A Roma andai, a voi ripensai – Seconda parte

Gaberricci Planet – Roma – Giorno 2 – Prima frazione

Primo giorno di concorso. La convocazione ufficiale è alle ore dieci, in un posto che dista da dove ho “dormito” (chi ha letto l’episodio precedente comprenderà le virgolette) meno di un chilometro. Tutti e due i luoghi sono all’interno del Raccordo Anulare, ma per sicurezza ho comunque puntato la sveglia alle sette e mezza.

Quando a svegliarmi, mezz’ora prima, è un violento dolore sopra l’orbita destra, certo segno di incompatibilità tra la mia sinusite e l’aria condizionata che sono stato costretto a tenere accesa (treni in arrivo ed in partenza tutta la notte e temperature prossime ai quaranta gradi non vanno molto d’accordo), le mie innate capacità deduttive mi suggeriscono che non sarà una giornata da ricordare. O che, se lo sarà, sarà da ricordare tenendo in mano il Martirologio Romano, cui abbiamo già accennato.

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A Roma andai, a voi ripensai – Prima parte

Ebbene sì, torno a parlare di Roma. Ma c’è un motivo preciso, per questa che potrebbe apparire come una mia monomania (e ricordiamoci che in Italia l’ultimo ad avere avuto una monomania per Roma è stato Mussolini, ed insomma la cosa non è che mi riempia di entusiasmo). Anzi, ad essere preciso, ce ne sono ben due.

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Una divagazione sul cibo

Faceva notare questa mattina il dottor Manhattan che ormai ogni giorno è il qualcosaday. Inutile dire che aveva ragione, e che secondo me prima o poi ci ritroveremo come in quella puntata dei Simpson in cui il sindaco Quimby, trovandosi per contingenza costretto ad istuire un “giorno di Marge Simpson”, cancella, per la bisogna, quello dei veterani.

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La nostra pagina odora di uomo (spero)

Fino a qualche tempo fa, il blog collettivo dei discutibili (adesso purtroppo in stand by: non vi arrendete, ragazzi) proponeva ai suoi redattori (ed ai suoi lettori, che potevano partecipare come ospiti), un tema su cui scrivere. A giugno di due anni fa, il tema che venne scelto fu “i sei sensi”.

Partecipai anch’io. Con un articolo che, come potete verificare di persona, ha due difetti:

  1. è molto (troppo) lungo;
  2. parla del senso più inflazionato: la vista.

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A Roma andai, a te pensai (Cartoline dalla Capitale)

(La verità è che il mio cosiddetto smartphone non ha una fotocamera digitale, dentro, ma un qualche tipo di macchina per i dagherrotipi, per di più con l’obiettivo sporco. Aggiungete a questa incontrovertibile realtà il fatto che come fotografo valgo ancor meno che come disegnatore, e capirete perché per le immagini che utilizzerò in questo post non possiedo alcun diritto. Questi ultimi, infatti, appartengono ai loro proprietari)

Degrado è una di quelle parole su cui bisognerebbe mettersi d’accordo. E non lo dico solo io, ma pure Christian Raimo. Continue reading

Non verremo alla meta ad uno ad uno (L’emeroteca di Babele)

(qui trovate le spiegazioni su L’emeroteca di Babele. Questo articolo, privo di firma, è comparso su Le Scienze di questo mese, a pagina 99)

I giochi gratuiti sono particolari tipologie di giochi in cui i giocatori

pur non abdicando subito alla possibilità di vincere, non si preoccupano dei guadagni o delle perdite che ne saranno conseguenza, ma vedono come ricompensa il semplice aver partecipato, concedendo e ricevendo divertimento.

(da Manuale di oldulogia, di Ines Eperno)

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Lettere al Direttore (L’emeroteca di Babele)

Le ragioni delle disposizioni dei prodotti editoriali di recente uscita nelle edicole seguono logiche misteriose ed a volte decisamente impenetrabili. Ad esempio: durante una mia visita a Roma, nei pressi del Policlinico Casilino, transitando di fronte ad un rivenditore di giornali, la mia attenzione è stata attirata dalla rutilante copertina a colori del Rat Man Gigante di questo mese. Inutile dire che mi sono precipitato ad acquistarlo… solo per trovarmi a portar via, assieme ad esso, anche una copia (il numero 17, mi dice la copertina) della Rivista bimestrale di letteratura di genere, che gli era posta giusto accanto. I motivi che hanno spinto l’edicolante a porre le due opere accanto continuano a restarmi incomprensibili; forse, avvertito da una forza di cui ignoriamo l’esistenza, del fatto che proprio quel giorno proprio io mi sarei trovato a passare di lì, ha deciso di cogliermi in trappola. C’è riuscito.

Della rivista, colta e ben informata, ho trovato interessante soprattutto questa missiva, presente nella rubrica intitolata, con scarsa fantasia, bisogna dire, Lettere al Direttore. Non la riporto in forma completa, in tutto il suo profluvio di riferimenti dotti, poiché mi manca lo spazio; trovo tuttavia che possa suscitare l’interesse di alcuni di voi. Buona lettura

Gentilissimo Direttore,

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Definizioni, episodio contingente

Made in Italy: il libero mercato è bello, ma alcuni liberi mercati sono più belli degli altri.

Marketing: complesso di strategie volte a  far sì che i clienti non notino gli errori di progettazione, le lacune del processo produttivo, i danni prodotti da incongrue decisioni direttive e, soprattutto, le cazzate messe in giro dal settore marketing.

Parata del 2 Giugno: noi riteniamo che sia giusto e saggio festeggiare in questo giorno la nascita della Repubblica fondata sui valori della Resistenza e dell’antifascismo, organizzando una parata di tutti i nostri corpi militari, come ai bei tempi del Duce.

Contingente: oh cazzo, e oggi cosa scrivo sul blog?