Se 2+2 fa cinque, allora cade il Governo

Nuova puntata del più divertente passatempo che la destra abbia mai inventato (cioè, a parte il pestaggio degli inermi, perché no, anche coadiuvati da armi, e possibilmente continuato finché morte non sopraggiunga): la minaccia alla stabilità del governo Letta!

Nei mesi scorsi, erano stati l’abolizione dell’IMU (che alla fine c’è stata, purtroppo: che altrimenti, forse, non mi sarei beccato banner come questo) e la condanna di Berlusconi*ad essere agitati come MacGuffin per questo affascinante giochetto. Adesso, pare, è la volta dell’IVA, imposta aborrita, soprattutto da chi la evade, quanto altre mai.

Non perdete i prossimi episodi: “Se Letta starnutisce, il governo cade!”.

Divertentissimo il video di Youtube col presidente del Consiglio che cerca di trattenersi, rischiando di farsi partire un embolo, prima di giungere ad una posizione maggiormente condivisa: Letta potrà starnutire, ma solo da una narice (la sinistra, ovviamente), e solo sulla testa di pericolosi militanti No Tav (il meglio sarebbe lui).

Soddisfazione nel PDL.

*in realtà, qui il gioco è presto scivolato nella farsa, e quasi nella tragicomico. Ma bisogna avere comprensione: la nave sta affondando lentamente (pare: ma già altre volte ha miracolosamente ripreso a galleggiare, quindi non brindiamo prima del tempo); di conseguenza, la destra è pervasa da un certo nervosismo.

Per dire: un paio di giorni fa Vittorio Feltri attaccava Fiorello con l’unico metodo che, quando non si hanno a disposizione argomenti validi, si possa usare: la macchina del fango.

Un commento? Fiorello è bravissimo: ma tra i due protagonisti della vicenda non è quello che fa più ridere.

Definizioni (episodio speciale)

Ambientalismo: non credo ci siano problemi se le falde acquifere vengono inquinate, l’aria resa pestilenziale, gli alberi abbattuti, aree un tempo verdi ridotte a deserti privi di ogni forma di vita. Purché non succeda nel raggio di un chilometro da casa mia.

(È chiaro che la vicenda denuncia in tutta la loro inadeguatezza le strategie del movimento NoTav: a che pro dire –qui, ad esempio- che l’opera è costosa, inutile, causa la distruzione di un intero ecosistema e di tutti i suoi abitanti, compresi quelli che appartengono alla specie umana? A chi dirlo, soprattutto? Veramente si credeva di poter trovare qualcuno a cui interessasse?

Facciamo una colletta e regaliamo a Brunetta una ridente casetta a Mompantero, a Chiomonte o a Bussoleno, piuttosto. Fine dell’alta velocità in Val di Susa).