Il Mattarella annotato (Parte 1?)

(Per un periodo, ho condotto su questo blog, ad intervalli irregolari determinati dalla disponibilità di “materia prima”, una rubrica che potrei intitolare degli Annotato, in cui prendevo un discorso pronunciato in qualche occasione da un politico e ne affrontavo “l’analisi”, intendendo con questo termine che lo trattavo come avrei potuto trattare un qualunque testo letterario di cui avessi dovuto fare una versione, appunto, annotata: sottolineavo quali erano le figure e, più spesso, i mezzucci retorici utilizzati, chiarivo i passaggi oscuri, compivo un fact checking minimale sulle affermazioni. Quella rubrica giace dimenticata, credo, dal giorno in cui pubblicai Il Di Battista annotato, pochi giorni prima di laurearmi – e tenete conto che da quel giorno ho fatto in tempo ad abilitarmi alla professione medica ed a concludere una scuola di specialità lunga cinque anni.

La mattina di Capodanno, leggendo i titoli dei giornali a proposito dell’ultimo discorso “presidenziale” di Mattarella, mi è venuta voglia di sottoporre le sue parole allo stesso trattamento; mentre lo facevo, mi sono ricordato del perché avevo abbandonato gli Annotato: perché richiedono una gran quantità di ricerche e, soprattutto, perché risultano essere sempre dannatamente lunghi– tranne quello, sui generis, su Enrico Letta -, e quello dedicato all’ancora-per-poco capo dello stato non fa eccezione: il contatore delle parole mi dice che ho superato le 1800, avendo “consumato” solo 5 minuti dei 15 che il discorso dura.

Non possiedo il dono della sintesi, ma non sono un mostro: ho deciso, dunque, di fermarmi qui. Per il momento, almeno: non escludo che, in futuro, potrei rimettere mano a questo avvincente cortometraggio e completare la mia opera. Non so, però, quanto potrebbe durare, quel momento: ed ecco spiegato il punto interrogativo nel titolo dopo Parte 1. La Parte 2 potrebbe arrivare domani, tra una settimana, o forse mai.

Frattanto, vi auguro buona lettura… e buon anno).

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Ho vinto il terzo premio del Bizzarro Bazar Contest di quest’anno…

… ed è per me piuttosto difficile spiegare perché sono così fiero di averlo fatto. Anche perché è piuttosto difficile (per me come per chiunque altro) spiegare cosa sia Bizzarro Bazar e chi sia il suo autore, Ivan Cenzi (che mi scuserà se, da qui in poi, mi riferirò a lui solo col suo nome di battesimo).

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Absit iniuria verbis – Ancora non siamo fuori dall’introduzione

Alcuni giorni fa, leggendo l’articolo con cui ho annunciato il proposito di lanciare una rubrica intitolata Absit iniuria verbis”, redpoz (qui il suo blog) mi ha scritto, in privato, le seguenti parole:

cioè, hai annunciato il progetto prima di sapere se l’avresti portato a termine??

Ai due punti interrogativi (che, a suo disdoro, compaiono tal quali nella comunicazione informale che mi ha inviato) seguivano tre emoji che volevano indicare, credo, vivo divertimento.

Ho risposto che il primo, vero episodio di quella rubrica (che è questo) tardava ad arrivare perché molte erano le ricerche da fare, e difficoltoso lo stile da adottare.

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Il Di Battista annotato

Dopo il Berlusconi (episodio uno ed episodio due), il Letta ed il (tentativo di) Calvani annotati, per colpa di un articolo di Mazzetta (questo, che si riferisce però ad un altro discorso), vado oggi ad occuparmi di un altro che non ha paura di lasciare dietro di se tracce delle imprecisioni (eufemismo) che dice: Alessandro Di Battista. Che sennò poi qualcuno potrebbe dire che mi occupo di tutti tranne che del Movimento 5 Stelle, perché anch’io sono al soldo dei poteri forti eccetera eccetera. Il video su cui verrà svolto il debunking è quello dell’intervento di Di Battista alla giornata conclusiva di “Italia a 5 stelle”, che si è svolta al Circo Massimo nello scorso fine settimana. Agevoliamo supporto video:

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Peter Norman (Transmedialità)

Ci sono storie che vorresti raccontare tu: ma non puoi, perché c’è già chi l’ha fatto, e con una tale bravura che anche se ci mettessi tutto l’impegno, il mestiere, il talento che hai (se ne hai), non riusciresti a raggiungere quel livello nemmeno in un milione di anni. Forse in due, ma neanche è sicuro.

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Mentre il Santo attende

“Ma tutto ciò è scandaloso!” disse il Santo, l’Uomo vestito di bianco, Quello che teneva in caldo il posto per la Divinità finché non tornava sulla Terra e poi si sarebbe fatto da parte. Il vice sostituto angelo di quarta scelta, che manco aveva un nome, visto quanto poco contava, doveva essere d’accordo; o almeno, questo lasciava pensare il fatto che si profuse in inchini tanto profondi da toccare col naso il pavimento di soffici nubi.

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Talking ’bout a revolution…

… ma non come Tracy Chapman. Purtroppo.

Quando senti una folla gridare “rivoluzione!”, stai certo che uno è rivoluzionario, dieci sono criminali, e cento sono codardi.

-Tommaso Benedetto, “Italian Gothic”

In riferimento a quanto fanno sapere i compagni di Campobello di Licata, in questo manifesto ci permettiamo di muovere i seguenti commenti.

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