Sempre meridionali di qualcuno

Che poi, io veramente glieli vorrei dare, quei trenta euro al giorno, a tutte quelle persone che trovano scandaloso che un paese destini una parte del suo bilancio ad accogliere in modo decoroso (che poi decoroso non è, come dimostrano gli eventi di questi giorni e gli scandali di Roma Capitale) quelli che arrivano sulle sue coste per fuggire dalla guerra, o da uno Stato che li perseguita (ma che li perseguita per davvero), o semplicemente dalla fame e dalla miseria.

Vorrei che domani mattina Renzi a reti unificate dichiarasse: “Cari italiani, ho deciso che avete ragione voi: basta soldi a questi negri! Anzi, basta proprio coi negri: domani mattina, i comandi di polizia e carabinieri di tutt’Italia provvederanno a far sloggiare dal territorio nazionale tutti i profughi che abusivamente li occupano, e se non se ne vogliono andare cazzi loro! Contemporaneamente, le nuove disposizioni date alla Marina Militare impediranno l’arrivo di altri irregolari che ci impediscono di vivere nel paradiso che questo paese sarebbe, senza di loro! Da domani, tutti voi, eroi della nazione che avete guidato la guerriglia su Facebook, scrivendo almeno una volta Che scandalo! Che schifo! Ci portano le malattie e li sfamiamo! Prima gli italiani!, potrete trasferirvi (dividerete ogni stanza con altre venticinque persone, d’accordo, ma tutti vostri connazionali, e per di più pulitissimi!) nei lussuosissimi centri residenziali messi a disposizione dal nostro collaboratore Salvatore Buzzi*, ma quale criminale!, un benemerito che cercava di risolvere questo annoso problema alla radice! Da domani, potrete godervi la vita da pascià che i trenta euro al giorno che vi sto regalando vi permetteranno di iniziare! Oh, mi raccomando, ricordatevene, alle prossime elezioni!”.

Vorrei vedere che vita riuscirebbero a fare, queste persone, con quei novecento euro al mese. Vorrei vedere dove andrebbe a finire, tutta insieme, la convinzione che vivere d’elemosina sia la cosa più vergognosa sulla faccia della Terra. Vorrei vedere quanti improvvisamente cambierebbero idea a proposito del fatto che l’attuale governo debba andare a casa. Vorrei vedere quanti verrebbero rosi dai rimorsi di coscienza, riflettendo su quei “se non se ne vogliono andare cazzi loro!” e “impediranno l’arrivo di altri irregolari”. Soprattutto, vorrei vedere le bacheche Facebook morire lentamente: niente più fotomontaggi, niente più bufale, niente più lamentazioni (che al confronto Geremia era uno degli autori di Gioia e rivoluzione) perché in piena alta stagione gli alberghi sono pieni di morti di fame invece che di ricchi turisti paganti, niente più video farlocchi di stranieri che sfasciano un hotel perché non c’è il WiFi.

Gli “eroi della guerriglia” invecchierebbero lentamente. Privati della loro ragione di vita, passerebbero il loro tempo come fanno i reduci, rimpiangendo i giorni gloriosi in cui con aggiornamenti quotidiani del loro profilo hanno messo in fuga gli invasori del suolo patrio. I loro aggiornamenti di stato, sempre più rari, non conterrebbero più la parola “VERGOGNA!”, e rifletterebbero piuttosto il languore di cui ormai sono vittime senza possibilità di guarigione. Quello stesso languore che, un giorno, li porterebbe forse ad andare a cercare consolazione tra le braccia di un’amante mercenaria, o in un cinema pornografico, o in una bisca clandestina.

Qualcuno, a quel punto, riconoscendoli, li fotograferebbe. La foto finirebbe sui social network (non Facebook, ovviamente, roba da vecchi ideologici). Persone che stentano ad arrivare alla fine del mese, che il mondo di oggi è così caro, e poi tuo figlio ti chiede quella cosa che c’hanno tutti i compagnucci, e tu che fai, non gliela compri? Sì, è un po’ cara, ma per lui… la vedrebbero, e ne sarebbero giustamente turbati. Ma che dico ne sarebbero turbati: si incazzerebbero. Come bisce.

Qualcuno si chiederebbe se è giusto che i soldi dello Stato vengano spesi a puttane. Si cercherebbe di giustificare, dicendo che in fin dei conti quelli che prendono quei soldi sono anziani, possono fare degli errori, si sentono soli ed abbandonati, e comunque si parla di eroi di guerra!, ed alcuni, dotati di più acume degli altri, risponderebbero che tutti hanno problemi, e che comunque pure le persone normali sono eroi di guerra, della guerra contro la vita di tutti i giorni. O qualcosa del genere (in fin dei conti, sui social network si è scritto di peggio).

Quegli eroi sarebbero, infine, ricoperti di merda. Calda e fumante merda. Esposti al pubblico ludibrio per un peccato tutto sommato veniale, non potrebbero più nemmeno uscire di casa, per la vergogna o, addirittura, temendo per la propria incolumità fisica.

Sarebbe a quel punto che Dante uscirebbe dalla tomba e direbbe: “Si chiama contrappasso, baby“.

Si è sempre meridionali di qualcuno.

Luciano De Crescenzo, “Così parlò Bellavista” (il film)

*sì, né Renzi né nessuno del suo governo sono coinvolti in Roma Capitale. Nessuno di loro ha avuto rapporti con Salvatore Buzzi. Quella frase si riferisce ad un desiderio perverso dell’autore, non ad una realtà fattuale.

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