Diventerai una star

Benché durante l‘adolescenza e gli anni iniziali dell’età adulta, lo confesso con vergogna e non per la prima volta, abbia guardato a loro con un’ammirazione che rasentava il fanatismo, ed abbia anche pensato (me ne ricordo con orrore) che anzi mi sarebbe piaciuto essere come loro da grande, ho col tempo, e vorrei dire con la crescita, sviluppato un sentimento di avversione, talvolta sfociato nel franco fastidio, nei confronti di quelle che potrei chiamare opinionstar.

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Fuzzy

Allegra Iafrate è una giovane storica dell’arte; suo principale campo di interesse sembrano essere le “cose nascoste”, visto che ha dedicato ben due pubblicazioni specialistiche al tesoro di Salomone, la favolosa raccolta di oggetti rituali ebraici che Tito, distruggendo Gerusalemme, razziò nel Tempio nel 70 dopo Cristo, che sparì nelle nebbie della storia (la quale, come si vede, ripete se stessa) quando i Vandali saccheggiarono Roma trecentocinquanta anni dopo, e che di tanto in tanto, a partire dall’ottavo secolo dell’Era volgare, iniziò a fare capolino nelle storie popolari arabe per poi tracimare in quelle europee. Questo, almeno, è quanto mi dice di lei la quarta di copertina del suo ultimo libro, Cercar tesori tra Medioevo ed Età Moderna, recentemente pubblicato da Laterza; opera meritoria da parte della casa editrice: molti e vari sono infatti i meriti del volume della Iafrate; talmente tanti, in effetti, che ad elencarli tutti questo post finirebbe per essere più lungo del volume stesso, il che è contrario alle consuetudini. Mi limiterò dunque ad esplicitarne due: si tratta di una lettura estremamente piacevole; devo ad esso la conoscenza del cosiddetto tesoro di Gisela.

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La Verità ci farà schiavi

Lo ammetto: da appassionato lettore di Borges ed Eco, non ho mai realmente compreso tutto il discorso (che è piuttosto, ora che ci penso, un coacervo di monologhi che di tanto in tanto si intersecano, senza influenzarsi realmente a vicenda) sorto intorno all’argomento fake news, che pare interessare tanti miei concittadini e, segnatamente, quelli che, con la tipica subordinazione dei colonizzati, abbiamo imparato a chiamare col termine inglese opinion maker; tanto il grande narratore argentino, quanto l’intellettuale di Alessandria, infatti, mi hanno insegnato una verità che, a furia di sentirla ripetere da loro, ho finito per considerare autoevidente: il linguaggio è lo strumento che serve agli esseri umani per mentire. Eco, per altro, credo abbia scritto queste precise parole, o altre, comunque molto simili, in uno dei suoi libri più “specialistici”.

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Psicanalisi young adult

I romanzi (ed i film) indirizzati ad un pubblico di tardo-adolescenti sono, probabilmente, uno dei filoni più redditizi che la narrativa popolare abbia prodotto negli ultimi trent’anni, tanto da essersi meritati un nome ed una “caratteristica merceologica” propri: young adult (Wikipedia in inglese contiene una voce molto dettagliata, anche se non altrettanto accurata, dedicata a questo genere letterario, nel caso vi interessi approfondire). Alcuni di questi (la saga di Harry Potter, quella di Twilight, quella, da essa derivata, iniziata con 50 sfumature di grigio) hanno travalicato le barriere anagrafiche di tale etichetta, incontrando ampio apprezzamento tra il pubblico adulto e, talvolta, anche tra i critici. Sospetto che tale successo abbia a che fare con la somiglianza che queste opere hanno con la tragedia greca, la commedia dell’arte, il romanzo giallo: non intessono trame, ma combinano elementi; non procedono per logica, ma per situazioni; non mettono in scena personaggi, ma tipi. Tra questi tipi, uno dei miei preferiti è senza dubbio “l’innamorato senza causa”.

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(Non) Videmus nunc per fractalem et in aenigmate

Nella pagina Wikipedia ad esso dedicata, si legge che

un frattale è un oggetto geometrico [che] si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, e dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale.

Come sapete, provo una irresistibile fascinazione verso tutto ciò che è in grado di suscitare meraviglia, e senza dubbio tali, in virtù delle loro proprietà invero singolari, sono i frattali. D’altronde, non posso negare che, se nessuno mi avesse spiegato che cos’è, il frattale sarebbe rimasto per me un’immagine astratta, priva di ogni motivo di interesse, anche in virtù della sua totale inutilità pratica nel campo che più mi interessa (almeno, per quel che riguarda questo blog): quello delle storie.

Non esistono, infatti, storie frattali e, anzi, le storie siano “oggetti anti-frattali” per definizione: una delle loro caratteristiche è che ciò di cui raccontano cambia completamente aspetto, a seconda che lo si guardi da lontano oppure da vicino; a seconda, cioè, del punto di vista da cui lo si approccia.

Questo, ovviamente, vale anche per quelle narrazioni che, erroneamente, sono considerate oggettive per forza, come la storiografia ed il giornalismo; queste ultime, anzi, risentono non solo dei punti di vista di chi le produce fisicamente, ma anche della società che le produce culturalmente (curiosamente, lo stesso, come dicevo qui, vale anche per la bellezza, categoria che non sempre risulta applicabile alla storiografia o al giornalismo).

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Voglio dire merda

Dio mio. Questa sarebbe l’unica reazione sensata di una persona ancora ben in possesso delle sue facoltà mentali, nell’apprendere dell’orrenda morte di Sara Di Pietrantonio.

E confesso che, quando la mia mente ha pensato proprio quelle due parole, stamattina, mentre leggevo la notizia, da qualche parte, sotto l’orrore, ho provato un lieve senso di sollievo. Allora non sono impazzito.

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Cronaca di un evento annunciato

Lo ammetto: fino a stamattina, quando il mio amico T. (che era uno di quelli a cui avrei voluto dedicare “C’è un medico in sala?“) non mi ha messo a parte di questa notizia, benché sia laureato in medicina, penso che le cose che avrei potuto dire del virus Dengue sarebbero state quantificabili in questa frase: “il virus Dengue è un virus”. Al più, avrei potuto aggiungere: “aspè, ma esiste veramente o mi state prendendo in giro?”.

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