Cronaca di un evento annunciato

Lo ammetto: fino a stamattina, quando il mio amico T. (che era uno di quelli a cui avrei voluto dedicare “C’è un medico in sala?“) non mi ha messo a parte di questa notizia, benché sia laureato in medicina, penso che le cose che avrei potuto dire del virus Dengue sarebbero state quantificabili in questa frase: “il virus Dengue è un virus”. Al più, avrei potuto aggiungere: “aspè, ma esiste veramente o mi state prendendo in giro?”.

Penso che nessuno potrà crocifiggermi in sala mensa, per questo: di fatti, le malattie che possono colpire l’uomo sono più delle cose che abbiamo in comune con Daniele Silvestri, e quindi può capitare che qualcuna sfugga. Soprattutto se è una di quelle che, finché si limitano a starsene buone a fare strage di potenziali futuri richiedenti asilo (vi ricordate ancora dell’ebola? No? Che strano!), non interessano a nessuno, e men che mai ai professori universitari di microbiologia e malattie infettive.

Per sanare questa mia non così vergognosa ignoranza, ho fatto quello che chiunque nella mia condizione avrebbe fatto: ho preso l’Harrison e dato una letta al capitolo su questa patologia ho aperto la pagina di Wikipedia e mi sono letto i sintomi.

Nel leggere di questa tremenda malattia simile all’influenza (ma che, non dimentichiamolo mai, in una minoranza dei casi potrebbe essere fatale), non ho potuto fare a meno di chiedermi se i medici indiani, che di questa patologia affronteranno appena quelle decine di migliaia di casi l’anno, saranno capaci di curare il nostro eroico leone, Salvatore Girone. Che si sa, appena ti giri un attimo st’indiani ti ficcano un pugnale con la lama a serpentina su per la schiena, come i Sikh dei cartoni di Sandokan che vedevo da bambino.

La stessa domanda, evidentemente, deve essersela fatta l’anonimo autore di questo articolo del Messagero. E deve aver pensato che se la sarebbero fatta pure, terrorizzati, i suoi lettori, se ha ritenuto di doverli rassicurare con la seguente frase (il grassetto è nell’originale):

La situazione del marò italiano non è grave, il fuciliere di marina è assistito anche da medici italiani.

Mentre tiravo un sospiro di sollievo, non ho potuto fare a meno di notare una sgradevole sensazione di dejà-vu. In quell’articolo, da qualche parte, mi sembrava di aver scorto qualcosa di familiare. L’ho letto, l’ho riletto, l’ho letto di nuovo.

No, non erano le sibilline parole del padre di Girone, che sembrano accennare alla possibilità che suo figlio, come già il povero Latorre prima di lui, possa essere costretto a tornare sul suolo patrio per curarsi, perché del sondaggio di Libero che domandava “Secondo voi gli indiani faranno tornare in Italia Girone, ora che è malato?“, sarei venuto a sapere solo in seguito.

Solo alla quinta o sesta rilettura, ho riconosciuto nelle parole che chiudevano l’articolo, queste parole:

La Dengue è una malattia che viene trasmessa da un particolare tipo di zanzare. Si presenta con febbre, cefalea, dolore muscolare e articolare, oltre al caratteristico esantema simile a quello del morbillo. In una piccola percentuale dei casi si sviluppa una febbre emorragica pericolosa per la vita che può evolvere in shock circolatorio e morte.

le stesse parole che avevo letto nella pagina Wikipedia relativa a tale potenzialmente mortale patologia. E c’è chi dice che il giornalismo italiano non abbia più né un’etica né un briciolo di competenza (per non parlare dello stipendio per chi scrive tra i centocinquanta ai duecento articoli al giorno per le edizioni on line, spesso su argomenti che vanno dal nuovo piercing di Miley Cyrus all’ultimo buffetto ai cardinali di papa Francesco)! Guardate, pur nella situazione attuale, con un eroe nazionale trattenuto con la forza in uno stato straniero che probabilmente lo vessa e lo umilia, questi giornalisti hanno la forza di andare ad attingere informazioni sul terribile morbo da cui questo fulgido esempio è affetto da una fonte che più imparziale non si potrebbe! (che si sa che tra i ranghi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci sono anche un sacco di indiani)

Bravi, davvero bravi ai curatori del Messagero (ed anche a tutti gli altri che hanno seguito il loro esempio).

Ora, attendiamo soltanto che qualcuno chieda di bloccare il rientro di Girone in Italia, che se i migranti potrebbero portare l’ebola, il Marò è sicuro che porterà la dengue. Che non si trasmette da persona a persona, d’accordo, ma hai visto mai.

Advertisements

17 thoughts on “Cronaca di un evento annunciato

  1. la dengue va a regioni, in alcune rompe le palle più di altre, tipo nell’africa subsahariana, dove i tassi di mortalità credo possano arrivare intorno all’1-2%, ma dovrei andare a ricontrollare.
    sul resto, non ho parole (ma in un senso diverso da quello del mio post…)

    • Mentre scrivevo l’articolo, sono andato a controllare un po’ in giro: in realtà non ci sono dati certi, sull’incidenza e sulla mortalità. Chissà perché, la cosa non mi stupisce neppure un po’.

    • No, ma la colpa non è di chi scrive gli articoli: la colpa è della direzione del giornale. Perché se, come accenno nell’articolo, TU direzione “assumi” (perché il lavoro si paga il giusto) qualcuno per fargli scrivere anche duecento pezzi al giorno, è TUA responsabilità se quelli vanno a copiare da Wikipedia, perché non sono nelle condizioni di lavorare bene. Per fare quelle quattro ricerche che sono state necessarie per scrivere questa stupidaggine è stata necessaria più di un’ora, fate una tara e giudicate da voi.

  2. Ma non ce l’hanno il senso del ridicolo? Prima l’Italia accusa l’India di metterci troppo tempo a fare i processi (?) e poi manda due medici per una puntura di zanzara…
    Quando sento parlare di marò mi viene l’orticaria, a questo punto penso di avere diritto alla 104 al lavoro 😀

    Per quanto riguarda i giornalisti e la loro professionalità mi sembra siano in linea col resto del nostro povero paese…

    • Tra l’altro, il processo è stato rimandato anche per il continuo tentativo dell’Italia di “mettersi di traverso”.

      Sui giornalisti, leggi il commento di risposta a Giovol, un poco più su.

      P.S.: grazie per essere tornata a trovarmi :-).

  3. Poverello il giornalista… è dalle medie che per i compiti in classe faceva il copia-incolla da Wikipedia e nessuno se n’era accorto! E secondo me, forse si era pure fatto l’idea che quello che gli riguarda gli articoli non fosse molto più sveglio del vecchio professore d’italiano…
    Ci mancava proprio uno stramaledetto lettore per smascherarlo….

  4. Veramente io l’ebola me la ricordo benissimo e probabilmente la ricorderò finché campo, dopo sei mesi passati invano a cercare di impedire a un alunna di chiamare “ebolino” un compagno di classe – ma mi auguro di essere in questo un caso del tutto isolato.
    Su tutto il resto, compresa la micidiale rassicurazione che l’ammalato è assistito ANCHE da medici italiani, di parole ne avrei tante ma sarebbero tutte piuttosto sconvenienti per una signora, per cui lascio perdere.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s