Virgolette

Lo ammetto: non sono sempre d’accordo con mazzetta (come non sono sempre d’accordo con nessuno, nemmeno con quella mia seconda personalità che si fa chiamare Gaber Ricci). Tuttavia, ogni volta che leggo un articolo come quello che ha scritto ieri, penso che ad ogni giornalista (perché sì, mazzetta è un giornalista) dovrebbe essere concesso di scegliersi un soprannome, se questo servisse ad acquisire una tale capacità di far luce su argomenti così apparentemente controversi con una tale naturalezza.

L’argomento controverso che il blogger bolognese affronta nell’articolo in questione è quello che sta occupando con passo militare (o forse sarebbe meglio dire con passo dell’oca) le prime pagine di tutti i giornali nazionali, qualunque sia la loro collocazione all’interno dell’arco costituzionale: e cioè, l’improvviso momento di notorietà del procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro, e delle sue recenti “ipotesi” riguardo taluni “secondi fini” che muoverebbero i finanziatori di alcune organizzazioni non governative che operano il salvataggio dei migranti nel canale di Sicilia. Una volta, un ormai ex lettore di questo blog mi disse che c’è qualcosa di crudele, nei numeri: perché, quando in faccia a qualcuno sbatti dei numeri che contraddicono brutalmente tutto quello in cui crede, ebbene, quell’uomo lo stai facendo a pezzi. Non sono molto d’accordo con questa visione, visto che la psicologia ha dimostrato che se ad un uomo porti dei dati incontrovertibili del fatto che qualcosa in cui crede è sbagliato, è molto più probabile che lui distrugga te, che non il contrario; pure, se questo fosse vero, confrontando un articolo come quello di mazzetta, che di numeri pullula, ed uno qualunque dei molti che pullulano sulle pagine di Repubblica, del Giornale, dell’Unità e della Stampa, preferirei che ci fosse un po’ più di crudeltà nel mondo (anche se nel mio precedente post ho detto il contrario). Al minimo, avremmo un buon numero di razzisti incazzati.

In una serie televisiva che è stata a lungo un mio guilty pleasure (Diario di una nerd superstar), un personaggio ha detto una volta: i puntini sono le zoccole della punteggiatura. Condivido questa frase, ed anzi ne caldeggerei l’insegnamento fin dalla scuola dell’infanzia (daremmo se non altro qualcos’altro da pensare ai sostenitori della teoria del gender); mi chiedo, tuttavia, che cosa avrebbe detto delle virgolette. E me lo chiedo perché, mentre rileggevo l’introduzione di questo post, mi sono reso conto di averne usate ben quattro, cosa che faccio raramente. Per la precisione, l’ho fatto in questa frase:

grazie alle sue recenti “ipotesi” riguardo taluni “secondi fini” che muoverebbero i finanziatori di alcune organizzazioni non governative che operano il salvataggio dei migranti nel canale di Sicilia

e credo di non averlo fatto a caso.

Quelle sui “secondi fini” sono le più semplici da spiegare: non vedo che secondi fini possa avere un’organizzazione, di qualunque tipo, che va a ripescare in mare dei poveracci che stanno per affogare, e che hanno lasciato tutto il poco che avevano (ma ricordate che, come diceva Petrolini, bisogna prendere i soldi dai poveri, perché ne hanno pochi, ma sono di più) a chi ce li ha portati, in mezzo a quel mare ad affogare; i secondi fini, senza virgolette, ce li hanno semmai le organizzazioni che quei poveracci li recuperano una volta che sono arrivati sulla terraferma, e che non di rado contengono in qualche punto del loro organigramma degli amici stretti (almeno ideologicamente) degli stessi che in questi giorni hanno sposato le “ipotesi” di Zuccaro con lo stesso entusiasmo con cui io sposerei  Diane Krueger.

Le “ipotesi”, già. Perché io credo che l’ipotesi di un procuratore capo, su qualunque argomento, dovrebbe valere, giornalisticamente parlando, quanto quella di Beppe, il locale pizzicagnolo; non mi sembra tuttavia che dopo le ultime, controverse dichiarazioni di Beppe (“L’immigrazione non esiste! Tutti questi negri li manda a vivere qua Gianni, quello che ha la norcineria due isolati più in là, così questo quartiere diventa meno sicuro e tutti i clienti più ricchi vanno da lui!”) Sallusti si sia scomodato per scrivere un articolo in merito. E questo, credo, per due ordini di ragioni.

Il primo è il ruolo di Zuccaro: se le sue ipotesi contano più di quelle di Beppe (ed anche di molti esperti di geopolitica), è perché Zuccaro è un magistrato. E, datosi che i danni fatti da lui personalmente non bastavano, venticinque anni di antiberlusconismo ci hanno convinto del fatto che i magistrati sono tutti buoni, santi, giusti; che non commettono errori, che perseguono solo il trionfo della giustizia e della verità, che non sono abbagliati da convincimenti personali o da secondi fini (ed ecco che tornano fuori, i secondi fini). Ancor di più, ci hanno convinti (e prima di tutti, a noi della sinistra) che essi lavorino, per così dire, per la rivoluzione e non, come invece è la realtà, per la reazione. Stante questo, e stante il fuggi fuggi in corso dai dintorni di Berlusconi, è facile capire perché quello che era probabilmente una semplice opinione personale (espressa, non ho motivo di credere diversamente, in buona fede) è divenuta un fatto, degno di discussione nel programma di approfondimento delle 20.30.

Il secondo è il tempismo di Zuccaro: perché la moda, come il sesso e come la comicità, è tutta una questione di timing. Diciamocelo: le “ipotesi” che ha messo in campo non sono particolarmente originali; i principali rappresentanti di molte forze politiche, tra un aiutiamoli a casa loro ed un chiudiamo le frontiere, hanno in passato cavalcato anche la possibilità che dietro gli sbarchi di immigrati ci fosse un’eminenza grigia. Un ruolo che, ad un certo punto, bontà sua aveva voluto assumersi l’ISIS, che aveva fatto sapere che avrebbe, appunto, usato l’immigrazione per distruggere l’Europa: un piano demenziale, e me n’ero accorto perfino io; ma che riflette la solita strategia dell’ISIS di appropriarsi di tutto ciò che le fa comodo, e sottolinea una volta di più come essere razzisti sia offrire a quell’organizzazione nazista la possibilità di prosperare, se non altro mediaticamente.

Le dichiarazioni di Zuccaro, tuttavia, hanno goduto di maggior credito perché sono arrivate al momento giusto; quello, cioè, in cui era necessario qualcosa per alzare ulteriormente l’asticella della continua escalation al peggio del razzismo. Mi spiego.

Abbiamo cominciato, circa venticinque anni fa, chiedendo che si potesse sparare agli immigrati che rubavano; abbiamo continuato, chiedendo che si potessero affondare i barconi che portavano gli immigrati, quali che essi fossero. Per un periodo, abbiamo salvato i bambini (non sempre per fini nobili), salvo poi renderci conto, con terrore, che potevano essere oggetto di empatia più facilmente degli adulti (empatia da social, piagnona e pelosa, ma pur sempre empatia) e quindi niente, non ci vanno bene neppure più loro, prima o poi cresceranno, meglio che crepino subito. Colpiti tutti i migranti possibili, abbiamo iniziato a dare addosso a chi li difendeva, dissezionando, con precisione chirurgica, i meccanismi che sottostavano alla loro criminalizzazione ed al loro conseguente sfruttamento; abbiamo creato tutta una neolingua, fatta di buonismi e di strumentalizzazioni, apposta per riversare bile su queste persone, che non riuscivamo a capire perché non potessero essere grette e meschine come noi.

Ma poi anche di questo non siamo stati più soddisfatti, e come bestie assetate di sangue ci guardavamo intorno, cercando la prossima vittima con cui prendercela; Zuccaro ce ne ha dato la possibilità.

Figuriamoci se potevamo farci scappare l’occasione di sfruttarla.

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7 thoughts on “Virgolette

  1. Io credo che i magistrati, per la carica che hanno, dovrebbero evitare di fare commenti alla stampa, a maggior ragione commenti così palesemente strumentalizzabili da chi ne ha interesse.
    L’uomo della strada è convinto (non so se a ragione o a torto) che dietro la presenza in Italia dei migranti, ci sia un interesse economico da parte di “qualcuno”.
    Io, da bravo uomo della strada, ci credo. Ovvio che se hai una struttura recettiva e ti danno 30 Euro al giorno per gestire un migrante (e tu magari ne ospiti una decina) a te faccia comodo averli.
    Forse bisognerebbe cambiare la modalità di gestione di questi migranti, trovare il modo di renderli “socialmente utili” ed avere una UE disposta seriamente alla loro accoglienza oltre l’Arco Alpino.
    E allora dopo anche l’uomo della strada non obietterà più nulla. Nemmeno io e nemmeno il magistrato chiaccherone.

  2. il magistrato che appoggia o si fa appoggiare, a proposito ma anche no, da chi fa demagogia piace assai agli itaGliani – e le virgolette le faccio diventare anch’io un corsivo da battaglia

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