Del peggio del nostro peggio – Giugno (Uno dei futuri possibili)

philipdick

Un terremoto ha colpito una vasta area compresa tra la Grecia e la Turchia. Il sindaco di Ankara ha espresso le sue perplessità in merito: “Questo potrebbe essere un terremoto artificiale“. Bisogna capirlo: una magnitudo di 6.2, e nemmeno qualcuno che rideva. Non può essere naturale.

(Ebbene sì, questo mese niente introduzione in corsivo. Presto detto il motivo di questa scelta: anche una frustata fa più male, quando arriva imprevista. Bisogna però ammettere che, se seguite questa rubrica, significa che a voi di sicuro non fanno male, le frustate

L’immagine in evidenza è quella di Philip Dick, che di futuri possibili se ne intendeva e che volle farci un favore non descrivendo questo).

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Del peggio del nostro peggio – Aprile (2017, pare)

Per chi fosse così fortunato da non saperlo, Del peggio del nostro peggio è il titolo di una rubrica che è stata ospitata su queste pagine da gennaio a dicembre dello scorso anno. In essa, a cadenza mensile, pubblicavo un monologo satirico, scritto prendendo spunto da quanto avevo letto sui giornali nel mese precedente. Una personale dimostrazione del fatto che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior, ma a volte dal letame nasce solo del letame che puzza di più.

Se volete leggerne, ed ascoltarne (perché sì, c’è anche la versione audio di ciascun monologo), gli episodi, potete andare qui. Ma, in questo caso, credo che il browser vi abbia rediretto sul sito sbagliato quando avete cercato “fammi male” su Google. Continue reading

Su Del peggio del nostro peggio

Un creazionista è uno che quando non sa spiegarsi perché qualcosa è successo da la colpa a Dio. In pratica, se torna a casa prima dal lavoro e trova la moglie al letto nuda e le lenzuola sporche di sperma, pensa che la moglie lo abbia tradito con Dio. E magari è pure contento.

Nell’articolo che precede questo, la puntata di dicembre 2016 di “Del peggio del nostro peggio”, esprimevo le mie perplessità circa la futura prosecuzione di questa rubrica che ci ha accompagnato per tutto il 2016 ed in cui mi sono travestito da stand up comedian e mi sono divertito a commentare (mettendoci almeno la voce, anche se non la faccia) gli eventi capitati nei dolorosi dodici mesi che hanno costituito quell’anno.

Ammenicolidipensiero, mio amico virtuale (virtuale ancora per poco, spero) di vecchia data nonché, evidentemente, appassionato lettore delle facezie che si potevano tirar fuori a proposito del cambio di governo, non ha preso la cosa bene: e questo mi ha sinceramente stupito.

Non mi considero un tipo molto divertente e non credevo che qualcun altro potesse davvero ridere per le cose che scrivo. La sua reazione, dunque, mi ha spinto a riconsiderare tutto quanto avevo “prodotto” negli ultimi dodici mesi ed a chiedermi: dovrei davvero continuare con questa rubrica? E, nel caso, perché sì e perché no?

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Del peggio del nostro peggio – Dicembre

Che oggi è venerdì 13, e non credevate mica che mi sarei lasciato scappare l’occasione di infliggervi per (forse… ta ta ta taaaaaa!) l’ultima volta questo immane dolore, vero?

Ehi ehi ehi, dove pensate di andare? L’audio di questo mese è qui. Correte ad ascoltarlo, sciocchi!

(Per alcune battute di questo mese, ho ritenuto non ci fosse bisogno di un link. Cioè, a meno che a dicembre non foste ricoverati in un reparto di terapia intensiva insonorizzato dove non prendeva il 3G ed in cui lavorava solo personale sanitario muto).

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Del peggio del nostro peggio – Novembre

(Ed infine, eccola qui: dopo essere stata vigliaccamente, biecamente, subdolamente e – ora basta con gli autocomplimenti – annunciata, la puntata mensile della rubrica più amata dagli addetti alla tortura dei regimi più sanguinari del mondo è finalmente qui! E, datosi che siamo a Natale – in realtà, ci siamo dal quindici agosto, ma non stiamo qui a cavillare – e siamo tutti più buoni, tranne me che sono ancora più infido, ecco che questo mese, solo per voi, oscuri ed anonimi impiegati che rendete il mondo un posto migliore attaccando elettrodi ai genitali di quelli che vogliono un aumento salariale, la sinfonia di violini infernali che è la mia voce non sarà composta da un solo movimento, no!, ma da ben due: perché, ricordate, la mia memoria vacilla spesso, ma mai quando si tratta di infliggervi degli immani dolori. Quindi, che lo scorso mese  l’audio di questa rubrica vi era stato risparmiato, me lo ricordo benissimo.

Dunque trovate qui l’audio del mese di ottobre, e qui quello del mese di novembre. Qui sotto, invece, il cartaceo, per chi volesse ripetere l’orrido esperimento di leggerlo in pubblico. Cercate di non soffrire troppo, o il prossimo mese non mi divertirò).

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Del peggio del nostro peggio – Novembre – Anticipazione!

Che dovevo pur farmi perdonare dovevo pur vendicarmi, per avervi risparmiato, il mese scorso, l’audio che di solito accompagna le boiate che scrivo a cadenza mensile, col solo scopo di irridere le boiate che a cadenza mensile dicono e/o fanno personaggi più o meno famosi. A volte, anzi, famigerati (ricordiamoci che, all’inizio, Del peggio del nostro peggio conteneva una sottorubrica che era Che cos’ha fatto questo mese Matteo Salvini?).

Lo ammetto: in realtà, quando l’ho aperto, speravo che questa rubrica sarebbe servita, più che altro, a dare all’Internet un motivo per farmi irridere per la mia insipienza, la mia megalomania e la mia concupiscenza (aggiungete altri termini inusuali a caso, se preferite). Ciò avrebbe significato che anche io ero diventato famoso o, piuttosto, famigerato. Questo non è accaduto, e nemmeno sono riuscito a realizzare l’obiettivo che mi ero imposto nel caso questo fosse fallito: provocarvi inutili sofferenze. Finora, mi sembra, non sono riuscito neppure in questo; spero che questa mia breve occasione riesca, almeno, a farvi venire una piccola fitta alla schiena. Non abbastanza forte da tenervi a casa dal lavoro domani, ma non così debole da permettervi di dimenticarvi di Gaber Ricci! (*sparisce nella nebbia, inciampa e cade*)

Sì, insomma, questo mese anticipiamo lo strazio (che poi è uno strazio pure per me, andare tutte le mattine a vedermi che ha combinato uno dei Matteo). In esclusiva, prima della sua uscita ufficiale, qui per voi, un assaggio di quel che sarà, questo mese, Del peggio del nostro peggio.

Maria Elena Boschi ha dichiarato che, se vince il Sì al referendum, le donne saranno maggiormente rispettato. Ormai è talmente probabile che vinca il No che (sì, mi rendo conto che piazzare il Continua a leggere proprio qui è opera che si addice solo ai più biechi tra gli individui, già non proprio rispettabili, che frequentano la Rete, ma se un anno di battute su quel che dicono Renzi e Salvini non vi hanno ancora dato contezza di quanto io sia bieco, be’, spero che questo lo faccia)

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