La peste

Le mie colleghe (brave ragazze) mi hanno regalato per Natale “Lo straniero” di Albert Camus. Non ho molto da dirne: l’ho finito in due giorni (non solo per la sua brevità) e Camus mi ha fatto ricordare che, novantanove volte su cento, bello significa semplice.

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Sì, di nuovo

Qualche tempo fa (il pratico calendario del signor WordPress dice che sono passati due anni e mezzo, ma il testo risale a ben prima), in un racconto che è, probabilmente, il più autobiografico della mia “produzione”, scrivevo che, ad un narratore, è necessaria una sola, grande qualità.

La crudeltà.

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Problemi ed opportunità

Ha generato qualche rumore e parecchia sensazione, pare, l’intervista che Alessandro Di Battista ha concesso a Diego “Zoro” Bianchi per Propaganda Live (la trovate qui, inizia intorno a -2.04.00: scusate, non ho trovato da nessuna parte la sola intervista “ritagliata” dal resto della puntata). E no, non parlo solo di Angelino Alfano e del suo (sparuto) gruppo di sostenitori, che hanno minacciato di querelare Zoro e Di Battista ancora prima che andasse in onda. Che Alfano ormai minaccia querele con la stessa frequenza con cui Berlusconi, ai bei tempi, minacciava la discesa dei cosacchi bolscevichi dalle steppe dell’Oriente e lo sterminio dei primogeniti. Segnatamente, dei primogeniti ancora in età neonatale, che di quei cosacchi sarebbero dovuti divenire il fiero pasto.

Parlo anche, e soprattutto, della mia amica Anita, che quell’intervista mi ha addirittura consigliato di vederla. Continue reading