Cronache dall’isolamento – 1

Calendario: secondo giorno dalla positività, -5 al tampone di controllo

Sintomi: onestamente, ieri mi sentivo come se il Covid non ce l’avessi; avrò dato venti colpi di tosse in tutta la giornata e, a parte un fastidioso raffreddore, non avevo molto altro di cui lamentarmi: anzi, come ho detto a qualcuno, se martedì mi fossi sentito come ieri, probabilmente il Covid non avrei mai scoperto di avercelo. Questa mattina mi sono svegliato con qualche dolore muscolare ed un seccante mal di testa, che credo dipenda più dalla mia sinusite che non da un peggioramento delle mie condizioni cliniche. Niente febbre, niente fatica respiratoria e, ringraziando il cielo, gusto ed olfatto sono ancora qui.

Sanità pubblica: ieri sono stato contattato dal servizio di igiene della ASL che mi ha inviato un link a cui ho potuto inserire i miei contatti stretti (i quali, per fortuna, sono assai limitati); inoltre, ieri sera (a circa ventiquattro ore dal contagio) mi è arrivato un SMS del ministero della salute che mi informa che il mio green pass è stato sospeso: ci sono ancora ampi margini di miglioramento, ma almeno non mi è capitato come ad altre persone di cui ho sentito, che hanno avuto un green pass regolarmente valido per tutta la durata della loro positività. Non so dire se i miei contatti siano stati raggiunti da chi si occupa della catena di contagio. Ho prenotato con relativa facilità un tampone di controllo in una farmacia vicino casa.

Situazione psicologica: su una scala da zero a “supplizio dei reclusi e degli esuli” di cui parlavo nel post precedente, direi che potremmo attestarci su un due. Ho scritto un piano di organizzazione generale delle mie giornate per non ritrovarmi in quella situazione in cui passo da “va bene, ora sto cinque minuti al telefono” a “caspita, ma si sono già fatte le undici e mezza?”: vi interesserà sapere che la prima mezz’ora dopo il risveglio sarà sempre dedicata alla scrittura di questi “bollettini sanitari”. Non ho previsto in nessun momento del tempo da dedicare alla burocrazia, perché spero di non averne più bisogno (sto applicando la massima di Paulo Coelho per cui, se credi nei miracoli, allora i miracoli si avverano…). Ieri sono stato piacevolmente sorpreso dal numero di colleghi (considerate che lavoro in questo ospedale da poco più di un mese) che mi hanno scritto per sapere come stavo.

Progetti per il futuro: mi è stato fatto notare che il 24 di gennaio, quando si apriranno le votazioni per il presidente della repubblica, sarò ancora in isolamento, e che potrei, dunque, lanciarmi in una specie di “maratona blog”: temo che una simile attività, tuttavia, mi provocherebbe sintomi organici assai più invalidanti di quelli di cui sto facendo esperienza per via dell’infezione.

11 thoughts on “Cronache dall’isolamento – 1

  1. Al piano di organizzazione delle tue giornate ammetto di aver riso parecchio perché ti ho immaginato alle prese con un foglio Excel, con le colonne di cose da fare e caselle colorate!😂
    Ma se scrivi con la solita ironia che ti contraddistingue vuol dire che stai bene e questa è l’unica cosa che conta.
    Rimettiti presto, Gab! ❤️

  2. be’, si direbbe che ci sei entrato in una forma molto blanda e ne stai uscendo in fretta, come previsto e come vedo succedere attorno a me.
    non hai fatto il terzo richiamo ancora? perché in questo caso mi pare che il tampone si possa fare a cinque giorni; così almeno è successo a mia figlia…
    grazie del rendiconto dettagliato e strutturato per temi: non ne avevo ancora letti di simili qui, ed è indubbiamente interessante, ma anche istruttivo.

    • In realtà, per i contatti con terza dose non c’è bisogno di tamponi, autosorveglianza per 5 giorni (possiamo discutere della validità di un simile proposito…); i positivi con terza dose, invece, devono aspettare una settimana.

      Be’, è una cosa nuova anche per me :-). E ti dirò che farlo è stato divertente. Ammetto poi che questo blog da circa 12 mesi è diventato, se non proprio sperimentale, quanto meno più personale.

      • non ci capisco più niente; anche per questo evito di prendermelo, se posso: mi incasinerei troppo.
        ed ora che mi ci fai pensare, forse sono stati i familiari di mia figlia, asintomatici e negativi, che hanno fatto il tampone di conferma dopo 5 giorni, lei comunque un paio di giorni dopo…
        .
        quanto al blog, è una discreta risorsa oggi per chi deve o sceglie vivere in isolamento, anche se per me pare che abbia consumato tutte le sue possibilità e sto cercando di trovarmi qualche altra mania.
        molto utili per costruirsi un catalogo delle possibili distrazioni del prigioniero i romanzi e autobiografie dell’Ottocento, quando era di moda farsi incarcerare per motivi politici, che hanno discrete rassegne delle distrazioni possibili in epoca pre-internet, compreso l’addomesticamento dei ragni o gli appuntamenti con i passeri sulla finestra della segreta… 😉

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