Settimana napoletana – Bonus track

Quando ci sono andato cinque anni fa, Giuseppe Polone, rettore, docente unico ed animatore dell’Università Stradale di Matematica, i cui locali occupano l’angolo di piazza San Domenico che incrocia via Benedetto Croce (altresì nota come Spaccanapoli) e via Mezzocannone, propagandava la sua accademia utilizzando più o meno queste parole: Cambridge+Oxford+Federico II+La Sapienza=0,00001% dell’Università Stradale di Matematica. Dopo averla frequentata per quasi venti minuti, ed aver anche conseguito la laurea in matematica stradale, posso dire che si tratta, verosimilmente, della pubblicità più veritiera in cui abbia mai avuto la ventura di imbattermi.

Ora, invece (lo so perché durante il mio breve soggiorno napoletano all’incrocio tra piazza San Domenico, via Benedetto Croce e via Mezzocannone ci sono tornato), Polone ha scelto uno slogan più personalistico, ma non meno onesto: “Ogni duemila anni nasce un genio: Dal 2000 a.C. all’anno 0 Pitagora; Dall’anno 0 al 2000 d.C. Leonardo; Dal 2000 al 4000 Polone”. Per dimostrare, comunque, che come buona parte dei napoletani il professore ha l’indubbia virtù di prendersi molto sul serio ma di sapere scherzare con eguale facilità con se stesso, perpendicolarmente al cartellone che riporta questa frase c’è quello che vedete nell’immagine in apertura del post (dico, quello in basso).

Ritengo che la definizione di genio non sia esagerata per Polone, la cui conoscenza, come per molte delle cose belle che ho visto nella mia vita, devo a Mariano Tomatis, che ne parlò in tempi non sospetti: se un genio è una persona che ha praticato ogni possibile errore in un campo molto ristretto delle conoscenze (Niels Bohr), fino a diventare insuperabile in quel campo, allora Polone è un genio della matematica ricreativa. È infatti capace di costruire un quadrato magico, 4×4 o 5×5, che dia un numero qualunque, scelto da chi lo guarda mettersi in opera, nel tempo necessario a scrivere i numeri nelle sue caselle; ossia, praticamente in modo istantaneo. Non pago di questa dimostrazione d’abilità, costruisce un quadrato analogo con numeri con la virgola, utilizzando due colori diversi, nero e rosso: si ottiene il numero desiderato sommando i numeri scritti in nero e sottraendo quelli scritti in rosso, da qualunque riga, colonna e diagonale… e non solo. I suoi quadrati magici, infatti, sono “a più dimensioni”: il numero cercato si ottiene anche sommando i numeri nei quattro angoli, alle estremità di una riga e di una colonna scelte a caso, prendendo quelli contenuti in quattro caselle adiacenti…

Non pago, Polone procede quindi a dimostrare come la matematica possa aiutare a leggere la mente: chiede di pensare mentalmente ad un numero da 1 a 100, poi mostra alcune “cartelle”, come le chiama lui (siamo sempre a Napoli, e la tombola è tradizione ed istituzione), su cui sono riportati alcuni numeri compresi in questo intervallo. Chiede di indicare in quale si trovi il numero pensato, ed in quale no; in questo modo è in grado di divinare il numero. Questo effetto può essere eseguito, a sentire il professore, con davanti fino a sette persone diverse, che pensano, ovviamente, a numeri diversi; suscitata la meraviglia di quello che ormai è uno spettatore, Polone ci tiene a ricordare che la sua è pur sempre un’università, e che in essa si deve imparare: spiega quindi in che modo è riuscito ad ottenere questo strabiliante risultato, e propone di scambiarsi di ruolo col discente; lui penserà ad un numero, e lo scolaro dovrà indovinarlo. Se l’alunno riesce, gli viene consegnata la laurea dell’Università Stradale di Matematica, dietro la quale sono stampate le stesse “cartelle” utilizzate dal rettore; si può quindi ripetere la prova anche a domicilio. Ho sfruttato lo stesso principio per la creazione di un gioco di prestigio che ultimamente sto eseguendo spesso, e che considero la mia “laurea specialistica” all’Università Stradale di Matematica.

A domanda specifica, poi, Polone spiega cos’è la strana torre di forma pentagonale che sorregge il cartone che lo ripara dal caldo sole napoletano: è il progetto di una torre analoga che vorrebbe costruire a Procida, capitale europea della cultura per il 2022, le cui facce sono tutte quadrati magici; comunque si scelga un quadrato di 5×5 caselle contigue, la somma delle sue righe, delle sue colonne e delle sue diagonali darà sempre 2022. Polone ha già realizzato nell’isola del golfo un murale, lungo 20,22 metri, con caratteristiche analoghe, e mi raccontava che nella settimana seguente a quella in cui ci siamo incontrati avrebbe dovuto incontrare il sindaco per meglio definire il progetto.

In bocca al lupo, professore: ho scritto nei giorni scorsi che Napoli è una città in cui è facile sognare cose che non ci sono. Ora, posso aggiungere che è anche una città in cui è facile imbattersi in cose (e persone) che si credeva di poter solo sognare.

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