Una mia considerazione a margine sulla Cookie Law

Devo ringraziare un po’ di mondo, perché altrimenti di questa legge europea che entrerà in vigore dal prossimo 2 giugno e che ci riguarda tutti da vicino non sarei mai venuto a conoscenza, se non quando mi fossi trovato nella cassetta delle lettere una simpatica sanzione amministrativa da decine (o centinaia) di migliaia di euro.

Che cosa è accaduto. La Commissione Europea, i cui Stati membri, com’è noto, tengono alla privacy dei loro cittadini come a poche altre cose al mondo, ha deciso di regolamentare la questione dei cookies, le stringhe di codice che i server Web che visitiamo possono “installarci” nel browser per tenere traccia di ciò che facciamo, cerchiamo, compriamo su Internet, e, quindi, per offrirci “servizi migliori” (o per offrirli a quelli che comprano la pubblicità sui loro siti).

Come sempre, le decisioni dell’Europarlamento spiccano per coraggio ed efficacia: l’UE, infatti, ha deciso di obbligare tutti i siti Web che ospitano dei cookies (=tutti i siti Web) ad avvertire con apposito banner all’ingresso l’innocente navigatore che giungesse ai loro lidi, affinché questo possa cliccare su “Ignora” senza neppure aver letto da cosa stanno cercando di metterlo in guardia, gli onesti gestori di Pornoperte, e proseguire felice nella sua opera di conoscenza della filosofia teoretica tedesca del tardo Ottocento. A chi non si adegua a questa nuova direttiva, vengono promesse pene draconiane (si parla, come dicevo di cifre nell’ordine delle migliaia di euro).

Nulla di male, direte voi: certo, un po’ poco, ma almeno è già qualcosa. E potreste avere ragione: non fosse che, come pare di capire, la legge è stata fatta tanto male, che potrebbe accadere che colpisca degli “innocenti” (cioè noi blogger) senza lambire neppure di striscio i veri “colpevoli” (i quali, per altro, essendo colossi del Web, potrebbero tranquillamente ridere di multe da due o trecentomila euro).

Perché, vi parrà incredibile, ma questo sito che state leggendo “installa” dei cookies nel vostro computer; lo stesso fa il blog di ammenicolidipensiero, quello di iome, quello dei discutibili ed anche quello di Leo Ortolani: eppure, nessuno di noi (sopetto solo di Leo) desidera ricevere informazioni su quello che i nostri lettori facciano prima o dopo essere giunti a leggere quanto scriviamo; in tutta onestà, credo ci interessi poco anche quello che facciano mentre leggono, purché, insomma, ci leggano e magari ci commentino (in modo sensato, sarebbe il meglio). Il problema che, invece, questo a WordPress interessa molto: ed è per questo che, a nostra insaputa (cit.) e senza che noi possiamo far nulla per cambiare questa situazione, inserisce in tutti i blog ospitati sulla sua piattaforma righe e righe di cookies. Che ora, potenzialmente, possono far passare dei guai a noi, e non a lei.

WordPress, infatti, ha sede legale fuori dall’Europa, e non è affatto obbligata a rispettare le leggi dell’UE come, invece, lo siamo noi. Il problema è che aggiungere un banner, in questa piattaforma, è cosa difficile e probabilmente fuori dalla portata di molti (presente!): per cui, rischiamo di trovarci nella sgradevole situazione di dover fare una scelta tra, appunto, pagare, o abbandonare questa piattaforma (nell’articolo linkato, sono proposte alcune soluzioni “artigianali” – sia detto col massimo del rispetto- per ovviare a questo stato di cose). Non gradisco nessuna delle due ipotesi, a dirla tutta: anche se WordPress, per il modo in cui sta gestendo la questione, meriterebbe di veder sparire i post dai suoi blog ed i commenti dalle sue bacheche. Non lo stesso, però, si può dire dei molti amici che, grazie a lei, ho conosciuto (e che sono tutti quelli che ho chiamato per nome, ed anche altri. Insomma, tranne Leo Ortolani).

Se posso dire la mia, questa mi sembra l’ennesima legge europea fatta apposta per colpire i “deboli”, e lasciare del tutto impuniti i “forti”, facendo fintanto credere di star facendo “qualcosa” per il bene dei cittadini (i quali, probabilmente, hanno un’idea molto vaga di cosa significhi “cookies”): perché, come sempre, il sacro diritto al guadagno dell’azienda dev’essere preservato (perché, se così non fosse stato, sarebbe stato coerente, dopo aver riconosciuto che sono brutti e cattivi, vietare ai server di “installare” cookies), qualunque cosa accada. Ed infatti, ancora non si muove foglia, rispetto a quella brutta, brutta questione dei servizi a pagamento attivabili sugli smartphone semplicemente cliccando su un banner, senza che qualcuno mi chieda neppure di cliccare su “Sì” in una finestra di dialogo.

Ed è appunto su questo punto, che voglio porre la mia questione a margine: Facebook utilizza i cookies? Suppongo proprio di sì. I dubbi amletici che in queste ore ci stiamo facendo noi, mi domando, dovranno farseli anche gli utenti del social network blu? In fin dei conti, se si ammette che un blogger è responsabile dei cookies che installa sul suo blog contro il suo volere, perché non si dovrebbe anche ammettere lo stesso di un utente del social network, e dei cookies che sono presenti nel suo profilo? Anche loro dovrebbero essere quindi posti di fronte alla scelta dolorosa: o rinunciate alla possibilità di condividere foto di gattini coi vostri amici (avendo a disposizione ben poche alternative, al contrario di noi), o, improvvisamente, per voi l’utilizzo di Facebook diventerà a pagamento?

Credo che non sia affatto così. E non mi sorprende il perché.

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18 thoughts on “Una mia considerazione a margine sulla Cookie Law

  1. non credo che molti siti si siano già adeguati. ne ho scoperto l’esistenza grazie alla patacca gialla di http://www.globalist.it
    la domanda successiva potrebbe essere: come evitarlo, lato utilizzatore? non si può, a meno di suggerire di installare dei cookie-blocker o simili. come ti regoli, a questo punto? inserisci la nota?

    p.s. per me anche questo è un post che merita visibilità sui discutibili. ci pensi tu a ribloggarti?

  2. https://angelocerrone.wordpress.com/2015/05/29/aggiornamento-4-0-sulla-cookie-law-il-garante-e-le-sue-ultime-specifiche/comment-page-1/#comment-469

    Io seguo da qualche settimana questo blogger che mi ha tranquillizzato abbastanza sulla questione.

    Devo dire come opinione personale che oltre a colpire i più deboli io vedo questo modo di legiferare come un qualcosa per controllarci ancora di più, un pò come intimorirci.
    Un attenzione maggiore verso quei siti o blog che parlano con voce chiara alla gente delle storture del sistema mondo globalizzato.

    mah…speriamo bene

    un saluto a voi
    .marta

  3. Much ado about nothing, direbbe Willie. Una gran bella bolla di sapone. È sufficiente un piccolo inserto testuale, et voila. Questo per wordpress.com. Se invece hai un sito tuo è necessario un banner con eventuale rinvio alla Privacy Policy.
    Insomma il solito giochino che non serve a nulla e rompe solo gli zebedei ai poveri navigatori…

  4. Io non ho proprio capito a che serva sta legge. Insomma, ad informare che su di un blog rimane la traccia di chi viene a visitarlo? E che so sti cookie??? Ma una legge per distruggere la disoccupazione giovanile non era meglio?

  5. Questa è la mia occasione per dimostrare di essere davvero un cretino: me ne fregherò di ‘sti benedetti cookies, sul mio sito non ci saranno banners o inserti testuali, ai cookies ci deve pensare il signor WordPress, o almeno deve essere lui ad avvertirmi ufficialmente; mi rifiuterò anche di pagare qualsivoglia multa per responsabilità che non mi riguardano. (L’UE non ha senso, ma questo lo sapevo già)
    Saluti e ogni bene

    • Sto pensando di adottare la stessa strategia (quindi sono cretino anch’io). Se domani mi fermasse la polizia e mi multasse perché la fabbrica produttrice della mia auto ci ha montato sopra, senza che io lo sapessi, un dispositivo che mi consente di fare i duecentottanta in autostrada, penso che sarebbe mio diritto dire che nel mondo c’è qualcosa che non va.

      Altrettanto anche a te, sempre piacere di sentirti:-).

  6. Ringrazio Gaberricci per la sua citazione… Io come avevo già annunciato sono passato su blogspot (http://unpodimondo.blogspot.com) anche se non ho ancora cancellato il blog su WordPress… perchè la situazione è ancora in evoluzione…
    Come ho scritto anche da altre parti la cosa che ha fatto più arrabbiare la gente è stata la ritrosia di WP.com a concedere il banner a tutti… Da quello che mi ha raccontato una blogger sembra che WP.com abbia già funzionante il banner, ma che lo metta a disposizione solo di chi compra il dominio commerciale a 299$ annui.
    D’altra parte queste piattaforme (tipo WP e Google) il banner lo devono comunque implementare per i siti commerciali. Allora perchè non regalarlo ai blogger amatoriali? Fai bella figura con poco, alla gente passa l’ansia ed eviti che i blog passino alla concorrenza. Secondo me su questa vicenda WP.com ha sbagliato: magari non tanto tecnicamente o legalmente ma totalmente dal punto di vista del marketing

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