Del peggio del nostro peggio – Dicembre

Che oggi è venerdì 13, e non credevate mica che mi sarei lasciato scappare l’occasione di infliggervi per (forse… ta ta ta taaaaaa!) l’ultima volta questo immane dolore, vero?

Ehi ehi ehi, dove pensate di andare? L’audio di questo mese è qui. Correte ad ascoltarlo, sciocchi!

(Per alcune battute di questo mese, ho ritenuto non ci fosse bisogno di un link. Cioè, a meno che a dicembre non foste ricoverati in un reparto di terapia intensiva insonorizzato dove non prendeva il 3G ed in cui lavorava solo personale sanitario muto).

Benvenuti a Del peggio del nostro peggio, la rubrica di satira che questo mese non doveva essere qui, visto che al referendum del 4 dicembre ha vinto il No.

E, da come la raccontava Renzi, pareva che alla cosa dovesse conseguire la discesa nel mondo di Peste, Guerra, Carestia e Morte. Invece, per il momento, l’unica conseguenza tangibile è che non siamo riusciti a liberarci della Boschi.

Perché, dopo il referendum, si è dovuto formare un nuovo governo: Renzi infatti è stato di parola, ed ha dato le dimissioni. Molti si chiedono cosa farà adesso, ma non dovrebbe trovarsi male: basta solo che qualcuno gli offra un lavoro a voucher.

Comunque, nuovo governo è un parolone: molti dei ministri del precedente sono stati confermati. Poletti, Orlando, Pinotti, Padoan, Delrio, la stessa Boschi. Per essere più falso nueve di così, ci mancava solo che a guidarlo fosse chiamato Diego Pablo Simeone.

Che probabilmente ha declinato dopo che il posto gli era stato offerto.

Perché non dev’essere stato facile, per il presidente della Repubblica, decidere a chi affidare l’incarico. Vi siete accorti di qual era l’atmosfera? Non mancavano anche a voi i tempi in cui si stava decidendo chi doveva essere il nuovo sindaco di Roma?

Alla fine, l’incarico è stato affidato a Gentiloni. Una scelta talmente improbabile che ad un certo punto, per essere più credibile, Mattarella aveva pensato di dichiarare di aver affidato l’incarico ad Angelino Alfano.

Ok, ok, forse esagero. Ma pensate a questo: dopo che Gentiloni è stato nominato presidente del consiglio, Speranza si è candidato alla segreteria del PD. Al grido di “Ehi, posso farcela anche io!”.

Ironicamente, per i molti riconfermati, alcuni hanno rinominato il governo Gentiloni governo Renzi II. Oltre ai citati, poi, anche Anna Finocchiaro, che era la presidente della commissione in cui dell’Italicum si è discusso, ha ricevuto un ministero. Giovani, non riuscite a trovare un lavoro? Scrivete anche voi una legge elettorale fallimentare.

Diventare ministri non è difficile, non vi preoccupate per i requisiti. Basta far finta di aver preso una laurea.

È infatti scoppiata una polemica intorno a Valeria Fedeli, neo-ministro dell’istruzione, che sul proprio sito internet dichiarava di essere in possesso di una laurea che, invece, non avrebbe mai conseguito. Non è incredibile come i governi vadano incontro a scandali sempre più precocemente? Gentiloni aveva detto solo la a di accetto, e già c’erano i primi post di protesta su Facebook!

D’altronde, la notizia era veramente vergognosa. Talmente tanto che molti italiani si sono indignati prima ancora di accorgersi che Valeria Fedeli è favorevole alle politiche gender!

D’altronde, bisogna capirli, questi italiani: lo sanno tutti, che sono loro gli unici senza laurea che dovrebbero diventare ministri. O allenatori della nazionale.

Aveva invece ragione ad incazzarsi Mario Adinolfi, che è stato il primo ad accorgersi della “falsa laurea” ed a comunicare la notizia dalla sua pagina Facebook. La Fedeli è diventata famosa così, e invece lui, che una laurea ce l’ha, ha dovuto inventarsi talmente tante stronzate omofobe ed oscurantiste da riempirci un giornale campato solo cinque mesi.

Tra l’altro, c’è chi ha dato la colpa della caduta di Renzi alla legalizzazione delle unioni omosessuali. Qualcuno ha scritto infatti a Monica Cirinnà, relatrice della legge sull’argomento: “Osservi il suo presidente del consiglio, come è miseramente caduto! Con l’aggravante che lui è cresciuto scout, con gli insegnamenti della chiesa cristiana apostolica romana: una vergogna che grida vendetta agli occhi del Creatore!”. Parole pesanti, pur considerando che in effetti i pantaloncini degli scout sono davvero indecenti.

A Roma, ad una famiglia di marocchini è stato impedito di prendere possesso della casa popolare loro legittimamente assegnata. In certi posti d’Italia sono talmente razzisti che non accetterebbero di avere un vicino marocchino nemmeno se quello dicesse: “Di cognome faccio Mubarak”.

“Prima gli italiani!”, gridavano alcuni dei manifestanti. Quando è crollata la palazzina ad Acilia, quei marocchini devono aver pensato: “Cazzo, avete ragione!”.

Virginia Raggi comunque ha voluto incontrare la famiglia, promettendo loro una nuova sistemazione. “Ma solo se io posso andare a vivere a casa vostra in Marocco”, ha aggiunto il sindaco.

Perché ci sono nuovi guai, a Roma: questo mese, l’assessore Paola Muraro, indagata per reati ambientali, ha dato le dimissioni, ed è stato arrestato Raffaele Marra, braccio destro del sindaco Raggi. Due notizie talmente brutte che le perquisizioni effettuate in Campidoglio avrebbero dovuto renderla felice: magari, perquisendo perquisendo, la guardia di finanza le avrebbe trovato un nascondiglio (errore mio: le perquisizioni sono state effettuate dalla polizia, non dalla guardia di finanza).

Altre grane sono arrivate dopo un incontro della Raggi con Beppe Grillo, a seguito del quale Daniele Frongia ha deciso di rinunciare alla carica di vicesindaco e Salvatore Romeo si è dimesso da capo della segreteria politica. Soddisfazione di Grillo: “Avanti con la Raggi”. Sì, ma se continui così andrai avanti solo con la Raggi.

Insomma, la Raggi ha avuto tanti di quei casini, che l’unica cosa che è riuscita a consolarla è stato il pensiero di non essere il sindaco di Aleppo.

Polemica di Natale tra la Motta ed i vegani a proposito del panettone. Ehi, in passato ci sono stati dei morti per decidere tra uvetta e canditi!

A questo proposito, Chiara Martani, intervistata da Radio Cusano Campus, ha dichiarato: “A lungo andare a chi mangia panettoni può accadere qualcosa. Potrebbe addirittura diventare vegano”.

Sì, lo so, questa era prevedibile. Ma ho mangiato molto panettone, sotto Natale.

Vengono diffusi i dati OCSE sui risultati ottenuti dai quindicenni italiani nel test PISA, che valuta la loro preparazione in lettura, matematica e scienze. L’Italia non ha ben figurato, ma è emerso che i risultati sarebbero migliori se si considerassero solo i dati delle scuole pubbliche: in matematica, ad esempio, gli italiani sono al trentesimo posto ma, contando solo i risultati degli studenti delle pubbliche, sarebbero al ventesimo. Provano a giustificarsi gli studenti delle private: “In fin dei conti parliamo solo di cinque posizioni”.

Indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione un sacerdote di Padova che faceva prostituire le sue amanti in chiesa. Finalmente un sacerdote fedele al messaggio evangelico!

Morti celebri. Questo mese ce ne sono state talmente tante che quando i giornalisti hanno sentito dell’attentato di Natale a Berlino hanno detto: “Ma non possiamo rimandarlo a Pasqua?”.

Per l’attentato a Istanbul invece si era già parlato di ferragosto, quando tutti sono in ferie, e quindi nessun problema.

È morto George Michael, e molti lo hanno ricordato con affetto. Agli italiani mancano talmente tanto gli anni Ottanta che sono disposti a passare sopra perfino all’omosessualità.

È morta Carrie Fisher. Oh, perfetto: giusto quello che mancava ai nerd. Una nuova perversione.

È morto il boss delle cerimonie. Per omaggiarlo, Real Time ha trasmesso per un’intera giornata repliche della sua trasmissione. Ad un certo punto, hanno mandato in onda anche le immagini della salma: nessuno ha notato la differenza.

Però lo share è salito di cinque punti!

A proposito: va in pensione il segnale orario RAI. Adesso la Mediaset non ha davvero più rivali.

Scoppia una rissa a Kiev durante un concerto di Pupo. Oh, be’, se da quelle parti litigassero solo per questo, sarei anche disposto a tollerare che Pupo continui a cantare.

Certo che, finire quest’avventura con una battuta su Pupo, quasi quasi… ma no, faccio come il mio idolo Bob Dylan, e non vi dico niente. Tanto lo so che non me lo chiederete temendo che vi dica di sì. Per il momento, posso solo dire che questa rubrica, tra quelle “gemelle” (A year in review e Vertigine della classifica) che tengo ormai da tre anni, è stata la più divertente e la più impegnativa da scrivere. Nonché quella che mi ha dato più soddisfazioni.

Che anche Puck, quando esce di scena, deve dire grazie a tutti. Anche se poi magari torna.

Advertisements

2 thoughts on “Del peggio del nostro peggio – Dicembre

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s