Del peggio del nostro peggio – Agosto 2017

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Ed anche questo mese, benvenuti a Del peggio del nostro peggio, la rubrica che era nella mente di H.R. Giger (autore dell’opera qui su riprodotta) e spingeva per uscire (cit.).

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Di pazienti, deviazioni, Neymar, psichiatria

Ritengo che un amico non sia un buon amico se, almeno qualche volta, non dice (o scrive) frasi con cui tu sei in disaccordo.

Consideravo già Marco, l’autore di unpodimondo, un amico (per altro, mi ha fatto uno splendido regalo che io non ho mai contraccambiato); col suo ultimo post, appunto, non sono d’accordo, e questo mi ha confermato nel mio convincimento. Solo un amico può spingerti a riflettere sul tuo lavoro e su come lo svolgi, senza per questo farti sentire giudicato.

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Del peggio del nostro peggio – Giugno (Uno dei futuri possibili)

philipdick

Un terremoto ha colpito una vasta area compresa tra la Grecia e la Turchia. Il sindaco di Ankara ha espresso le sue perplessità in merito: “Questo potrebbe essere un terremoto artificiale“. Bisogna capirlo: una magnitudo di 6.2, e nemmeno qualcuno che rideva. Non può essere naturale.

(Ebbene sì, questo mese niente introduzione in corsivo. Presto detto il motivo di questa scelta: anche una frustata fa più male, quando arriva imprevista. Bisogna però ammettere che, se seguite questa rubrica, significa che a voi di sicuro non fanno male, le frustate

L’immagine in evidenza è quella di Philip Dick, che di futuri possibili se ne intendeva e che volle farci un favore non descrivendo questo).

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Del peggio del nostro peggio – Aprile (2017, pare)

Per chi fosse così fortunato da non saperlo, Del peggio del nostro peggio è il titolo di una rubrica che è stata ospitata su queste pagine da gennaio a dicembre dello scorso anno. In essa, a cadenza mensile, pubblicavo un monologo satirico, scritto prendendo spunto da quanto avevo letto sui giornali nel mese precedente. Una personale dimostrazione del fatto che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior, ma a volte dal letame nasce solo del letame che puzza di più.

Se volete leggerne, ed ascoltarne (perché sì, c’è anche la versione audio di ciascun monologo), gli episodi, potete andare qui. Ma, in questo caso, credo che il browser vi abbia rediretto sul sito sbagliato quando avete cercato “fammi male” su Google. Continue reading

Su Del peggio del nostro peggio

Un creazionista è uno che quando non sa spiegarsi perché qualcosa è successo da la colpa a Dio. In pratica, se torna a casa prima dal lavoro e trova la moglie al letto nuda e le lenzuola sporche di sperma, pensa che la moglie lo abbia tradito con Dio. E magari è pure contento.

Nell’articolo che precede questo, la puntata di dicembre 2016 di “Del peggio del nostro peggio”, esprimevo le mie perplessità circa la futura prosecuzione di questa rubrica che ci ha accompagnato per tutto il 2016 ed in cui mi sono travestito da stand up comedian e mi sono divertito a commentare (mettendoci almeno la voce, anche se non la faccia) gli eventi capitati nei dolorosi dodici mesi che hanno costituito quell’anno.

Ammenicolidipensiero, mio amico virtuale (virtuale ancora per poco, spero) di vecchia data nonché, evidentemente, appassionato lettore delle facezie che si potevano tirar fuori a proposito del cambio di governo, non ha preso la cosa bene: e questo mi ha sinceramente stupito.

Non mi considero un tipo molto divertente e non credevo che qualcun altro potesse davvero ridere per le cose che scrivo. La sua reazione, dunque, mi ha spinto a riconsiderare tutto quanto avevo “prodotto” negli ultimi dodici mesi ed a chiedermi: dovrei davvero continuare con questa rubrica? E, nel caso, perché sì e perché no?

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Del peggio del nostro peggio – Dicembre

Che oggi è venerdì 13, e non credevate mica che mi sarei lasciato scappare l’occasione di infliggervi per (forse… ta ta ta taaaaaa!) l’ultima volta questo immane dolore, vero?

Ehi ehi ehi, dove pensate di andare? L’audio di questo mese è qui. Correte ad ascoltarlo, sciocchi!

(Per alcune battute di questo mese, ho ritenuto non ci fosse bisogno di un link. Cioè, a meno che a dicembre non foste ricoverati in un reparto di terapia intensiva insonorizzato dove non prendeva il 3G ed in cui lavorava solo personale sanitario muto).

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