede Jaabir. Ci guarda, noi lo guardiamo. Strappiamo una ricetta e gliene facciamo una con solo due determinazioni.

E poi dicono pure che fare tirocinio in ospedale non serve a nulla. Fa male, ma serve.

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6 thoughts on “Problemi di lieve entità

  1. L’Italia è un simpatico paese del cazzo in cui stuoli di pendionati hanno intestato terze quarte quinte case a figli, nipoti, teste di legno e fruiscono di esenzioni per le quali non avrebbero ALCUN diritto. Poi rompiamo i coglioni a Jaabir. O a Svetlana. O a millemila poveri cristi.

  2. gaber, tra un po’ in italia non si dirà “sei di destra o di sinistra”. si dirà: “stai coi #marò o stai con #gretaevanessa”?
    e bravo per la pacatezza con cui hai risposto considerando che, a monte di qualunque considerazione in merito alla vicenda, la scelta è quella di stare o non stare dalla parte di chi tiene in mano un’arma perché gliel’ha dato in mano lo stato.

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