Ex falso quodlibet

Mia madre condivide con me un articolo, che preferisco non linkare, tratto dal sito internet di una televisione locale della mia città d’origine (ma sono sicuro che una televisione locale di Verona – ed anche una di Caltanissetta, probabilmente – avrebbe trattato la notizia nello stesso modo).

Il titolo dell’articolo è il seguente: “Piscina del Nettuno-che-fa-il-morto-a-galla, l’utilizzo del pallone in piscina solo per i bambini non italiani. E poi parlano di razzismo” (sic; il nome della piscina non è quello reale, il corsivo è mio).

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O Stato…

(Attenzione: in questo articolo si fa un uso disinvolto delle lettere maiuscole)

Nell’ultimo mese, un evento che credevo non mi avrebbe mai spinto a questa conclusione mi ha fatto riflettere sui ringraziamenti che dovrei rivolgere a [inserire nome di divinità a piacere] per il fatto di essere un uomo molto, molto fortunato.

Sto parlando, ovviamente, dell’epocale decisione presa da Mark Zuckerberg (o da chiunque si occupi di queste cose dalle parti di Menlo Park, California) di introdurre anche su Whatsapp la funzione “Storie”, mascherandola abilmente dietro la denominazione “Stato”. Continue reading

Dissenso!

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, articolo 2

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