Addendum a “L’ipotesi zero”

Nell’apertura del mio precedente post, parlavo (in modo piuttosto irridente) di un certo immaginario legato all’America degli anni Cinquanta; per spiegare a quale immaginario mi stessi riferendo, usavo queste parole:

quell’immagine […] che è stata raccontata […] dal film omonimo di George Lucas, da Grease, da Happy Days e da un sacco di altre produzioni cinematografiche, televisive, teatrali, più o meno dagli anni Settanta in poi […] quell’America in cui le ragazze hanno una larga gonna a fiori, i ragazzi i capelli impomatati e il ciuffo alla Elvis (che gli verrà tagliato quando verranno spediti in Corea), c’è una torta di mele su ogni davanzale ed una muscle car pronta ad investirti ad ogni incrocio

Non ricordo chi scrisse una volta che per capire bene un testo bisogna fare attenzione non solo a quel che dice, ma anche a quel che non dice; si noterà, in quel breve elenco di opere narrative ambientate negli anni Cinquanta, una mancanza: Ritorno al futuro.

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Neurosurgery Kid

(Informazione di servizio: sì, ho cambiato i mobili, per usare le parole di iome. Penso che adesso il tema sia più funzionale. E questo non è nemmeno l’unico cambiamento che ho fatto, eh: per esempio, ci sono stati aggiornamenti nel Portfolio. E altri ce ne saranno nei prossimi giorni. State più tunnati della salsa (cit.)!)

L’altro giorno, nella cucina del reparto di neurochirurgia, sbucciavo (o, per meglio dire, tentavo di sbucciare) una mela con un coltello di plastica. E, all’improvviso, mi è venuto in mente “Karate Kid”.

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