Cronache dall’isolamento – 5

Calendario: settimo giorno dalla positività, ore 10.15 tampone di controllo

Sintomi: nessuno

Sanità pubblica: domenica mi sono reso conto che il provvedimento di isolamento che la ASL mi aveva inviato conteneva un errore: c’era infatti scritto che sono vaccinato con due dosi (e non con tre), e che dunque avrei dovuto aspettare dieci giorni e non sette per il tampone di controllo. Ho inviato una mail al servizio di sanità pubblica, certo che la cosa avrebbe rappresentato un problema insormontabile… alle tredici e quaranta di quella stessa domenica, sono stato chiamato al telefono da una gentilissima infermiera che mi ha detto di non preoccuparmi e mi ha confermato l’appuntamento per il tampone, informandomi pure che provvederanno loro a comunicarmi il risultato del mio test.

Una simile sollecitudine è dovuta al fatto che io sia medico? L’assenza di telefonate ai miei contatti me lo fa sospettare. Ma mi sembra comunque un’organizzazione migliore di quella a cui ero abituato altrove

Situazione psicologica: sicuramente molto meglio rispetto all’ultima volta in cui il Covid mi ha costretto a rimanere chiuso dentro casa. Non so dire se è stato per via del costante contatto che ho mantenuto con voi o del “piano di organizzazione generale” che ha fornito un senso alle mie giornate ed ha impedito che si trasformassero in un alienante blob in cui rimbalzavo da YouTube a Whatsapp di nuovo a YouTube… sta di fatto che al momento non mi sento come se avessi vissuto nello spazio negli ultimi sette giorni.

Progetti per il futuro: abbandonare questa rubrica e rientrare nella “normale programmazione” del blog, in conseguenza della mia guarigione e del mio ritorno al lavoro. Incrociate le dita, che avrò bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Cronache dall’isolamento – 4

Calendario: quinto giorno dalla positività, -2 al tampone di controllo

Sintomi: questa mattina ho dovuto soffiarmi il naso due volte. Non so bene quale significato dare a questo segno, del tutto inedito dal secondo giorno dalla positività. Ad ogni modo continuo a non avere febbre, dolori, difficoltà respiratoria. Mangio con grande gusto.

Sanità pubblica: termina oggi l’autosorveglianza dei miei contatti stretti e, con essa, la speranza che qualcuno del contact tracing li raggiunga per spiegare loro come avrebbero dovuto osservarla.

Situazione psicologica: questa mattina ho dovuto soffiarmi il naso due volte. E fin qui, tutto bene; poi, ho riflettuto a lungo sul fatto che mi ero soffiato il naso due volte. Credo di sapere che significato dare a questo segno, del tutto inedito in questo periodo di positività. Se questa notte sognerò che il mio tampone di controllo, ormai imminente, risulterà positivo, saprò di avere ragione.

Progetti per il futuro: una lettrice mi ha fatto sapere in privato che il progetto di “maratona presidenziale” cui accennavo nel primo post di questa serie incontrerebbe la sua approvazione; sono stato costretto a risponderle che ne basta uno, che fa dirette fiume insopportabili in occasione di qualunque elezione gli offra l’occasione per farlo. Non di meno, ho ritenuto corretto prometterle una “sorpresa” per l’elezione del presidente della Repubblica; promessa che ora ripeto a voi e che, se domani non vedrete l’ormai consueto Cronache dall’isolamento ma, invece, qualcos’altro (che mi sembra di abusare della vostra pazienza, con due post nello stesso giorno), saprete che ho rispettato.

Cronache dall’isolamento – 3

Calendario: quarto giorno dalla positività, -3 al tampone di controllo

Sintomi: completamente asintomatico al momento in cui scrivo. Ieri, con i primi esercizi di ginnastica di questo isolamento, ho anche voluto effettuare un “test da sforzo”, che, al netto della “carne cretta”, è risultato negativo.

Sanità pubblica: il collega positivo cui accennavo ieri, che ho raggiunto per telefono, mi dice di avere qualche linea di febbre e nulla di più; gli altri miei contatti sono tutti asintomatici e, poiché sono tutti vaccinati con tripla dose, stando alle attuali indicazioni del governo domani dovrebbero completare il periodo di autosorveglianza. Nessun abbocco da parte del contact tracing.

Situazione psicologica: la mia è tutto sommato accettabile; non lo stesso si può dire, invece, di quella dei miei parenti, che mi contattano più volte al giorno per avere informazioni riguardo come mi sento. Poiché non dispongo di grandi eredità da distribuire, devo supporre che siano davvero preoccupati riguardo le mie condizioni di salute. Una di queste telefonate, ieri, ha causato un rimaneggiamento del mio “piano di organizzazione generale delle giornate”, che si sta rivelando un discreto strumento per “mantenere il controllo”. Di cosa, lascio a voi deciderlo.

Progetti per il futuro: ho dedicato le ultime due serate alla visione di un film, e potrei rendere la cosa una tradizione (spero, di breve durata). Accetto consigli sulle pellicole da vedere perché quelle che ho scelto ieri e l’altro ieri si sono rivelate delle cocenti delusioni.

Cronache dall’isolamento – 2

Calendario: terzo giorno dalla positività, -4 al tampone di controllo

Sintomi: ieri nel tardo pomeriggio ero pressoché asintomatico; questa mattina mi sono svegliato con una serie di dolori muscolari che credo siano stati causati più dal fatto di aver trascorso la maggior parte degli ultimi tre giorni sdraiato sopra un letto che non ad una ripresa della replicazione virale. Continuo ad essere apiretico. Monitoro in maniera lievemente paranoica la presenza di gusto ed olfatto e, a ­giudicare da quanta acqua sono stato costretto a bere dopo aver mangiato ieri sera un panino con carne di maiale e salsa piccante (che ha causato una brevissima recrudescenza della tosse), direi che non mi posso lamentare.

Sanità pubblica: l’altro ieri uno dei miei contatti stretti (un collega) è risultato positivo; i sintomi per me e per lui sono tuttavia iniziati pressoché in contemporanea, quindi non saprei se sono stato io ad infettare lui, lui ad infettare me o tutti e due a prenderci il Covid da qualcun altro, e francamente credo abbia anche poco senso tentare di scoprirlo. Gli altri miei contatti (tutti con tripla dose) sono asintomatici (per fortuna). Per quello che sono riuscito a ricostruire, nessuno di loro è stato contattato da chi si occupa di tracciamento.

Situazione psicologica: ho tenuto abbastanza fede al “piano generale di organizzazione delle mie giornate” di cui parlavo nel post di ieri; visto che una domanda del genere è giunta nei commenti, sarà forse il caso di chiarire che sì, ho predisposto un apposito foglio Excel in cui ho scritto cosa fare mezz’ora per mezz’ora. Credo ci siano scienziati che sarebbero disposti a scommettere che questo è sintomo di una qualche psicosi pronta ad esplodere, ma per il momento mi sembra che questa autodisciplina mi stia aiutando a vivere questo isolamento un poco meglio rispetto a quello cui fui costretto un anno e mezzo fa; o forse è il fatto che ho avuto diciotto mesi per dirmi “tanto prima o poi mi capiterà di nuovo”. Altro segno di non perfetto controllo delle mie emozioni è questo: ieri ho telefonato alla farmacia presso cui dovrò effettuare il tampone di controllo per essere sicuro che avessero registrato la mia prenotazione.

Progetti per il futuro: direi trovare una qualche mezz’ora, nel mio “piano generale di organizzazione delle giornate”, per l’attività fisica. Tutte le persone che conosco escono dal Covid che sono dei figurini, io non vorrei tornare alla vita pubblica con quattro chili in più (e mi capiterà, se continuo ad indulgere ai panini con la carne di maiale).

Cronache dall’isolamento – 1

Calendario: secondo giorno dalla positività, -5 al tampone di controllo

Sintomi: onestamente, ieri mi sentivo come se il Covid non ce l’avessi; avrò dato venti colpi di tosse in tutta la giornata e, a parte un fastidioso raffreddore, non avevo molto altro di cui lamentarmi: anzi, come ho detto a qualcuno, se martedì mi fossi sentito come ieri, probabilmente il Covid non avrei mai scoperto di avercelo. Questa mattina mi sono svegliato con qualche dolore muscolare ed un seccante mal di testa, che credo dipenda più dalla mia sinusite che non da un peggioramento delle mie condizioni cliniche. Niente febbre, niente fatica respiratoria e, ringraziando il cielo, gusto ed olfatto sono ancora qui.

Sanità pubblica: ieri sono stato contattato dal servizio di igiene della ASL che mi ha inviato un link a cui ho potuto inserire i miei contatti stretti (i quali, per fortuna, sono assai limitati); inoltre, ieri sera (a circa ventiquattro ore dal contagio) mi è arrivato un SMS del ministero della salute che mi informa che il mio green pass è stato sospeso: ci sono ancora ampi margini di miglioramento, ma almeno non mi è capitato come ad altre persone di cui ho sentito, che hanno avuto un green pass regolarmente valido per tutta la durata della loro positività. Non so dire se i miei contatti siano stati raggiunti da chi si occupa della catena di contagio. Ho prenotato con relativa facilità un tampone di controllo in una farmacia vicino casa.

Situazione psicologica: su una scala da zero a “supplizio dei reclusi e degli esuli” di cui parlavo nel post precedente, direi che potremmo attestarci su un due. Ho scritto un piano di organizzazione generale delle mie giornate per non ritrovarmi in quella situazione in cui passo da “va bene, ora sto cinque minuti al telefono” a “caspita, ma si sono già fatte le undici e mezza?”: vi interesserà sapere che la prima mezz’ora dopo il risveglio sarà sempre dedicata alla scrittura di questi “bollettini sanitari”. Non ho previsto in nessun momento del tempo da dedicare alla burocrazia, perché spero di non averne più bisogno (sto applicando la massima di Paulo Coelho per cui, se credi nei miracoli, allora i miracoli si avverano…). Ieri sono stato piacevolmente sorpreso dal numero di colleghi (considerate che lavoro in questo ospedale da poco più di un mese) che mi hanno scritto per sapere come stavo.

Progetti per il futuro: mi è stato fatto notare che il 24 di gennaio, quando si apriranno le votazioni per il presidente della repubblica, sarò ancora in isolamento, e che potrei, dunque, lanciarmi in una specie di “maratona blog”: temo che una simile attività, tuttavia, mi provocherebbe sintomi organici assai più invalidanti di quelli di cui sto facendo esperienza per via dell’infezione.