Del peggio del nostro peggio – Novembre

(Ed infine, eccola qui: dopo essere stata vigliaccamente, biecamente, subdolamente e – ora basta con gli autocomplimenti – annunciata, la puntata mensile della rubrica più amata dagli addetti alla tortura dei regimi più sanguinari del mondo è finalmente qui! E, datosi che siamo a Natale – in realtà, ci siamo dal quindici agosto, ma non stiamo qui a cavillare – e siamo tutti più buoni, tranne me che sono ancora più infido, ecco che questo mese, solo per voi, oscuri ed anonimi impiegati che rendete il mondo un posto migliore attaccando elettrodi ai genitali di quelli che vogliono un aumento salariale, la sinfonia di violini infernali che è la mia voce non sarà composta da un solo movimento, no!, ma da ben due: perché, ricordate, la mia memoria vacilla spesso, ma mai quando si tratta di infliggervi degli immani dolori. Quindi, che lo scorso mese  l’audio di questa rubrica vi era stato risparmiato, me lo ricordo benissimo.

Dunque trovate qui l’audio del mese di ottobre, e qui quello del mese di novembre. Qui sotto, invece, il cartaceo, per chi volesse ripetere l’orrido esperimento di leggerlo in pubblico. Cercate di non soffrire troppo, o il prossimo mese non mi divertirò).

Per tutto il mese, è infuriata la campagna elettorale sul referendum; Renzi ha addirittura orientato in tal senso la settima edizione del raduno dei suoi sostenitori, la Leopolda. Che è capitata in un momento propizio: si sa che, tradizionalmente, novembre è il mese dei morti.

E mentre, dentro la vecchia stazione di Firenze, i renziani confrontavano le loro misure, in strada andava in scena la guerriglia. Così la descrive il Corriere: “Lancio di bottiglie e pietre, cariche, transenne che volano, fumogeni e petardi, tentativi di fare barricate con i cassonetti della nettezza urbana”. E senza contare quello che hanno fatto i manifestanti!

Lancio di bottiglie e pietre, cariche, transenne che volano, fumogeni e petardi, tentativi di fare barricate… Quando Renzi ha letto quella pagina del Corriere, ha subito commentato: “Ehi, ma è ancora presto per il congresso del PD!”.

Perché, durante il discorso che ha chiuso l’evento, Renzi se l’è presa soprattutto con la minoranza del suo partito, e in particolare con Bersani. D’altronde, bisogna capirlo: come fa uno che è segretario del PD a stimare una persona talmente spregevole da essere stato segretario del PD?

Così Renzi ha rimproverato chi nel suo partito gli rema contro: “A loro, ai teorici della ditta quando ci sono loro e dell’anarchia quando ci sono gli altri, dico che negli Usa Bernie Sanders lavora e fa campagna per Hillary Clinton”. Quando si dice prendere esempio dai migliori.

Perché in America ci sono state le elezioni, ed una cosa è certa: la prossima volta, per essere sicuri che Hillary Clinton vinca, i democratici cercheranno di farla correre contro Hillary Clinton.

Trump infatti ha avuto talmente tanto successo che addirittura suo figlio, che pure lo conosce bene, l’ha votato!

Appena eletto, Trump ha nominato suo primo consigliere Stephen Bannon, sospettato di essere un suprematista bianco. Poteva andarci peggio. Poteva nominare suo primo consigliere Hillary Clinton.

Però, insomma, nel Ventunesimo secolo c’è il presidente del paese più potente del mondo che ha intenzione di ascoltare i consigli di uno che pensa che i bianchi siano il popolo migliore del mondo perché… be’, perché sono bianchi. Cioè, se solo lo avessimo saputo prima… avremmo evitato di farci illusioni.

Comunque, le elezioni americane sono state caratterizzate da un clima piuttosto pesante. Durante uno degli ultimi dibattiti, Trump è stato scortato giù dal palco per un allarme arma. Inutile il tentativo del candidato di metterla sullo scherzo: “Ehi, grazie, nessuna donna mi aveva mai detto che era un’arma!” (è succeso durante un comizio e non durante un dibattito, NdA).

Anche se pare che la battuta gli abbia fatto guadagnare qualche milione di voti in Texas.

Ma torniamo al referendum. Renzi, per l’occasione, ha anche inviato una lettera agli italiani residenti all’estero, invitandoli a votare Sì e condendo il tutto con le foto dei suoi incontri con capi di stato e di governo di tutto il mondo. La scelta delle foto secondo me avrà un potere propagandistico piuttosto scarso: non ce n’è neanche una con Putin.

Dai, su, almeno una con Topolanek nudo. E invece nemmeno questo!

Ehi, forse è per questo che la Lega ha deciso di denunciarlo!

La propaganda martellante di Renzi, però, qualche effetto l’ha avuto: Cuperlo, infatti, che inizialmente si era schierato per il No, ha deciso di cambiare idea. Comprensibile la gioia di Renzi: “Ehi, ora siamo in due!”.

O, come ha scritto Repubblica: “Raddoppiano i consensi per il Sì”.

La Boschi ha dichiarato: “Se vince il Sì, le donne saranno maggiormente apprezzate”. Ma secondo te, Maria Elena, con tutte le segretarie che ci sono in giro, non sapevamo che le donne sanno scrivere sotto dettatura?

La leadership del PD, comunque, si è mostrata molto preoccupata dell’esito del referendum, tanto che ad un certo punto pare che abbia proposto ai principali oppositori di spostarne la data. Ci sarebbero anche riusciti, forse, se quei due elettori dei Cinque Stelle non si fossero ricordati che il 31 febbraio non esiste.

La Lega, invece, si è subito detta contraria. “Renzi non ci frega. Lo sappiamo che il 2017 non è bisestile!”.

Le opposizioni, comunque, non sono state a guardare ed hanno attaccato la riforma costituzionale ed i suoi autori ad ogni occasione utile. Il colpo più pericoloso all’immagine di Renzi l’ha dato Berlusconi quando ha dichiarato: “Renzi è l’unico vero leader in Italia”.

Ed anche se soffocati dalla propaganda governativa, i sostenitori del No sono riusciti a far sentire la propria voce. Sul perché votare No sono stati scritti talmente tanti libri che ad un certo punto la Feltrinelli vicino casa mia ci ha fatto una sezione apposta (questa non è del tutto una battuta: la Feltrinelli in questione, infatti, non è affatto vicina a casa mia).

Paola Taverna, del Movimento Cinque Stelle, ha anche parlato del rischio brogli: “Qua va a finire che qualcuno va a votare e firma col suo vero nome! Uno scandalo!”.

Perché sì, intanto, è scoppiato lo scandalo firme false nel Movimento Cinque Stelle. Grillo ha invitato i responsabili ad autosospendersi subito e quelli, ovviamente, hanno obbedito: a Grillo sono subito arrivate le lettere di dimissioni firmate dai signori Tiho Fregato, Miss Cappa Lorina e Gay Damare (cit.).

No, ma che poi indagarli mi sembra esagerato. Le cose sono andate così: quando i Cinque Stelle sono andati a ritirare i fogli per le firme, hanno ricevuto pure un facsimile che spiegava come compilarli. E loro hanno scritto Mario Rossi in tutti gli spazi.

Si sono pure impegnati a copiare la firma per bene!

Si annuncia una stagione di tagli per la RAI: l’anno prossimo la televisione di stato riceverà così pochi soldi, che nelle scatole di Affari Tuoi non ci sarà più nemmeno il cartocino con scritto 500000 euro.

Non ci sarà più neanche quello con scritto 10 euro, ma questo è un altro discorso.

L’olgettina Giovanna Rigato indagata per aver tentato di ricattare Berlusconi. Penso che per un po’ non accetterò inviti per cene eleganti.

Papa Francesco chiede un atto di clemenza per i carcerati. Sconcerto per la nuova politica del Vaticano sull’eutanasia.

Trovati un milione e settecentomila euro in banconote nel controsoffitto dell’appartamento di Fabrizio Corona. Lui si difende: “Be’, non posso tappezzare casa mia come voglio?” (la notizia pare riferita al mese scorso, e tra l’altro ne avevo già parlato. Mi scuso per l’errore).

L’Unione Europea blocca la condivisione dei dati Whatsapp con Facebook. Nessun problema, invece, per la condivisione dei dati Whatsapp con l’FBI.

Battute all’asta le mutande di Eva Braun. Eh, lo so, quella storia che gli piaceva vestirsi da donna apre tutta una serie di possibilità sulla clonazione di Adolf Hitler!

A Sanremo, si scopre che un radiologo ha utilizzato le apparecchiature dell’ospedale pubblico per fare una radiografia in tempi record al gatto di una sua amica; la cosa ha destato sconcerto e suscitato polemiche. Uff, quante storie! È un gatto, mica un immigrato clandestino!

A Napoli, pescato uno squalo lungo quattro metri. Sarei curioso di sapere che steroidi ha preso De Luca per diventare così grosso.

È morto Fidel Castro; i maggiori leader del centrosinistra italiano hanno commentato la notizia con un fragoroso silenzio. L’embargo continua.

Viene creato l’ordine dei pizzaioli. Sono fioccate le critiche, e forse a ragione: pare che sia l’ennesimo ente inutile. Ma d’altronde, bisognava pur trovare qualcosa da far fare a Matteo Renzi.

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