Chi ha fatto peccato

Alcuni giorni fa, con sgomento, mi sono reso conto che sono anni che sto mentendo a tutti voi. E, anzi, non solo a voi, ma anche a tutti coloro che mi conoscono fuori da questo mondo e che ignorano che possiedo un’identità fittizia che risponde al nome di Gaber Ricci; la quale, a cadenza più o meno bisettimanale, infligge a degli ignari lettori che non hanno altra colpa se non quella di trovare interessante ciò che scrivo (che scrivo io, o che scrive lui?): le mie banali riflessioni o, ancora peggio, i miei tremendi racconti.

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A whole new world

Una delle cose migliori in cui mi sia imbattuto, durante la quarantena appena trascorsa (e sperando che non ce ne sia una ancora da trascorrere) è stato un video, significativamente intitolato Mi piace anche essere triste (e direi che il titolo è sufficientemente esplicativo di per se), che quasi non riesco a credere abbia partecipato allo stesso contest magico di quello che ho aspramente criticato qualche settimana fa, in questo articolo (nel quale ero stato, forse, fin troppo tenero).

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Quattromilanovecento e tredici

(Il 23 aprile scorso, come ogni anno, si è festeggiata la Giornata internazionale del libro; ed a pensarci, dato che della mia vita ricordo molto più quello che ho letto, che quello che ho vissuto – cit., e come vedremo ben di rado ne ho fatte di così pesanti era inevitabile che, prima o poi, per quella giornata, io ricevessi un regalo. Anche se in quella stessa data si celebra anche il diritto d’autore, che non sono sicuro sia una cosa a cui, nelle sue incarnazioni contemporanee, voglio essere associato.

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