Brown! (Benvenuti alla prossima magia)

Quello che trovate qui è l’ultimo episodio di Sette pezzi magici, il mio podcast che è anche uno spettacolo di magia. E giunti a questo punto, potrei probabilmente evitare di ricordarvi che potete trovarlo anche su Spotify e Deezer… caspita, l’ho appena fatto.

Ed infine, dopo sette settimane di magia (più o meno di qualità, questo sta a voi dirlo), preferisco non utilizzare altre parole per introdurlo: per cui, utilizzo questo spazio per ringraziare Luca, che nonostante la pletora di suggerimenti da me richiesti non mi ha mai mandato a quel paese, e Sebastiano, che ha ascoltato tutti gli episodi in anteprima, e mi ha consigliato di inserire questo qui, al termine della serie. Dove in effetti sta assai bene, non solo in termini di “microcosmo”, ma anche di “macrocosmo”: sarà una delle mie ultime pubblicazioni di quest’anno, che con la magia si era aperto, e con la magia si chiuderà. E considerato il tema di questa puntata… ma sentirete. Per ora mi limito a rivelarvi che c’entra col fatto che non vi dico arrivederci, ma benvenuti alla prossima magia.

Un caso

L’episodio odierno di Sette pezzi magici, il mio podcast che è anche uno spettacolo di magia (ogni ulteriore spiegazione qui), riflette sulla distinzione tra il caso e la necessità. Che, come cercherò di mostrarvi, non è importante solo in ambito scientifico.

Anche se questo è il penultimo episodio di questo podcast, non mi sono ancora stancato di ricordarvi che esso è anche su Spotify e Deezer, e che potete condividerlo con chi volete, se lo ritenete meritevole.

Buon ascolto.

Messa in scena

Umberto Eco ha scritto parole molto belle sulla distinzione, non così sottile, tra “mentire” e “fare finta”, sottolineando come la seconda sia fondamentale per un’attività importantissima della vita umana: giocare. E proprio di questo parla la puntata odierna di Sette pezzi magici, il mio spettacolo di magia in forma di podcast: della necessità di giocare per non prendere la vita, e la magia, troppo sul serio.

Come sempre, vi ricordo che trovate questo podcast anche su Spotify e Deezer, e che se lo apprezzate (e solo in quel caso) avete il mio beneplacito per farlo ascoltare a qualcun’altro che conoscete.

Ed ora scusate, ma ci sono degli amici che mi aspettano per andare a giocare a campana.

Come acqua e olio

Con l’episodio che oggi esce dall’armadio ed inizia ad andare a spasso per il mondo, il mio podcast e spettacolo di magia Sette pezzi magici raggiunge il giro di boa. In questa puntata, tentiamo di rispondere ad un quesito: può un fenomeno fisico che ci sembra assolutamente banale riuscire a sorprenderci?

Come sempre, colgo l’occasione per ricordarvi che potete ascoltare il mio podcast anche su Spotify e Deezer, e che le condivisioni sono le benvenute. Inoltre, vi segnalo che da questo episodio potreste riscontrare un piccolo “salto” in un punto ben preciso della registrazione: non si tratta di un errore, ma di un espediente (in certo qual modo anch’esso magico) posto in essere per accogliere un consiglio del mio amico e mentore Mariano Tomatis. Spero sia comprensibile perché quest’imperfezione è stata aggiunta proprio in quel punto.

Buon ascolto.

R&R

È di nuovo quel giorno della settimana, quello in cui pubblico un nuovo episodio del mio podcast Sette pezzi magici, a proposito del quale qui trovate ogni informazione. L’episodio odierno si intitola R&R e potete ascoltarlo a questo indirizzo. Parla di immagine: la prima R sta ovviamente per Rituale… ma la seconda per cosa sta?

Vi ricordo anche in questa occasione che potete ascoltare Sette pezzi magici anche su Spotify e Deezer, e che se vi piace e volete condividerlo con chi conoscete io non mi offendo.

Ma in realtà non mi offendo nemmeno se non vi piace.

I classici non hanno mai finito di dire quello che hanno da dire

È online la seconda puntata, intitolata come questo articolo, di Sette pezzi magici, il progetto che ha molto a che fare con la magia di cui ho parlato qui. In questo episodio tentiamo di rispondere alla domanda: può davvero avere ancora qualcosa da dire un gioco che tutti abbiamo visto fare almeno una volta da uno zio? (Spoiler: sì, se chi lo esegue non ne è assolutamente in grado).

Colgo l’occasione per ricordarvi che trovate Sette pezzi magici anche su Spotify e su Deezeer, e che è stato realizzato all’insegna del do it yourself; ne approfitto anche per aggiungere che, se qualcuno di questi episodi vi piace, nulla vi vieta di farlo ascoltare a qualcuno che (fortunello) non ha mai avuto accesso a queste pagine: insomma, sì, Sette pezzi magici è un qualcosa che potete condividere.

Lo so che chi mi segue da più tempo resterà sinceramente stupito, nel sentirmi dire questo. Per altri, sarà una conferma che quanto scrivevo nel post precedente a questo corrisponde a verità: sono stato sostituito da una macchina.

Buon ascolto.

Sette pezzi magici

D’accordo: trascorso il giusto tempo, atto a creare una suspence che credo di aver avvertito solo io, credo di potervi rivelare qual è, quel progetto magico che ha tanto a che fare con la magia di cui parlavo nell’ultimo post di questo blog, e di cui il video Abracadabra (da me lì in qualche modo recensito) costituiva, a sua insaputa e probabilmente suo malgrado, un’anticipazione.

Il fatto è che, da qualche mese, sto lavorando ad un podcast.

Continue reading

A kind of magic

Il Bizzarro Bazar Contest è un curioso concorso d’arte che, ogni settembre, il suo ideatore ed animatore Ivan Cenzi organizza per celebrare il compleanno di Bizzarro Bazar, blog dedicato all’esplorazione del sublime di cui, se incrociate a queste coordinate da qualche tempo, sarete stanchi di sentirmi tessere le lodi (ma meglio una volta in più che una in meno, dico io). Le regole di questo contest sono semplici: si può partecipare con opere di qualunque tipo (ed infatti negli anni il Bizzarro Bazar Contest ha ospitato le forme d’arte più disparate, dai dipinti alle canzoni, dai cortometraggi alle bare ed ai reliquiari… sì, davvero), purché abbiano come soggetto la creatura a cui il concorso è intitolato e/o, perché no, il suo creatore. Quelle più “strane, macabre, meravigliose” vengono ricompensate con ricchi premi e cotillons, e comunque tutte si guadagnano un posto in quella camera delle meraviglie che è il post con cui Ivan, di anno in anno, annuncia i vincitori.

Continue reading