Perché le teorie del complotto di destra sono così ossessionate dalla pedofilia? – Parte 2

(Qui la prima parte ed ogni spiegazione).

Le accuse del caso McMartin erano una chiara dimostrazione di quanto di marcio ci fosse nella struttura sociale americana, o almeno così le percepivano i conservatori. Le accuse si moltiplicarono, com’era forse inevitabile. All’improvviso, centinaia di bambini avevano subito molestie ed erano stati coinvolti in riti satanici; all’improvviso, invece di un singolo insegnante, c’era un intero circolo del sesso. Un ragazzino raccontò di adulti con maschere e vestiti neri che danzavano e mugolavano; di conigli vivi fatti a pezzi alla luce delle candele. “La nursery da incubo californiana”, come la chiamò il magazine People. Ma presto il caso iniziò a sgonfiarsi. Si scoprì che i racconti degli abusi erano stati estorti ai bambini attraverso domande discutibili ed appositamente concepite per questo fine. A Judy Johnson, che per prima aveva dichiarato che suo figlio era stato molestato, venne diagnosticata una schizofrenia paranoide. Nel 1986, un procuratore distrettuale (figura simile al pubblico ministero italiano) fece cadere le accuse a carico di tutte le persone coinvolte, tranne due. Alcuni processi terminarono nel 1990: in alcuni casi non venne raggiunto un verdetto su alcune accuse, in altri la giuria si pronunciò per l’assoluzione. Dopo sette anni ed una spesa processuale di quindici milioni di dollari, le ultime accuse caddero.

Per quanto potessero essere deboli le sue premesse, il caso generò un’ondata di panico nazionale. Nel 1985, un insegnante di sostegno del Massachussets fu ingiustamente accusato di aver molestato bambini e bambine di tre, quattro e cinque anni; l’accusa sostenne che un uomo gay che lavorava in un asilo era come “un chocolic in un negozio di caramelle” (viene scherzosamente definito un chocolic, in America, chi ha con i dolci il rapporto che un alcolista ha con l’alcol). Più o meno nello stesso periodo, alcuni dipendenti di un asilo nel Bronx furono arrestati con l’accusa di aver abusato sessualmente di alcuni bambini. Cinque uomini furono condannati, prima che il verdetto venisse infine ribaltato.

I liberal, in qualche modo, parteciparono all’isteria – Gloria Steinem fece una donazione per le indagini sul caso McMartin – ma essa fu in larga parte un fenomeno reazionario. Ciò che guidò il panico, dice Beck, non fu solo la sensazione che qualcuno stesse facendo del male a dei bambini. “Era che qualcuno stava facendo del male alle famiglie”.

Nel 2016, tre decenni dopo il processo McMartin, WikiLeaks, in combutta con gli hacker russi, pubblicò le email private di John Podesta, presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton. In una di queste, Podesta veniva invitato ad una raccolta fondi al Comet Ping Pong. Alcuni investigatori dilettanti di Internet elaborarono, a partire da ciò, una teoria del complotto su un gruppo di pedofili, che comunicavano in codice: hotdog significava ragazzino; formaggio, ragazzina; salsa, orgia. Fu facile dimostrare che questa teoria era del tutto priva di fondamento. Infine essa fu abbandonata dalle personalità di alto profilo che, su Internet, avevano contribuito alla sua diffusione, ma non prima che il Pizzagate, come fu immediatamente soprannominato, tracimasse nel mondo reale. A dicembre 2016, Edgar Maddison Welch, un uomo di ventotto anni, dopo aver guidato dal North Carolina a Washington, fece irruzione nel Comet armato di fucile, allo scopo di salvare i bambini che credeva fossero tenuti prigionieri lì. Non ci furono feriti. Welch fu condannato a quattro anni di prigione.

QAnon ha preso il via da dove il Pizzagate si è fermato: essa afferma che la rete di pedofili appartenenti all’elite liberal si estende ben oltre un ristorante e che è solo questione di tempo prima che Trump arresti Podesta, la Clinton, e gli altri maggiorenti democratici per i loro crimini. Tale teoria del complotto è alimentata da un anonima fonte che online si fa chiamare Q, e che pretende di essere una talpa del governo.

I molestatori, nel Pizzagate ed in QAnon, non sono più i lavoratori degli asili, ma l’elite liberal, ed il livello politico delle teorie del complotto è quindi più esplicito. Ma il contesto generale è più o meno lo stesso: un riflusso conservatore dopo un periodo di progressivi avanzamenti sociali Se l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro nella seconda metà del XX secolo generò una profonda ansietà per la fine dei ruoli di genere tradizionali e l’unità della famiglia, nel XXI secolo a spaventare sono il matrimonio tra persone dello stesso sesso, la crescente accettazione dei diritti dei transgender, e l’apparente egemonia culturale di temi che riguardano la giustizia sociale. “Q ha intercettato quella paura” dice Travis View, ricercatore nel campo delle teorie del complotto e conduttore del podcast QAnon Anonymous.

“Q in realtà non si occupa mai di diritti dei trans o simili, ma c’è una bella quota di ansia su questi argomenti”, dice, riferendosi alla community di QAnon intesa in senso largo. “In genere, queste persone sono preoccupate dall’accettazione dei trans e dall’ipersessualizzazione dei bambini”. Per quanto riguarda i diritti dei transgender, i complottisti concordano con la “normale” visione conservatrice; i repubblicani, da coloro che governano gli stati fino alla Casa Bianca, non hanno perso l’occasione di attaccare e rovesciare varie protezioni costituzionali che erano state estese alle persone transgender.

Tutte le teorie del complotto prendono forza dalle ansie sociali. Occasionalmente, c’è una qualche base reale per queste teorie. Nel suo libro  Republic of Lies: American Conspiracy Theorists and Their Surprising Rise to Power, Anna Merlan esplora nei dettagli la convinzione, diffusa tra i neri di New Orleans dopo l’Uragano Katrina, per cui gli argini della città non sarebbero caduti da soli, ma sarebbero stati intenzionalmente bombardati per distruggere i quartieri poveri di New Orleans. La teoria aveva “un fondo di verità in un evento reale: nel 1927 si decise di minare gli argini fuori New Orleans. La motivazione era che in questo modo ad essere allagate sarebbero state le pianure intorno alla città, e New Orleans si sarebbe salvata”, ha dichiarato Merlan in un’intervista a Becca Andrews di Mother Jones. “Ciò ha portato un sospetto ad aleggiare: non è che forse il governo potrebbe farlo di nuovo?”.

View fa notare che anche la preoccupazione riguardo la possibilità che gli appartenenti alle classi sociali più elevate predino i bambini non è priva di fondamento. “Gli elementi di base delle teorie su un sistematico abuso dei bambini da parte delle elite non sono affatto folli”, dice. “Ci sono casi in cui persone di potere hanno abusato di bambini ed altre persone li hanno coperti. Jeffrey Epstein, la Chiesa Cattolica. La gente ha la percezione che i potenti possano commettere crimini orribili e farla franca”. L’arresto di Epstein, avvenuto all’inizio del mese, ha in qualche modo confermato la visione del mondo di QAnon. “È solo l’inizio” ha dichiarato la sostenitrice di QAnon Liz Crokin, un’ex giornalista di cronaca rosa. “La Tempesta è ufficialmente arrivata”.

Ed è così che i legittimi sospetti sulle elite che predano i bambini e restano impunite si sono trasformate in una crociata sociale vergognosa e pericolosa. La “Tempesta” citata dalla Crokin, conosciuta anche come “Il Grande Risveglio”, è parte della ricca escatologia che gli appartenenti a QAnon condividono con i guerrieri culturali conservatori tradizionali, ed in cui alla fine giungerà il giudizio ad abbattersi sui liberal, e la famiglia nucleare riacquisirà la sua giusta importanza. “Parlano spesso di come dopo la Tempesta l’economia risorgerà, al punto che sarà di nuovo possibile sostenere una famiglia con un singolo stipendio” dice View. “Immaginano che allora verranno sostenuti i ruoli di genere tradizionali e che l’educazione dei bambini tornerà ad essere quella ‘di sempre’”.

La differenza tra le teorie del complotto sui pedofili degli anni Ottanta e quelle odierne è che sono state raccontate in modo diverso. È inoltre una questione di scala. La caccia al pedofilo degli anni Ottanta giunse a coinvolgere intere istituzioni, con la grande maggioranza dei media ad amplificare le sue falsità e con la polizia che compiva arresti basandosi su prove deboli o addirittura inesistenti. Alcuni ne ebbero la vita rovinata. Al contrario, fatta eccezione per alcuni opinionisti e per alcuni siti Web di destra privi di scrupoli, i media non hanno mai dato credito al Pizzagate ed a QAnon. Si discute sul serio di queste teorie solo sulle image board e sui social media.

Anche i bersagli sono diversi. Le teorie del complotto degli anni Ottanta attaccavano gli emblemi istituzionali del progresso femminista, quelle del 2010 attaccano gli emblemi culturali dell’insidioso cosmopolitismo. Gli abusi rituali degli anni Ottanta sarebbero avvenuti in periferia, in istituzioni statali o che agivano su mandato dello stato, come scuole ed asili. Oggi gli abusi avverrebbero nel centro di città cosmopolite. Il Comet Ping Pong si trova a Chevy Chase, poco distante da Washington, ed è conosciuto come uno spazio che spesso e volentieri ospita artisti e musicisti progressisti. “Un emblema tangibile”, per utilizzare le parole del professore di sociologia Jeffrey S. Debies-Carl, dell’università del New Haven “di inclusività, tolleranza, ed altri valori progressisti che minacciano l’alt-Right più incline al complottismo”.

Lo storico britannico Norman Cohn, nel suo libro Europe’s Inner Demons, rintraccia elementi di teorie a sfondo pedofilico nella storia. Nel primo secolo a.C., i membri della congiura di Catilina, un progetto aristocratico per rovesciare la repubblica romana, avrebbero giurato sulle budella di un ragazzo e poi le avrebbero mangiate. E durante le cacce alle streghe che ebbero luogo dal XV al XVII Secolo, decine di migliaia di persone furono torturate ed uccise con l’accusa di aver commesso sacrifici rituali di bambini, oltre ad altri atti ripugnanti.

Le teorie del complotto di cui si è occupato Cohn sono fondamentalmente politiche. I rituali da lui descritti sono i mezzi attraverso cui “un gruppo di cospiratori afferma la sua unità d’intenti”, con lo scopo ultimo di rovesciare “un governante o un regime costituito allo scopo di raggiungere il potere”. Anche la caccia alle streghe fu politica, ed ebbe le sue basi “nell’ossessione demonologica dell’intelligenzia”. La storia del conservatorismo politico americano è piena di demoni sessuali. Le leggi Jim Crow (serie di leggi che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento di fatto normalizzarono la segregazione razziale) si basavano sui miti sulla virilità dei neri. Similmente, la scandalosa “legge sui bagni” della North Carolina (legge che imponeva ai transgender di utilizzare i bagni pubblici in base al loro sesso biologico) fu promossa dicendo che uomini con intenzioni predatorie avrebbero potuto affermare di essere transgender per avere accesso ai bagni femminili. Coloro che si oppongono al diritto all’aborto continuano a mettere in giro fantasie macabre di donne promiscue che commettono “infanticidi”, una provocazione che Trump ha trasformato in una frase strappa applausi durante una manifestazione ad aprile.

In questo modo, le teorie del complotto sui pedofili agiscono come una sorta di propaganda della controrivoluzione, un’immagine distorta delle reali minacce per l’ordine sociale. Questo è ciò che connette QAnon ed il Pizzagate con il caso McMartin e con la caccia alle streghe del Medioevo (la caccia alle streghe in realtà non ha avuto luogo nel Medioevo) e con la nascita delle maggiori religioni. I demoni hanno forme diverse, ma la cospirazione è essenzialmente la stessa: Casa nostra è sotto attacco.

“Di giorno in giorno aumenta la decadenza dei costumi”, scrive qualcuno, disperato. Una setta segreta sta seminando il caos nel paese, si lamenta quest’uomo con un suo amico. I suoi membri “si riconoscono l’un con l’altro attraverso segni e marchi segreti”, e “introducono dappertutto una sorta di religione della lussuria” che mina il “sesso naturale”. Si dice che adorino “le vergogne della loro guida ed alto sacerdote”. Forse questi pettegolezzi sono falsi, “ma sospetti del genere sorgono naturalmente, per via dei loro riti notturni segreti”.

In questo dialogo, scritto da Marco Minucio Felice nel Secondo secolo, il pagano romano Cecilio Natale parla dei cristiani, nel modo in cui i sostenitori del Pizzagate descrivono John Podesta ed i suoi compari liberal. Natale è furibondo soprattutto per il rituale di iniziazione al culto. I dettagli sono “tanto rivoltanti quanto noti”: i nuovi adepti vengono iniziati, afferma, pugnalando ed uccidendo un bambino, dopo averlo avvolto in un impasto come quello del pane.

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