Addendum a “L’ipotesi zero”

Nell’apertura del mio precedente post, parlavo (in modo piuttosto irridente) di un certo immaginario legato all’America degli anni Cinquanta; per spiegare a quale immaginario mi stessi riferendo, usavo queste parole:

quell’immagine […] che è stata raccontata […] dal film omonimo di George Lucas, da Grease, da Happy Days e da un sacco di altre produzioni cinematografiche, televisive, teatrali, più o meno dagli anni Settanta in poi […] quell’America in cui le ragazze hanno una larga gonna a fiori, i ragazzi i capelli impomatati e il ciuffo alla Elvis (che gli verrà tagliato quando verranno spediti in Corea), c’è una torta di mele su ogni davanzale ed una muscle car pronta ad investirti ad ogni incrocio

Non ricordo chi scrisse una volta che per capire bene un testo bisogna fare attenzione non solo a quel che dice, ma anche a quel che non dice; si noterà, in quel breve elenco di opere narrative ambientate negli anni Cinquanta, una mancanza: Ritorno al futuro.

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Placebo, dolore ed altre scherzi del cervello (Parte I e forse unica)- Gaberricci’s Anatomy

Un mio professore universitario (tra l’altro, uno di quelli che mi ha insegnato una materia “non clinica” e, diciamocelo francamente, non delle più utili) disse una volta, durante una lezione:

un medico che non sa come usare l’effetto placebo non è un bravo medico

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Del peggio del nostro peggio – Giugno (Uno dei futuri possibili)

philipdick

Un terremoto ha colpito una vasta area compresa tra la Grecia e la Turchia. Il sindaco di Ankara ha espresso le sue perplessità in merito: “Questo potrebbe essere un terremoto artificiale“. Bisogna capirlo: una magnitudo di 6.2, e nemmeno qualcuno che rideva. Non può essere naturale.

(Ebbene sì, questo mese niente introduzione in corsivo. Presto detto il motivo di questa scelta: anche una frustata fa più male, quando arriva imprevista. Bisogna però ammettere che, se seguite questa rubrica, significa che a voi di sicuro non fanno male, le frustate

L’immagine in evidenza è quella di Philip Dick, che di futuri possibili se ne intendeva e che volle farci un favore non descrivendo questo).

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Ex falso quodlibet

Mia madre condivide con me un articolo, che preferisco non linkare, tratto dal sito internet di una televisione locale della mia città d’origine (ma sono sicuro che una televisione locale di Verona – ed anche una di Caltanissetta, probabilmente – avrebbe trattato la notizia nello stesso modo).

Il titolo dell’articolo è il seguente: “Piscina del Nettuno-che-fa-il-morto-a-galla, l’utilizzo del pallone in piscina solo per i bambini non italiani. E poi parlano di razzismo” (sic; il nome della piscina non è quello reale, il corsivo è mio).

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Un incontro metafisico

La pittura metafisica è nata nel 1916, in un ospedale psichiatrico vicino Ferrara, dove due giovani e, fino a quel momento, sconosciuti pittori di provincia erano emigrati per leccarsi le ferite provocate da una guerra cui avevano accettato di partecipare con lo stesso entusiasmo di chi viene invitato come ospite d’onore ad un’esecuzione capitale.

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