Non avete capito nulla di come funziona il tempo

Quando andarono a comunicargli che l’intera popolazione di Betelgeuse-3 era stata spazzata via da una guerra civile durata appena quattro giorni, durante la quale tutt’e tre le parti in lotta avevano potuto accedere, con estrema facilità, a delle armi atomiche, l’uomo che per se stesso, con un’ironia che pochi comprendevano, aveva scelto il nome di Jeronimo Cardianos, non aveva mostrato alcuna emozione; aveva invece protestato vivamente quando, subito dopo, gli era stato suggerito che, in seguito a quegli eventi, sarebbe stato forse opportuno ritirarsi dalla carica che occupava.

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Voglia di gotico

La pubblica opinione o, piuttosto, una strategia pubblicitaria particolarmente oculata, vuole Praga essere una “città magica”. Tale credenza trova la sua giustificazione, ritengo, in alcuni avvenimenti, pertinenti alla cronaca scandalistica, avvenuti alla fine del Cinquecento alla corte di Rodolfo d’Asburgo, che nella capitale boema aveva preso residenza. Ciò nonostante, devo confessare che quello slogan è vero.

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Sic semper arturianis

Suo padre gli parlava sempre bene di quel film. Gli diceva che era un classico, che come tutti i classici non sarebbe invecchiato mai, non importava quante volte altri (ovviamente peggio) avrebbero raccontato la sua stessa storia; e gli diceva pure, il povero sciocco che non sapeva cosa doveva capitargli (cosa doveva capitare a tutti loro), che era una delle cose più paurose che avesse visto nella sua intera vita. E lui si fidava di suo padre, ci mancherebbe, ma quel film era già vecchio, non molto, ma abbastanza, quando lui era nato, e per questo non aveva mai voluto vederlo, ed ora l’occasione era persa e presumibilmente non sarebbe tornata mai più, perché in cuor suo sperava (ed avrebbe fatto tutto quanto in suo potere perché fosse così) che in futuro gli uomini non avrebbero più voluto vedere cosa gli alieni avevano fatto loro, e non avrebbe dovuto vedere quello che loro avevano fatto agli alieni.

Eppure, nonostante questo, quella frase la conosceva perfino lui: nello spazio, nessuno può sentirti gridare.

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Rubrica della posta – Parte 2 di 2

(continua da qui)

Il delitto, di fatti, si è risolto ancor prima che potesse essere scoperto: già nella giornata di domenica, infatti, quando nessuno aveva rinvenuto il corpo o anche solo denunciato la scomparsa della donna, un uomo si è presentato alla centrale di polizia di un piccolo paese della nostra provincia ed ha confessato di averla uccisa.

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Rubrica della posta – Parte 1 di 2

(Da “La Gazzetta di…“, edizione di un giorno di metà maggio 20**, rubrica della posta)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Signori,

è con un gesto irrituale come porgervi delle scuse che intendo iniziare questa mia (spero breve) missiva.

Badate: non credo di dovermi scusare con voi perché vi sto scrivendo, con l’intenzione di intervenire con la mia opinione riguardo un argomento in cui non ho alcuna competenza, almeno apparentemente (ma avrò modo di dare dolorosamente ragione al sentire comune, più avanti, argomentando che almeno tale apparenza inganna).

Credo di dovervi delle scuse, perché sono purtroppo costretto a celarvi la mia identità.

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