Un disco per il mercoledì – EmoqualecimettodiDeAndrè?

Nel mio post precedente ho promesso che l’avrei fatto, e quindi eccomi qua a riesumare ancora una volta la negletta rubrica Un disco per il mercoledì. La rubrica che ho lanciato in pompa magna, promettendole un futuro carico di successi, e che poi ho abbandonato senza voltarmi indietro. Un po’ come Battisti con Pappalardo.

Dico scemenze, ovviamente, per ritardare il momento in cui mi troverò a scegliere di quale disco di De Andrè parlare.

Continue reading

Un disco per il mercoledì, il ritorno

Nel 2007, come tutti (anche se a diciotto anni ero forse fuori tempo massimo), prendevo per il culo i Tokio Hotel: ero già abbastanza scafato per sapere che presto il “nuovismo” avrebbe ricacciato questi poveri ragazzi di Amburgo nell’anonimato da cui li aveva tratti, ma pazienza, si portava, tutti se la prendevano con loro ed io non ero da meno. In particolare, una volta, insieme a mio fratello, misi in scena, davanti una sua amica, che di quel gruppo era una delle molte fan numero uno (non escludo oggi sia altrettanto fanatica di Fedez) un vero e proprio “pestaggio verbale” di Bill Kaulitz (il cantante del gruppo in questione), che si concluse con la poverina che se ne andava urlandoci parole irriferibili.

Nella mia vita ci sono poche cose di cui mi vergogni altrettanto (ed anche mio fratello, ne sono sicuro). Da un mesetto circa, ancora di più.

Continue reading