Semafori

Avete mai giocato a Lupus (o, come lo chiama Wikipedia, Mafia)? Io l’ho fatto la sera di Martedì Grasso, e francamente, non riesco ad immaginare un modo migliore per passare il carnevale. Continue reading

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Il paradiso (Omaggio all’Andalusia)

A chi ha compiuto con me quest’avventura, ritrovandosi ad un certo punto perdido en Andalucìa, col desiderio di non ritrovare più la strada…

… ed a sherazade, che mi insegna sempre molto sulla bellezza, e per cui quest’articolo sarà troppo lungo (a ragione).

La pagina di Wikipedia ad essa dedicata definisce la bellezza come:

l’insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell’universo osservato, che si sente istantaneamente durante l’esperienza, che si sviluppa spontaneamente e tende a collegarsi ad un contenuto emozionale positivo, in seguito ad un rapido paragone effettuato consciamente o inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che può essere innato oppure acquisito per istruzione o per consuetudine sociale.

La definizione ha, è evidente, due difetti.

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Mentre scrivevo epitaffi

La mia amica Anita, qualche giorno fa, in un momento di particolare sconforto, mi ha dettato il suo epitaffio (tranquilli: stava scherzando e non c’è stato ancora bisogno di farlo scolpire da nessuna parte). Iniziava con le parole: “lettrice incallita”. Probabilmente (se io ed Anita siamo amici, d’altronde, dovrà pur esserci qualche motivo) sono anche le stesse parole con cui inizierei il mio.

(E per favore, nessuno faccia battute sul fatto che io non sono una lettrice, suvvia).

Verosimilmente, anzi, sono anche le stesse parole con cui lo concluderei: perché, a parte quella definizione, non avrei granché da aggiungere. Molte delle altre cose che sono (medico, imbrattafogli, apprendista stregone), infatti, sono conseguenza dell’essere stato, per tanto tempo, un “lettore incallito”. Continue reading