Ho vinto il terzo premio del Bizzarro Bazar Contest di quest’anno…

… ed è per me piuttosto difficile spiegare perché sono così fiero di averlo fatto. Anche perché è piuttosto difficile (per me come per chiunque altro) spiegare cosa sia Bizzarro Bazar e chi sia il suo autore, Ivan Cenzi (che mi scuserà se, da qui in poi, mi riferirò a lui solo col suo nome di battesimo).

A chi lo conosce superficialmente, e probabilmente anche a chi verrà a sapere della sua esistenza da questo mio “endorsement” (come se Ivan avesse bisogno della mia pubblicità), potrebbe anzi sembrare incongruo che io abbia deciso di celebrare questo blog con quest’opera (se volete ammirare tutte le altre che hanno partecipato al contest che Ivan ha organizzato per il compleanno di Bizzarro Bazar e che avrebbero meritato un premio almeno quanto la mia, potete cliccare qui):

Risulta infatti evidente che io mi sia qui ispirato (anzi, parliamo francamente: che io abbia copiato) a questo famoso murale di Banksy; e per molti, il legame tra l’artista di Bristol e Ivan può sembrare labile quando non inesistente.

Bizzarro Bazar, di fatti, potrebbe sembrare ad uno sguardo distratto il solito sitazzo da due soldi che cerca di far parlare di se trattando, con toni al tempo stesso scandalistici e scandalizzati, di cadaveri, sessualità non convenzionali, liquidi corporei e simili argomenti macabri e perturbanti. Ma questo sarebbe un grossolano errore: se infatti è vero che Ivan tratta precisamente di questi argomenti (e proprio perché sono macabri e perturbanti), è pure vero che il tono e lo stile con cui lo fa sono quanto di più lontano ci si possa aspettare rispetto a quello di chi, raccontando ad esempio del Cimitero delle Capuzzelle di Napoli (a cui l’autore ha dedicato un intero libro), voglia farci provare disgusto e/o derisione per le strane abitudini di quegli incivili dei nostri antenati, che non avevano alcun rispetto dei morti (mica come noi, che la morte la rispettiamo al punto da non volerne neppure sentir parlare). Al contrario, Ivan intende mostrarci che il corpo, in tutte le sue sfaccettature e nonostante i molti tentativi dei tempi nostri di umiliarlo, continua a rimanere una fonte inesauribile di meraviglia, e che abbiamo mille motivi per esserne affascinati anche quando esso si presenta in maniere che la nostra cultura ci ha insegnato a disprezzare.

È per questo che io considero Ivan un vero e proprio agitatore culturale: perché attraverso il suo blog (ed i suoi libri, e le sue conferenze, e la sua webserie di cui non abbiamo ancora disperato di vedere una seconda stagione) attacca frontalmente l’idea tutta moderna (e funzionale al capitalismo consumista) del corpo apprezzabile se e solo se bello e privo di difetti, solo se completo ed ubbidiente ad una certa immagine imposta “dall’alto”. È in questo che secondo me è simile, anzi, che è fratello di Banksy; è in questo che, come ho scritto nella mail che ha accompagnato la mia “opera” e che lui è stato così gentile da pubblicare:

tutt’e due, infatti, esplorate il territorio del perturbante, per suggerire quanto l’imposizione di una “normalità” sia un atto prepotente e profondamente reazionario. Se è tutto sommato semplice riconoscere questa natura rivoluzionaria nell’opera dell’artista di Bristol, credo che essa passi più “inosservata” (per la superficialità di alcuni, non per tuoi difetti) nella tua straordinaria opera di divulgazione ed esplorazione, che va ben oltre il semplice “vi mostro delle curiosità un pochino estreme”. Ecco, è questo aspetto di quello che fai (e di cui ti ringrazio) che ho cercato di evidenziare con questa semplice immagine: una guerriglia, come dice la scritta, condotta tirandoci in faccia meraviglie. Che è qualcosa di cui abbiamo bisogno.

E quindi grazie, Ivan. Non per il premio, ma per questo tuo lavoro di avanguardia.

This revolution will be weird!

4 thoughts on “Ho vinto il terzo premio del Bizzarro Bazar Contest di quest’anno…

  1. Complimenti per il premio, meritato.
    A maggior ragione perché hai concorso contro altre opere davvero belle e non banali.
    Bravo.

    Cimitero delle Capuzzelle di Napoli: visitato il mese scorso. Incredibile!

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