Il visionario (I venerdì del libro, dopo tanto tempo ed ovviamente non di venerdì)

Quando durante una conversazione a proposito di uno dei suoi (ottimi) post sulla Storia di Bulawhar e Budasf, gli ho detto che stavo leggendo Il visionario, il mio amico bortocal mi ha risposto:

Mi sono informato via Google. Ho visto chi se ne è occupato di recente ed è stato certamente il tuo tramite.

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Le zone del crepuscolo – 1

Il 9 agosto di quattro anni fa comunicavo ai miei lettori di aver da poco concluso (“poco in termini di ore, proprio”) la lettura di un libro intitolato Dall’età della pietra all’età dell’anima: era la prima volta che, su queste pagine, parlavo del Progetto Mesmer.

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Considerazioni tecniche

(E questo articolo, come sempre troppo lungo, ne è pieno, di considerazioni tecniche… che tuttavia non si riferiscono alla tecnica che potreste pensare sulle prime. In fin dei conti, trovo giusto ricordare che questa epidemia, io personalmente, non devo affrontarla solo come medico.

Qualcuno potrebbe dire che un articolo così settoriale non interessa praticamente a nessuno; tuttavia, ritengo che nel microcosmo che affronto qui potrebbe nascondersi una chiave per leggere anche il macrocosmo che tutti affrontiamo ogni giorno. Probabilmente mi sbaglio; in caso, scusatemi.

Buona lettura).

Una battuta che lessi, se non vado errato, in un libro di Giorgio Faletti recitava: fino ad una certa età un uomo ha paura che le donne gli dicano di no, poi inizia ad aver paura che gli dicano di sì. Una sua variante potrebbe spiegare perché io non parli mai, con amici che frequento di persona, di illusionismo (ed infatti, della mia passione per quest’arte, sono a conoscenza un numero assai maggiore di miei amici virtuali, che non di miei amici reali): non perché temo che mi rispondano di no, quando gli chiederò di “far loro vedere qualcosa” (semmai glielo chiederò), ma, al contrario, perché temo che mi dicano di sì.

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Con gli effetti speciali

Sabato scorso ho partecipato ad una seduta spiritica.

Tutto è accaduto all’ultimo piano di un castello medievale della Bassa parmense; erano, all’incirca, le undici di sera. Tutte le luci erano accese, benché fosse appena terminato un temporale, non molto dissimile da quelli che altrove, in Italia, hanno negli ultimi giorni trasformato borghi carichi di secoli e di una rispettabilità quasi sdegnosa in un paesaggio lunare o post-apocalittico (in alcuni casi, lunare e post-apocalittico). Non saprei dire per quanto (forse dieci minuti, forse ore intere) io abbia tenuto il dito incollato ad una planchette che si muoveva, da sola, su una tavoletta ouija; lo stesso hanno fatto altre quattro persone, di cui ignoro i nomi ma che possono testimoniare che non sto mentendo. La nostra medium, fino a neppure un quarto d’ora prima di iniziare quello che abbiamo voluto chiamare l’esperimento, giurava di non possedere poteri paranormali; gli eventi parrebbero aver dimostrato che aveva torto. Ad ogni modo, non credo si servirà ancora, in futuro, di queste sue doti, finora rimaste così ben nascoste.

Dal castello che ci ospitava, tempo fa, sparì un busto ottocentesco, rappresentante la nipote illegittima di Maria Luisa d’Asburgo, seconda moglie di Napoleone; con lei tentavamo di comunicare, servendoci del mistico artefatto, perché ci indicasse dove gli ignoti ladri lo avessero nascosto.

Ella ci ha indicato un luogo. Ricerche successive hanno dimostrato che aveva ragione.

Spero che i brevi accenni, per così dire, giornalistici (chi, cosa, dove, quando, perché), bastino a convincervi; ad ogni modo: quel che avete appena letto non è l’incipit di una delle pessime opere narrative cui talvolta ho tentato di applicarmi, e che ho voluto raccogliere (perché fosse più semplice scansarle) sotto questo tag; è piuttosto la cronaca, per quanto possibile fedele, di avvenimenti accaduti realmente.

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Narrativa ed evidenza

Ho finito da poco (poco in termini di ore, proprio) di leggere la prima parte di “Mesmer. Lezioni di mentalismo. Dall’età della pietra all’età dell’anima”, libro autoprodotto di Mariano Tomatis (qui il sito internet del progetto, dove è possibile acquistare il libro ed iscriversi alla newsletter), primo di una (si spera lunga) serie di volumi che, nelle intenzioni dell’autore, dovrebbe costituire una sorta di “manuale universale di mentalismo”, analizzando nel contempo la sua storia ed il contesto in cui si è sviluppato ed è cresciuto.

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Neurosurgery Kid – Filler – Di nuovo Magic Experience Design

(Dice Wikipedia: “Filler: puntata di una serie televisiva, albo di un fumetto o brano musicale incoerente rispetto al resto dell’opera, creata come semplice riempitivo”)

Tutte le cose finiscono; le cose belle, più in fretta di quelle cattive. Molto più in fretta.

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I nerd, i fighetti, i maghi ed io

In apertura a questo post, risalente a quasi un anno fa, confessavo di essere stato:

da qualche tempo travolto da una passione sfrenata per l’illusionismo.

La passione non si è affatto sopita, in questi dieci mesi. Anzi, se possibile, è divenuta più forte. E ieri sera, finalmente, ero pronto per la mia prima esibizione davanti ad un pubblico.

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