Un tag fatto apposta per me

Fintanto che mi è possibile ed anche a costo di apparire maleducato (e chiunque mi conosce lo sa, quanto mi risulti difficile), tendenzialmente preferisco far finta che chi mi chiama a partecipare ad un tag non l’abbia fatto per davvero, che mi abbia fatto uno scherzo, che abbia sbagliato persona: insomma, preferisco far finta di non avere l’obbligo (dettato se non altro dalla buona creanza) di rispondere a quel tag.

Ho spesso ponderato e, a volte, anche scritto (per vostra fortuna, non ricordo dove), a proposito di questo mio rifiuto; ho cercato di razionalizzarlo e di ricondurlo all’incompatibilità tra la sua essenza e la mia idea di quel che deve essere Internet. Non rigetto questa possibilità; ma, col tempo, sono giunto anche ad altre conclusioni. Ad esempio, che deve esistere una specie di imprinting, rimasto in me dai tempi della mia infanzia ed adolescenza; da quei tempi, cioè, in cui ricevere una catena di Sant’Antonio (che poi è ciò a cui i tag più assomigliano, scusate se lo dico in modo così esplicito) era secondo, come grado di seccatura, solo ad essere disturbati di domenica, alle otto meno dieci, da una banda di fastidiosi testimoni di Geova (non emetto un giudizio di merito, ricordo solo le opinioni dei grandi che vivevano accanto a me in quei tempi). Oppure, che senza dubbio esiste un portato dei primi tempi in cui cominciai a bazzicare YouTube e mi accorsi, con invidia via via crescente, che un singolo tag di uno youtuber faceva più visite di quante il mio blog ne abbia fatte in dieci anni di vita. Ed il mio blog di anni ne ha solo cinque, ed ancora non è scoppiato quello scandalo su papa Francesco di cui io avrò le foto in esclusiva.

Nonostante tutto ciò, ammetto che mentre leggevo il post che kikkanokekka ha scritto giovedì scorso per rispondere ad un tag cui l’aveva chiamato a partecipare Neogrigio, dentro di me speravo con tutte le mie forze (ed anche con le forze di un paio di persone a me vicine) che si ricordasse di me nel momento in cui, come in tutti i tag, sarebbe stato chiamato ad indicare chi doveva essere a continuare il gioco. E lo speravo benché il tag si chiamasse Lovely Tag ed utilizzasse come immagine identificativa un’immagine piena di cuoricini (che infatti non riporto, non me ne voglia Shioren, che l’ha inventato, ma rischio lo shock anafilattico e non ho adrenalina in casa).

Nel 2014, scrissi nei commenti di questo articolo di ammenicolidipensiero un elogio del punto e virgola; alcuni mesi prima, sulle pagine di questo blog, avevo iniziato per la prima volta l’avventura di una rubrica mensile. Quella rubrica si chiamava A year in review e si proponeva di elencare, mese per mese, tutte le notizie che più, nei trenta giorni (o giù di lì) passati, mi avevano colpito. L’anno dopo, quella rubrica divenne Vertigine della classifica, in cui limitavo il numero degli eventi “ricordabili” a dieci e, per di più, li disponevo in ordine di “merito”. Da quella rubrica nacque poi Del peggio del nostro peggio, di cui abbiamo già parlato recentemente; ma non è questo il punto.

No, il punto è che, come questa esile raccolta dimostra, a me piacciono gli elenchi, le raccolte, le classifiche; in una parola, le liste. Ed il Lovely Tag, a cui kikkanokekka mi ha infine invitato a partecipare, forse intuendolo, è proprio questo che mi chiede di fare: una lista. Anzi, per essere più precisi, delle liste (scoprirete poco più sotto di cosa). Ed è per questo che, piuttosto che chiamarlo Lovely Tag, preferisco chiamarlo Un tag apposta per me.

Finita questa breve, necessaria ed anche un po’ paracula presentazione, entriamo ora nel vivo della questione; tanto per cominciare, queste sono le regole, che riporto pur avendo, come detto, già provveduto ad infrangerne alcune, e prevedendo di infrangerne altre:

  • Rispondere alle 10 domande del TAG
  • Usare l’immagine del TAG
  • Nominare e taggare il creatore del TAG e chi vi ha nominati
  • Sono consentite fino a 3 risposte per argomento e possono essere affiancate a immagini
  • Taggare 10 amici blogger e avvisarli

Ecco, invece, le domande e le mie risposte:

Il vostro Lovely letterario: autori o autrici che con le loro qualità vi fanno battere il cuore attraverso i loro romanzi

Come primo nome, non posso non citare J.K. Rowling, la madre di Harry Potter: per la sua straordinaria perizia narrativa, per la sua capacità di mescolare con indiscutibile talento l’invenzione con la rielaborazione e la maestria tecnica, per avermi insegnato ad amare la lettura e, soprattutto, come dicevo qui, per tutti quei pomeriggi che mi ha fatto passare col naso nascosto tra le pagine, a sentirmi fischiare Schiantesimi vicino alle orecchie ed a farmi sognare di sposare Luna.

Il secondo autore che voglio nominare non scrive romanzi, ma è stato l’autore di due dei libri che più mi hanno influenzato negli ultimi, diciamo, vent’anni: Mariano Tomatis (qui il suo blog). I suoi “L’arte di stupire” e “La magia dei libri” mi hanno mostrato con chiarezza che si può scrivere di magia senza tirare in ballo né il fantasy, né i corsi di autoaiuto.

Ultimo, ma non per importanza, Jorge Luis Borges, il mio scrittore preferito. Ci vorrebbe non un post, ma un blog, per spiegare perché.

Il vostro Lovely sportivo: personaggi legati al mondo dello sport, che siano ancora in attività o in vita non importa, basta che siano riusciti a farvi sognare con le loro imprese

László Cseh, grande interprete di uno sport che mi piace e guardare e praticare (il nuoto), che quando ero più piccolo mi sembrava l’equivalente di un grande fisico nucleare: assolutamente imbattibile nel suo campo di interesse ma, per qualche motivo, quasi completamente sconosciuto al grande pubblico.

Usain Bolt, perché ha dato tutto un nuovo senso alla parola “impossibile”.

E poi, non ho mai avuto il piacere di vederlo esibirsi, per così dire, in diretta, ma Diego Armando Maradona, riguardato adesso, a quasi trent’anni dal periodo in cui era sulla cresta dell’onda, è ancora l’unico capace di farmi affermare senza tentennare neppure un minuto, che lo sport è arte.

Il vostro Lovely cinematografico: attori o attrici che si sono guadagnati un posto d’onore nella vostra top ten cinematografica (magari raccontando anche con quale interpretazione)

Dustin Hoffman, che si trova nella curiosa situazione di essere il mio attore preferito, pur avendo girato per la maggior parte film che, con la notevole eccezione di “Hook” e “Sesso & potere”, non sono riusciti a convincermi fino in fondo. O, forse, è proprio questa la dimostrazione della sua grandezza: la sua interpretazione spicca, anche quando il resto del film non mi coinvolge.

Più o meno potrei dire lo stesso di Kate Winslet, se non fosse che “Titanic” non è un film che non coinvolge, no: è una pustola infetta sul deretano del cinema, pronta a darti fastidio ogni volta che ti siedi e vuoi vederti un film più bello in cui questa attrice ha recitato, dando prova della sua grande bravura. Che so, “Se mi lasci ti cancello”.

Infine, tra gli attori italiani la mia stima va a Valerio Mastrandrea. Che d’accordo, interpreta sempre lo stesso personaggio, ma: uno, è un personaggio (il fallito riscattato dallo scatto d’orgoglio) a cui io sono legato; e due, lo fa sempre con una moderazione, un buon gusto ed un’autoironia che sono merce rara, nel moderno cinema italiano.

Il vostro Lovely musicale: il cantante, la cantante, il gruppo, il cantautore/trice che vi fa sognare con la loro musica

Questa è una scelta che mi fa sanguinare il cuore, perché sono ben più di tre, i musicisti che mi hanno fatto non sognare, ma toccare con mano i sogni; tra tutti, nomino Robert Johnson, Bob Dylan e Neil Young. Il primo, perché ha inventato tutta la musica che amo. Il secondo, perché non solo ha creato il mio album musicale preferito e la canzone d’amore più bella di tutti i tempi (ne ho parlato qui), ma anche perché ha creato il personaggio letterario più incredibile di sempre: un personaggio che si chiama Bob Dylan.

Il terzo perché, a settant’anni suonati, mi ha dimostrato, con un concerto nella bellissima cornice delle Terme di Caracalla, che “il rock ‘n’ roll mantiene giovani davvero” non è solo uno slogan promozionale per far vendere i biglietti degli Stones: il rock ha mantenuto giovane Neil, in tuti i sensi.

Il vostro Lovely fumettistico: I vostri idoli fumettistici! Da La Pimpa a Bonelli a Toriyama, chiunque abbia fatto breccia nel vostro cuore e per questo sono diventati i vostri preferiti

Watchmen, di Alan Moore e Dave Gibbons: perché ha saputo mostrare cosa c’è dietro il mondo apparentemente da sogno in cui vivono i personaggi (e probabilmente anche gli autori) dei fumetti, con un piglio decisamente postmoderno, ma senza tutto l’intellettualismo e tutta la spocchia del postmoderno, ma anzi raccontando una storia avvincente, toccante, emozionante, divertente e via participio presentizzando. Una storia che, alla fine, come tutte le storie di Moore, ti porta a chiederti: ed io, cosa avrei fatto?

Devilman, di Go Nagai: il manga più disturbante, orrorifico, doloroso e, dunque, onesto che abbia mai letto.

Molti numeri di Dylan Dog, praticamente tutti quelli scritti dal creatore del personaggio, Tiziano Sclavi, ma in particolare Finché morte non vi separi, che si giova (finalmente) di un personaggio femminile forte ed incisivo, che non serve solo a mostrare le tette o a finire sbudellata dal mostro a pagina 22.

Il vostro Lovely serial TV: gli attori che hanno fatto battere il vostro cuore (scrivete anche la serie che hanno interpretato così possiamo guardarla se interessati), ma mi raccomando, solo attori di serie TV

Il vostro Lovely teatrale: Il teatro, il grande teatro e i suoi grandi interpreti, che siano di prosa, di musical o di danza classica il discorso non cambia, basta che vi abbiano emozionato

Passo, non guardo abbastanza serie tv o spettacoli teatrali da poter rispondere. Cito solo Ascanio Celestini, Marco Paolini e mio fratello, tutti e tre capaci di interpretazioni che mi hanno fatto saltare sulla sedia.

Il vostro Lovely televisivo: i personaggi della TV italiana che non vi stancate mai di seguire, ovviamente se la seguite xD

Be’, di sicuro di Aldo, Giovanni e Giacomo non mi stanco mai di rivedere i primi spettacoli, che di tanto in tanto tornano in tv e che ogni volta mi regalano delle risate in più, invece che in meno. Trovo la loro produzione recente indegna di tale storia.

Al secondo posto metto Piero Angela, che quando ero un bambino mi insegnò a guardare al cielo stellato sopra di me (ed agli organi interni dentro di me, cosa che potrebbe aver avuto un peso sulla professione che ho deciso di intraprendere) con una sensazione di profondo stupore.

Il terzo è un personaggio che si meriterebbe di essere seguito sulla (e non solo inseguito dalla) tv italiana: Daniele Luttazzi.

Il vostro Lovely fantastico: Il personaggio di fantasia che più amate. Non l’attore o l’attrice che lo interpreta, ma proprio il suo personaggio, esempio Harry Potter

Visto che è stato nominato Harry Potter, dico Ronald Weasley, che è forse il personaggio di fantasia in cui più mi sono riconosciuto, soprattutto per i difetti. Per i sogni e per ciò in cui credo, invece, assomiglio molto a Rangio, uno dei ragazzini che, in “Elianto” di Stefano Benni, finiscono, accidentalmente, per salvare il mondo.

Margherita, la volitiva ed energica donna che arriva a farsi strega per amore, nel bellissimo “Il maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, è invece con ogni probabilità il personaggio femminile che più ho amato nella storia della letteratura. Vorrei, come in quel racconto di Woody Allen, poter entrare nelle pagine del suo libro e poterla sposare.

Il vostro Lovely i sempre: Colui o colei che hanno superato le barriere del tempo, che nonostante gli anni che passano, continuate a seguirlo ed a amarlo come il primo giorno (o che avete amato e ora non c’è più)

Le due persone di cui ho scritto il nome nella prima pagina della mia tesi. Altre due persone, una vivente ed una deceduta, di cui non faccio il nome.

L’ho già detto, non mi piacciono i cuoricini.

Chi si sente chiamato in causa, è invitato a partecipare.

 

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4 thoughts on “Un tag fatto apposta per me

  1. Io adoro le liste, le classifiche, gli elenchi… quindi quando uno mi invita a compilarne uno (anche se mascherato da “catena di s. Antonio” che a sua volta si maschera da TAG) non mi sottraggo.
    In futuro ti nominerò ancora… in guardia!

  2. concordo su titanic, meno sul fatto che valerio mastandrea faccia sempre lo stesso personaggio (ma assolutamente sulla sua qualità, al momento in italia da pochi eguagliata – soprattutto sull’improvvisazione).
    sul tag, non amando particolarmente le liste, non mi sento chiamato in causa 😛

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